Economia

Autotrasportatori, unirsi per affrontare la crisi

Camion, trasporti

Savona. La strada migliore per contrastare la crisi economica che, nel 2009, si è fatta sentire anche nel settore del trasporto merci su strada è risultata essere quella dell’aggregazione. I recenti dati di Report Movimprese, pubblicati da Unioncamere, relativi agli ultimi nove mesi del 2009, infatti, dimostrano come le imprese strutturate siano cresciute quasi del 5 per cento (+ 4,84), mentre le imprese individuali siano calate del 4,54 per cento e le società di persone siano diminuite dello 0,62 per cento.

Cresce, invece, il dato delle altre forme d’impresa, cooperative o consorzi, che registrano un più 3,11 per cento su base nazionale. Dati da cui emerge in modo evidente come le imprese capitalizzate, le cooperative e i consorzi siano state in grado di contrastare lo stato di crisi grazie anche ad una struttura più robusta che ha agevolato l’accesso al credito.

La realtà savonese sembra confermare la tendenza nazionale. “Anche se nel nostro settore non abbiano registrato chiusure vere e proprie – ha detto Giuseppe Barberis, presidente regionale Fita e presidente del Consorzio Savonese Autotrasportatori – la via dell’aggregazione si dimostra l’unica possibilità, oggi, per sopravvivere alla crisi. Nel settore del trasporto essere soli vuol dire non poter affrontare le grandi difficoltà del momento. La forma del consorzio permette di coniugare le agevolazioni, proprie di una grande struttura, insieme alla massima disponibilità dei singoli lavoratori che si impegnano per un obiettivo comune, ma anche per un diretto interesse personale.

Il nostro consorzio, Consorzio Savonese Autotrasporti, quando è nato ha aggregato tutti gli autotrasportatori del porto cittadino, ma oggi è difficile che si inseriscano nel nostro Consorzio nuove realtà a causa di una situazione di completo stallo”. Barberis fornisce un dato drammatico: il 2009 ha fatto registrare un 35 per cento in meno di fatturato rispetto al 2008, dato che ha pesato fortemente sulle imprese. “Le conseguenze della crisi – ha detto Barberis – sfociano in una situazione dove l’illegalità dilaga. Sono molte le aziende, provenienti da tutta Italia e dall’estero, che si propongono sul nostro territorio con prezzi talmente bassi da non poter garantire il rispetto degli standard di sicurezza. Per questo sarebbe necessario un incremento dei controlli”.

Secondo Barberis la situazione non andrà migliorando ne breve periodo. “Quello che temiamo – ha detto – è che il 2010 sia un anno più difficile di quello appena concluso. Se nel 2009, infatti, i pagamenti erano regolari, per il 2010 temiamo che la crisi acuisca le situazioni più difficili, mentre non si vedono segni di ripresa all’orizzonte”.

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