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Vaccinazione contro l’influenza A: scontro tra medici e Regioni

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[thumb:14555:l]Liguria. La vaccinazione contro l’influenza di tipo A continua a far discutere ed ora provoca anche lo scontro tra Regioni e sindacati dei medici di famiglia, che si fa via via sempre più aspro in vista del 15 novembre, termine ultimo indicato per l’inizio della campagna preventiva. Motivo del contendere la volontà di un numero sempre crescente di amministrazioni regionali, tra cui la Liguria, di affidare un ruolo chiave ai servizi di igiene anziché ai medici di base, che invece spingono affinché il ministero della Salute sottoscriva delle linee guida che evidenzino il loro ruolo prioritario.

Una prima bozza di accordo è stata inviato dal sindacato Fimmg all’Istituto superiore di sanità e al dicastero del Welfare, che a sua volta sta lavorando ad una circolare in merito che sarà discussa domani nel nuovo incontro dell’unità di crisi. Era stato d’altronde lo stesso vice ministro per la Salute, Ferruccio Fazio, ad auspicare un coinvolgimento dei medici di famiglia e dei pediatri di libera scelta nella gestione della campagna antinfluenzale.

Ma le Regioni, per voce dell’assessore alla Sanità della Toscana, Enrico Rossi, chiedono l’apertura di un tavolo negoziale per discutere proprio di questi aspetti. Critico il responsabile della divisione clinica del sindacato dei medici di famiglia, Guido Sanna: “Vogliamo un’armonizzazione delle procedure, con standard precisi al di sotto dei quali è impossibile scendere, ma le Regioni preferiscono badare al risparmio e non alla qualità”. Più cauto il segretario nazionale della Fimmg Giacomo Milillo, che non vuole parlare di scontro, pur confermando che “alcune delle Regioni come la Liguria e l’Abruzzo hanno già affidato la campagna di vaccinazione dell’influenza di tipo A ai servizi di igiene”. In ogni caso, conclude, “noi riteniamo opportuno che il ministero emani delle linee guida con le dovute indicazioni”.

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