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Cenni sulla problematica condominiale in materia di convivenza con gli stranieri.

Multietnia

A seguito della tragica morte dell’ On. Aldo Moro si è stabilito , a partire dall’allora 1978, a carico del proprietario che affitta, l’obbligo di rendere noto alla Questura nelle quarantotto ore dall’affittanza ,Art. 12 del D.L. 21.3.1978, n. 59, convertito in legge 18.5.1978, n. 191, il nominativo del conduttore inquilino ed alcuni ulteriori dati aggiuntivi (n.documento . Data rilascio ecc..) , la tipologia dell’affittanza (comodato , locazione ecc.. e i dati identificativi dell’immobile. Fin qui tutto pare semplice.

Il proprietario condomino sa a chi ha affittato il proprio immobile, le forze dell’ordine anche. Lo stabile però si riempie di facce nuove , alcune sembrano tutte uguali nel loro colore e tratto somatico , su altre non ci si sofferma molto in quanto le espressioni incutono timore , tante altre sono di eleganti e giovani signorine, frettolose e indaffarate. Questo “nuovo” mondo che si apre anche nel condominio crea non pochi problemi. Il primo riguarda gli stessi abitanti lo stabile , non si conoscono più (qualcuno potrebbe dire meno male). Dal tempo in cui esisteva il registro degli inquilini ove veniva puntualmente trascritto ogni trasloco , le nascite avvenute nello stabile, le morti e soprattutto le entrate e le uscite, ne più né meno di quanto avviene entrando in un qualche palazzo del Governo , sia nazionale che regionale o in qualche Azienda, si è giunti all’esatto opposto.

I palazzi si riempiono di questa eterogenea componente sconosciuta tra di essa, troppe volte insofferente alle regole di buon vicinato , alcune volte con fedine penali che destano preoccupazione. E pensare che, nella stragrande maggioranza dei casi , la vita in comune in un edificio e l’ingresso nella comproprietà dei beni, prevede l’assunzione di obblighi reciproci e convenzionali che non possono desumersi , per la loro natura complessa, semplicemente per legge, ma sono frutto di una articolata e sinergica vita sociale pressoché quotidiana.

Se a questo aggiungiamo la figura dell’ arbitro (amministratore condominiale) priva di riconoscimento giuridico (albo, elenco, registro ) ci si rende conto della complessità di vivere e operare in un contesto così complesso e altamente variabile. Abbiamo anche prova dove le diversità di usi e costumi riescono a convivere in condominio positivamente e ordinatamente . Sono quelle situazioni , per la verità ancora poche, dove l’interesse ad un sistema di coabitazione pacifica , sicura e protettiva , viene percepita fortemente da tutti e ciascuno la difende.

Alla stessa stregua, proprio la difesa di tali desideri , la paura di perdere la propria sicurezza o di vedere la propria vita ,condizionata dalle paure per sé e i propri figli, soprattutto nella propria casa ( perché così i più tanti vivono il condominio,“la propria casa“ ), comporta il nascere dei contrasti e delle incompatibilità che sfociano in forti tensioni. Da qui la richiesta di una norma che dovrebbe prevedere almeno una comunicazione all’amministrazione condominiale degli estremi dell’inquilino, il tipo di rapporto contrattuale e la durata di esso.

Penso che nessuna violazione alla privacy si possa intravvedere in tal senso, in quanto, il governo condominiale prevede nei suoi molteplici aspetti la necessaria conoscenza degli attori. Ciò potrebbe servire a stemperare parte delle tensioni che nascono per la presenza sconosciuta e anonima , ma soprattutto, servirebbe a responsabilizzare il conduttore/inquilino su gli aspetti comportamentali in ordine al rispetto delle condizioni regolamentari condominiali . Del resto non sfugge a nessuno l’esigenza di conformare l’offerta immobiliare ai tempi attuali , bisogna però che ciò avvenga nella compatibilità di salvaguardare anche l’interesse e il patrimonio di tutti.

Perché se è certamente vero e sacrosanto che chi investe in immobili deve poter trarre da essi profitto e risorse è altrettanto vero che la condizione di esercitare determinate forme di tornaconto non deve prescindere dal principio, che direi “inalienabile”, di conservare il valore degli immobili presenti nel condominio. Anche perché , se così non dovesse essere , si annuncerebbe per tali immobili la stagione dei saldi , come purtroppo sembra stia già avvenendo in molte città.

In collaborazione con il Centro Studi Anaci Liguria, a cura di Ivano Rozzi. Invia a redazione@ivg.itle tue domande inerenti la materia condominiale. I quesiti più interessanti saranno trattati con appositi articoli in questa rubrica.

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