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A Cairo e nel Savonese giro di passaporti falsi tra Italia e Brasile

passaporto

Cairo M. Investe anche il Savonese e la Val Bormida l’indagine svelata dal Corriere sul giro di passaporti falsi tra Italia e Brasile. Alla base della ricerca condotta dal quotidiano milanese un sodalizio criminale in grado di agevolare, in tempi rapidi, il rilascio dei passaporti con relativa cittadinanza italiana.

Secondo quanto ricostruito ci sarebbero falsi legami di parentela che sono stati legalizzati presso la nostra ambasciata a Brasilia, in seguito fatti pervenire nel comune di Cairo Montenotte, nel quale viene addirittura offerta una “protezione” al “candidato” cittadino italiano. Quello che emerge è di fatto un vero e proprio riciclaggio delle identià, soprattutto perchè alcune organizzazioni estremiste sono in procinto di utlizzare il Brasile per rendere cittadini italiani coloro che altrimenti non avrebbero la possibilità di entrare, ad esempio, negli Stati Uniti.

Ma come funziona il sistema messo in atto dall’organizzazione? Un brasiliano che non ha nessun parente italiano può rivolgersi, tramite un mediatore, all’organizzazione, e con una modica cifra che può essere intorno ai 10 mila euro ottiene il passaporto italiano. Il meccanismo è semplice: grazie ad una tipografia clandestina viene rilascito un falso certificato di nascita, falsificando quindi tutto l’albero genealogico.

Tutto è possibile non solo per le lacune della legge del 1992, ma anche per la circolare del 2002 che permette che qualsiasi oriundo, una volta ottenuti i documenti, possa richiedere la cittadinanza nei comuni italiani in cui ha fissato la residenza, e sembra che proprio nel Savonese e nella Val Bormida (Cairo e Millesimo) si siano ottenute molte di queste cittadinanze taroccate, dove agiscono agenzie italo-brasiliane che iniziano e favoriscono le pratiche.  Ad esempio Maria Teresa Cropanise è una brasiliana che ha fondato l’agenzia Spazio Brasil a Cairo e ha fornito la cittadinanza italiana a quasi 80 persone. Tra i falsi oriundi scoperti nella cittadina della Val Bormida Jean Carlos Batista da Silva, diventato italiano perché l’organizzazione gli ha affiliato come parente un bisnonno chiamato Pasquale Castelluccio.

Il sindaco di Cairo Montenotte Fulvio Briano ha detto di voler fare piena chiarezza sulla vicenda ed ha annunciato che porterà il caso dei “falsi passaporti” all’esame della Procura della Repubblica di Savona. Tra i 40 nuovi italiani emersi dall’anagrafe del comune cairese, quasi tutti hanno ottenuto le certificazioni dall’ambasciata di Brasilia.

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