Caccia e cacciatori, la Provincia annuncia nuova politica - IVG.it

Caccia e cacciatori, la Provincia annuncia nuova politica

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[thumb:14994:l]Provincia. Equilibrio tra fauna, ambiente e conservazione del territorio. E’ la parola d’ordine della nuova politica dell’amministrazione provinciale nei confronti della caccia. E’ quanto è emerso stamattina dall’incontro tra il presidente Angelo Vaccarezza, l’assessore competente Livio Bracco e le associazioni venatorie (Federcaccia, Arcicaccia, C.P.A.L., A.N.U.U., Libera Caccia, Enal Caccia) che rappresentano 6.500 cacciatori del Savonese.

Quello che si annuncia un cambio di rotta rispetto al passato è stato sintetizzato dalle parole di Livio Bracco: “Riteniamo di dover rivalutare il ruolo del cacciatore come tutor del territorio, questo già avviene, ma serve uno sforzo ulteriore con il coordinamento della Provincia. In questo settore le polemiche nascono quando ci sono dubbi sulla funzione della caccia, per questo la Provincia deve tutelare il cacciatore mantenendo al tempo stesso un ruolo forte della polizia provinciale nei controlli, insomma una politica non più conflittuale: da una parte soddisfare, ad esempio, le richieste di agricoltori e allevatori nella caccia agli ungulati e dall’altra le associazioni ambientaliste sulla tutela della fauna in difficoltà”.

“Il problema cinghiali è molto sentito – ha proseguito l’assessore Bracco -, abbiamo aumentato i capi abbattibili, tuttavia la questione principale è il terreno coltivato che ha una estensione enorme. Nel 2008 i danni sono stati stimati in 500 mila euro, serve modificare qualcosa nell’ambito della caccia al cinghiale a partire dalla prossima stagione venatoria, anche sulla base dei nuovi indirizzi che assumerà la Regione Liguria. Come Provincia crediamo nella necessità di fornire una responsanilità attiva ai cacciatori, magari secondo una suddivsione per zone di competenza e rafforzando la sua azione di tutela dei sentieri e del territorio”.

Il presidente Vaccarezza, che ha ricordato i suoi trascorsi da cacciatore, ha aggiunto: “Siamo per una nuova cultura della caccia, convinti che l’impostazione ecologista estrema o peggio ecoterrorista non porti da nessuna parte. L’attività venatoria svolge una sua funzione e deve essere limitata entro norme precise, ma basta dire stop alla caccia! Noi diciamo invece basta ai pregiudizi e avviamo una nuova collaborazione con l’attività venatoria, anche per una migliore gestione dell’ambiente e dell’agricoltura”. Vaccarezza si è anche soffermato sulla discussione al Senato della legge Orsi per il patentino a 16 anni: “Intanto – precisa Vaccarezza -, è stato lo stesso Orsi a togliere con un emendamento questa possibilità, tuttavia resto favorevole per il porto d’armi a 16 anni, ma questa è solo una mia opinione personale”.

Soddisfatto dell’incontro il presidente di Federcaccia Savona Giuseppe Durante: “Credo che i cacciatori debbano essere già considerati responsabili di rispettive zone di competenza nella conservazione naturale e nell’habitat faunistico. Alla politica chiediamo solo i mezzi per poter svolgere serenamente la nostra attività, e adempiere alla nostra funzione. Speriamo in un nuovo modo di affrontare la questione caccia, e che i cacciatori stessi possano avere un ruolo sempre più attivo nella tutela del territorio. Veniamo da un piano faunistico conservativo, che ha provocato un aumento degli ungulati creando una situazione di chiara emergenza, quindi da questo punto di vista serve davvero una nuova gestione dell’attività venatoria”.

Riguardo alla stagione 2009, il contingente abbattibile del cinghiale in tu

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