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Ecosavona, presentato il Libro Verde sulla discarica del Boscaccio

[thumb:14898:l]Vado Ligure. Si è da poco conclusa, presso la sede di Geotea-Ecosavona, in località Bossarino a Vado Ligure, la presentazione del “Libro Verde sulla discarica del Boscaccio”. Si tratta di una pubblicazione, coma hanno spiegato il presidente di Ecosavona Manlio Pacitti e il d.g. di Geotea Gianfranco Feranco, nata per spiegare nero su bianco qual è la situazione dello smaltimento dei rifiuti nel Savonese. Una vera e propria operazione trasparenza voluta da Ecosavona, che gestisce la discarica del Boscaccio di Vado Ligure, per fare chiarezza dopo le tante parole e le polemiche degli ultimi mesi scatenate dall’obbligo di legge di pretrattare i rifiuti da conferire in discarica.

Questa mattina l’ingegnere Manlio Pacitti e gli altri autori della pubblicazione, hanno invece incontrato molti amministrazioni locali tra i quali il sindaco di Vado Ligure Caviglia, quello di Savona Berruti e l’assessore provinciale Marson, a cui hanno donato una copia del volume. “L’incontro di oggi è stato un’occasione importante per illustrare il nostro dossier ma soprattutto per scambiare opinioni e punti di vista sulla complicata gestione del sistema rifiuti” ha commentato Pacitti. Un libro che ripercorre la storia della discarica, un sito che garantisce luoghi e tempi di gestione dello smaltimento dei rifiuti, in modo da evitare che questi diventino una emergenza per la Provincia. Il Boscaccio, infatti, con l’esaurimento dei volumi autorizzati di Cima Montà e della discarica di Magliolo ha assunto il ruolo di unico impianto di smaltimento del territorio Savonese.

Così la società di ha deciso di porre un punto fermo da cui provare a partire tutti insieme, pubblico e privato, per pensare le politiche di gestione dei rifiuti nel Savonese. “Vogliamo raccontare la nostra storia, la nostra politica e la nostra strategia aziendale sia in termini operativi che economici e tariffari – ha spiegato ancora il presidente di Ecosavona -. Siamo consapevoli che la questione dei rifiuti rappresenti problematiche ambientali, politiche, finanziarie ed economiche molto complesse. Pertanto la conoscenza delle situazioni da affrontare e la condivisione a queste problematiche è essenziale per affrontare le scelte che la Provincia di Savona e il suo territorio devono fare per la chiusura del ciclo del sistema di smaltimento dei rifiuti”. Questo il messaggio alla base della presentazione del “Libro Verde sulla discarica del Boscaccio-informazione agli amministratori locali della Provincia di Savona” ai 69 Comuni del comprensorio Savonese.

In poco più di venti pagine, il Libro Verde riassume diversi aspetti, iniziando con un breve profilo della società e le tre fasi della sua storia passata, dalla nascita nel 1986 ad oggi. Prosegue poi con l’analisi degli attuali prezzi applicati dall’impianto del Boscaccio, che attualmente è di 105,69 euro/tonnellata ecotasse incluse, positivamente confrontati con quelli di altri impianti dell’area ligure e del basso Piemonte. Il dossier propone quindi l’analisi dei costi di smaltimento a confronto dei costi complessivi, che indirizza a ricercare in altre fasi del ciclo gli interventi correttivi necessari per il loro contenimento ed una risposta motivata ai rilievi sul cosiddetto “monopolio privato”, in particolare sottolineando che gli impianti pubblici non risultano più convenienti, mentre le caratteristiche private della gestione e la flessibilità sul mercato della clientela privata hanno determinato un effetto calmierante sulle tariffe. “Abbiamo potuto constatare come le nostre tariffe si pongano nella fascia medio-bassa e siano competitive rispetto anche alle regioni limitrofe. Anche se di fatto siamo l’unico impianto attivo in Provincia le tariffe non sono state appesantite nei confronti delle amministrazioni locali” ha sottolineato Pacitti.

Altri aspetti toccati dal volume sono le azioni di collaborazione realizzate finora con gli enti locali e, infine, la quarta fase della vita di Ecosavona, con le proposte che la società mette sul tavolo, per le politiche future di gestione dei rifiuti: è qui che emerge in tutta la sua positività, la gestione dell’attività del “Boscaccio”. In primo luogo la constatazione che oggi il territorio non vive emergenze e la certezza che i progetti di sviluppo previsti negli atti di programmazione sapranno prevenirle anche domani. In secondo luogo, l’effettivo contenimento dei costi che va a tutto vantaggio della comunità locale ed assicura un servizio efficiente. Fra le azioni proposte vi sono la condivisione delle scelte in merito all’organizzazione dei pretrattamenti, per assumere decisioni sugli investimenti, e alla conseguente gestione degli impianti; il metodo di fare sistema con aziende operanti nella raccolta/trasporto e nella raccolta differenziata e selezione al fine di razionalizzare, ridurre i costi e aumentare le percentuali di recupero e, per concludere, la disponibilità a confronti periodici preventivi.

“La quarta fase è l’obiettivo di questa scelta di comunicazione, voluta proprio per dare un segnale forte e concreto e proporre una collaborazione reciproca con le amministrazioni locali e con tutti gli enti della Provincia – ha dichiarato Manlio Pacitti, presidente di EcoSavona -. Il Boscaccio, di fatto, è un impianto in cui hanno un ruolo primario le caratteristiche di sicurezza e protezione dell’ambiente, confermate dal ciclo di vita della discarica, da un attento controllo delle emissioni in atmosfera e dallo studio continuo di soluzioni e da investimenti in nuove tecnologie che migliorino costantemente la qualità del servizio. Riteniamo sia ora di dare ancora più impulso alla politica di trasparenza in cui crediamo da sempre, rafforzando il confronto con gli enti per raggiungere, su tutta la provincia, la massima efficienza ed il maggior contenimento dei costi”.

Commenti

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  1. Scritto da Ciccione Riccardo

    Quando si raggiunge una qualsiasi pace e di qualsiasi natura è sempre positivo con la speranza di lunga durata.Il Commissario europeo all’Ambiente,Stavros Dimas,ha dichiarato:”E’ inaccettabile che degli impianti industriali operino senza un’autorizzazione ufficiale che garantisca la massima riduzione delle emissioni inquinanti.Le procedure di autorizzazione sono state approvate da tutti gli Stati membri e per tutelare la salute dei cittadini e l’ambiente è necessario che siano rispettate”Le violazioni riguardano la direttiva UE sulla prevenzione e la riduzione integrate dell’inqunamento la cosidetta direttiva IPPC ( Direttiva 96/61/CE,codificata dalla direttiva 2008/1/CE)Da Bruxelles il 29 gennaio 2009 risulterebbe che nell’UE ci sono 4.000 impianti industriali senza autorizzazioni IPPC tra queste la Discarica Ecosavona oltre a Tirreno Power S.p.A oltre ad altre tre industrie del Savonese.