Politica

“Fiori d’Albenga”, Bessone: “All’agricoltura meno appalti e più contributi”

enrico bessone

Albenga. Più che “Fiori d’Albenga” potremmo parlare di “fior di polemiche ad Albenga” per ciò che concerne la manifestazione che, da qualche anno, abbellisce le vie e le piazze ingaune. A proposito del rifiuto del consiglio di aministrazione di Flor.A.S.di partecipare alla gara d’appalto per l’aggiudicazione del servizio di allestimento dell’evento, interviene Enrico Bessone, candidato PdL alle prossime amministrative col candidato sindaco Rosy Guarnieri, che sul tema era anche entrato in “contrasto” con l’assessore ai Lavori Pubblici Vincenzo Damonte.

“Sullo ‘stile Damonte’ degli appalti pubblici non entro nel merito – dice Bessone -. Tutti, infatti, ad Albenga sanno che il famoso geometra ha fatto storia, anche troppa, prima come funzionario comunale all’Ufficio Tecnico e poi come Assessore della giunta Tabbò ai lavori pubblici. Infatti, da sempre maestro di chiara fama, nessuno, più di lui, conosce i meandri in materia di appalti e gare pubbliche. Nel bene e nel male. A noi pare, però, che dica molto la lettera della Flor.A.S, che i soci di Albenga hanno inviato, in questi giorni, all’attenzione del Sindaco uscente e dell’Ing. Danilo Burastero dirigente dell’Area IV del Comune. Con la gara di appalto per l’aggiudicazione del servizio di allestimento della manifestazione “Fior d’Albenga 2010″, gli agricoltori e i floricoltori di Albenga hanno voluto esprimere ancora una volta la delusione per questa amministrazione di centrosinistra che, in cinque anni, tra PUC e appalti pubblici e disinteresse per la piana di Albenga, ha colpito ripetutamente una categoria fondamentale per le attività economico-produttive della nostra città”.

“Alcuni produttori della piana ingauna – prosegue Bessone – mi hanno detto che, da volontari, negli anni passati, avevano partecipato, con impegno e passione, alla preparazione della manifestazione “Fior d’Albenga”, senza pretendere alcun compenso al di là del rimborso spese, proprio per collaborare ad una iniziativa del mondo floricolo della città. Aver fatto un bando, quest’anno, e aver commissionato una spesa di ben 78.000 euro per le aiuole del centro storico suscita il sospetto di una manovra preelettorale ingiusta. Per una indegna spartizione. L’agricoltura che ha subito, nel tempo, tanti danni per allagamenti non ha mai ricevuto alcun risarcimento per le perdite subite. Forse Antonello Tabbò  avrebbe potuto e dovuto rispondere all’agricoltura di Albenga con un appalto in meno e con un contributo in più”.

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