Politica

Regione, approvate le modifiche alla Legge 41: novità nel servizio sanitario

Consiglio Regionale delle Liguria

[thumb:5305:l]Regione. Il servizio sanitario regionale si rifà il “look”. Il Consiglio regionale infatti ha approvato, con 21 voti a favore, 10 voti contrari e un astenuto, il disegno di legge sul “Riordino del Servizio Sanitario Regionale”, con alcuni emendamenti. Numerose le modifiche introdotte dalla nuova legge, fra esse significativa è la creazione dell’anagrafe regionale dei contatti nella quale verranno iscritti tutti coloro che si sono rivolti al servizio sanitario regionale e del fascicolo sanitario regionale, il “conto corrente salute”.

La legge istituisce quindi a livello regionale l’anagrafe regionale dei contatti quale anagrafica di riferimento, al fine di permettere una identificazione, univoca all’interno della regione, del paziente, ligure e non, che abbia avuto almeno un accesso ad una struttura sanitaria ligure, qualunque sia il punto di ingresso, mettendo in relazione le informazioni ricevute dai diversi sistemi periferici (aziende sanitarie locali, ospedaliere). Obiettivo dell’Anagrafe offrire un migliore processo di cura attraverso la condivisione dei dati tra le Aziende sanitarie.

Viene istituito poi, a livello regionale, il Fascicolo Sanitario Elettronico Personale, denominato “Conto corrente salute”, uno strumento di condivisione informatica, da parte di distinti organismi o professionisti operanti in ambito sanitario, di dati e documenti sanitari che vengono formati, integrati e aggiornati nel tempo da più soggetti, al fine di documentare in modo unitario e completo i diversi eventi sanitari riguardanti un medesimo individuo. Il Fascicolo ha l’obiettivo di offrire un migliore processo di prevenzione, diagnosi e cura, attraverso la condivisione degli eventi sanitari da parte dei professionisti o organismi sanitari che assistono l’interessato; supportare le attività di valutazione dell’assistenza sanitaria anche a fini epidemiologici, in conformità alla normativa di settore e assicurando la riservatezza dei dati personali.

Un’altra novità riguarda gli accertamenti relativi alla minorazione, alle difficoltà, alla necessità dell’intervento assistenziale permanente ed alla capacità complessiva individuale residua del portatore di handicap sono effettuati dalle Aziende sanitarie locali mediante le commissioni mediche, integrate da un assistente sociale e da un esperto dell’area psicologica o clinica nelle patologie da esaminare, in servizio presso le Aziende sanitarie locali o nei Comuni del Distretto sociosanitario.

La legge modifica inoltre le nomine dei direttori di dipartimento, introduce novità in ambito di sicurezza sul lavoro l’attività di vigilanza, ispezione e controllo e favoriscono e promuovono il coinvolgimento e la partecipazione delle associazioni di volontariato, della Croce Rossa Italiana e delle altre istituzioni o enti pubblici che esercitano attività di trasporto sanitario in tutti i livelli del Servizio Sanitario Regionale.

Botta e risposta tra maggioranza e opposizione al termine della votazione. Luigi Morgillo (Pdl) ha commentato: “Si giunge al termine della legislatura continuando a modificare una legge che era il caposaldo dell’amministrazione. Non mi convincono gli assetti che vengono dati alle aziende: i direttori di dipartimento vengono scelti con tre o quattro diversi criteri. Non è un esempio né di trasparenza, né di funzionalità ed ha portato in alcuni casi a imbarazzanti ‘mercati delle vacche’. Un direttore generale deve poter scegliere i propri collaboratori. Il fatto che questa modifica arrivi a fine legislatura mi sembra sospetta, visto che vi sono state altre occasioni per cambiare la legge. Qualora dovessimo vincere le elezioni, modificheremmo radicalmente questa legge”.

L’assessore alla salute Claudio Montaldo ha replicato: “Queste modifiche si sono rivelate necessarie in fase di attuazione. Questa legge ha provato proprio a ribaltare le logiche di fondo del sistema sanitario gestito dal centrodestra”. Critiche sono arrivate anche da Nicola Abbundo (Pdl):”Sentire le farmacie non significa nulla, non significa concordare e coinvolgere, significa non mettere le farmacie sullo stesso piano di altri interlocutori: non deve esserci differenza tra lavoratori autonomi e lavoratori dipendenti. Manca la condivisione delle scelte con gli imprenditori. Sull’istituzione di registri di patologie mortali occorre dire con chiarezza quali sono quelle di rilevante interesse sanitario”.

Antonino Miceli (Pd) ha invece difeso il provvedimento: “Il lavoro della commissione in questi anni è stato intenso. La legge 41 è stato uno degli elementi fondanti, nel corso della sua applicazione è naturale che, trattando tutto il sistema sanitario con una molteplicità di aspetti organizzativi, si siano manifestate nuove esigenze di modifica, miglioramento e recepimento di nuove norme. Per esempio l’anagrafe regionale dei contatti è una cosa del tutto nuova, o il fascicolo sanitario regionale, il “conto corrente salute”. Sono solo due esempi di necessario adattamento della legge per migliorare lo strumento”.

L’opposizione è comunque soddisfatta per l’approvazione di un emendamento che stabilisce che i medici di medicina generale (medici di base) entreranno a pieno titolo nella programmazione, organizzazione e sviluppo dei servizi erogati dalle Asl. L’emendamento, approvato all’unanimità, in sintesi modifica la composizione del collegio di direzione delle Asl, aggiungendo, appunto, tra i componenti dell’organismo un medico di medicina generale, nominato dalle organizzazioni sindacali di categoria.

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