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Nasce il “Polo della ceramica savonese”: 780mq per 800 opere esposte

Savona. Grazie alla Fondazione A. De Mari prende il via il progetto per la creazione di un “Polo della ceramica savonese”, un centro espositivo specificatamente destinato alla ceramica (780mq in cui troveranno posto circa 800 opere), il  prodotto artistico manifatturiero che ha trovato straordinario sviluppo, dal tardo medioevo ad oggi, nell’area savonese e albisolese, e che maggiormente qualifica e rappresenta la più significativa realtà produttiva del territorio.

Il progetto costituisce una grande opportunità di valorizzazione e di sviluppo turistico del territorio savonese, attraverso la realizzazione di  una struttura – sino ad oggi mancante – in grado di riunire in una sede adeguata per spazi e possibilità di fruizione, anche sul piano dello studio e della  divulgazione di questi manufatti, le numerose collezioni, sia di iniziativa privata che pubblica, formatesi nel tempo e attualmente dislocate in più sedi. Un’opportunità che viene oggi offerta dalla Fondazione A. De Mari – Cassa di Risparmio di Savona, proprietaria del Palazzo del Monte di Pietà, grazie alla promozione di un programma di recupero dell’edificio e la concessione dei locali per tale destinazione culturale.

“Oggi prende ufficialmente il via un progetto – dichiara il Presidente della Fondazione A. De Mari Roberto Romani – che porta a compimento una scelta operata da parte nostra già da tempo. Il Palazzo del Monte di Pietà, un tempo archivio della Banca Carisa, e rimasto inutilizzato a lungo, rappresenta una ricchezza dei savonesi, che con questo progetto proprio a loro torna. Si tratterà di una struttura in grado di dare un’immagine unitaria di cosa è stata e cosa è oggi la ceramica del nostro territorio.”

Il progetto ha trovato pronta risposta nell’Amministrazione Comunale di Savona, che si è dichiarata disponibile a gestire la nuova struttura, collegandola funzionalmente agli spazi della Civica Pinacoteca ospitata nell’adiacente Palazzo Gavotti. “Questo progetto – dichiara il Sindaco di Savona Federico Berruti – ha un doppio valore: per il “contenitore” e per il “contenuto”. Infatti da un lato il progetto permette il recupero di un palazzo di pregio del nostro centro storico, che tanto sta a cuore all’Amministrazione e ai cittadini savonesi, legati ai valori architettonici di Savona. Dall’altro lato, il progetto rappresenta un altissimo valore anche per il suo contenuto e consente ciò che altrimenti non sarebbe possibile, ossia l’ampliamento della Pinacoteca Civica. Si viene così a creare il secondo museo della ceramica più importante d’Italia. Il progetto è importante anche perché si colloca in un contesto di azioni di valorizzazione della tradizione artistica del nostro territorio, che costituisce anche una leva per turismo colto e di qualità. Infine, voglio sottolineare l’altissimo valore rappresentato dal contributo della Fondazione in questi temi di scarsa disponibilità di risorse pubbliche. Contributo che la Fondazione ha scelto di concretizzare in modo coerente con gli indirizzi per il futuro della città; a questo proposito penso ai contributi alle mense scolastiche, alla riqualificazione della sala della Sibilla al Primar e al progetto Renzino Astengo. Un rapporto con l’Amministrazione Comunale, dunque, davvero proficuo”.

“L’occasione offerta dalla generosità e della lungimiranza della Fondazione De Mari – dichiara l’Assessore alla Cultura del Comune di Savona,  Ferdinando Molteni – è decisamente storica. Ampliare la Pinacoteca con un grande museo della ceramica antica era un sogno che sembrava irrealizzabile. Invece sta per diventare realtà. Savona avrà il più importante museo della ceramica in Italia dopo Faenza. Sono grato a Roberto Romani, presidente della Fondazione De Mari, per aver portato a termine, con tenacia e competenza, l’iter che ci ha condotto alla valutazione del bellissimo progetto di recupero dell’immobile e di allestimento della raccolta. E non posso dimenticare il suo predecessore, Luciano Pasquale, che per primo aveva ipotizzato tale operazione”.

Verrà così costituto un unico articolato percorso di visita al complesso delle opere, con inizio su Via Pia dall’esistente reception della Pinacoteca, già dotata dei necessari servizi di accoglienza, e termine nel Palazzo del Monte di Pietà, uscendo dallo scalone aperto su Via Aonzo. Evidenti sono le sinergie di gestione così realizzabili, oltre al recupero, a favore della Pinacoteca, di spazi aggiuntivi per esposizione, fissa e temporanea, nei locali attualmente ospitanti oggetti ceramici, che invece andranno concentrati nei nuovi spazi ricavati nel Palazzo del Monte.

Dichiara la Direttrice della Pinacoteca Civica di Savona, Eliana Mattiauda: “Unito alla Pinacoteca, il polo della ceramica savonese permette di realizzare nel cuore della nostra città un centro espositivo di grandissima rilevanza, formato da straordinarie collezioni d’arte. Grazie all’importanza delle raccolte e all’offerta di servizi museali la nuova sede museale, oltre a costituire un punto di riferimento per l’intero territorio, potrà godere di una marcata riconoscibilità a livello nazionale e internazionale. L’unione dei due palazzi offre inoltre l’opportunità di dotare la città di un itinerario turistico culturale formato da Palazzo Gavotti e dalle sue collezioni, dal Polo della ceramica, dagli ambienti affrescati del  Monte di  Pietà. Uscendo  si potrà  agevolmente accedere alla Cattedrale, al chiostro francescano, alla Cappella Sistina e al costituendo Museo diocesano.”

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