Economia

Sanità, studio: con acquisti centralizzati risparmio del 25% per le Asl

medico dottore

[thumb:2007:l]Dall’analisi comparativa delle esperienze di aggregazione della domanda sanitaria, realizzata dalla Fiaso (Federazione italiana aziende sanitarie e ospedaliere) e dal Ceis Tor Vergata, presentata questa mattina a Roma, emerge che le procedure centralizzate d’acquisto, dove applicate, fanno risparmiare ad Asl ed ospedali circa il 25% della spesa per beni e servizi.

Una cifra difficile da calcolare con esattezza ma che è stimata intorno ai 5 miliardi di euro. Dallo studio si scopre inoltre che, attraverso gli acquisti centralizzati, si potrebbe arrivare ad una riduzione dei tempi pari al 30%. Se poi si guarda all’analisi regione per regione, si scopre che quelle con i maggiori importi relativi ad acquisti aggregati sono la Campania (2 mld e 282 mln di euro), Toscana (950 mln), Emilia Romagna e Veneto (753 mln).

Ad eccezione, dunque, del Veneto, gli importi più consistenti riguardano Regioni con un modello forte di gestione degli acquisti. Se guardiamo invece i risparmi si va dal 30% sui prezzi storici di acquisto della Lombardia, al 16,6% del Veneto, calcolati però sulla base d’asta, fino al 45% risparmiato sui soli farmaci per l’Emilia Romagna, che vanta un -19% in media su tutti i prezzi d’acquisto.

La ricerca evidenzia però anche il rischio che la costituzione di nuovi enti esterni alle aziende per la centralizzazione degli acquisti possa provocare una duplicazione dei costi. “La ricerca sicuramente dimostra che in questo modo si ottiene un risparmio sui costi e in organizzazioni virtuose anche vantaggi di logistica – spiega il presidente Fiaso Giovanni Monchiero -. L’unico rischio di questo tipo di attività è quello di limitare un mercato già molto limitato, con la possibilità che nel medio periodo si possano anche costruire posizioni di monopolio”.

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