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Galtieri, Upa: “Iva al 10%, alberghi fuori mercato”

Savona. Tra la Francia è l’Italia c’è un “gap” che rischia di mettere fuori mercato gli alberghi della Riviera di Ponente. Sono i 4,5 punti di differenza tra l’aliquota Iva applicata in Italia sui servizi alberghieri (10 per cento) e quella in vigore in Francia (5,5 per cento).

“L’Unione Europea – sottolinea il presidente dell’Unione Albergatori della provincia di Savona, Angelo Galtieri – è nella confusione più totale per quanto riguarda l’Iva sugli alberghi, in quanto si è limitata ad autorizzare tutta una serie di sconti sul regime normale dell’imposta, in quanto il settore è ad alta intensità occupazionale ed un abbassamento delle aliquote si sarebbe trasformato in un sostegno all’attività e quindi alla salvaguardia di numerosi posti di lavoro. Solo che la manovra sulle aliquote si è trasformata in una vera e propria giungla, dove ogni Stato ha fatto di tutto e di più, secondo le proprie convenienze. Il risultato è stato però disastroso per noi, in quanto gli alberghi della Costa Azzurra pagato quasi la metà dell’Iva che dobbiamo versare noi, mettendoci in condizioni di sostanziale svantaggio”.
Quello che per tutto il settore alberghiero nazionale è un problema, diventa un’emergenza per la Riviera ligure di Ponente, zona transfrontaliera, dove basta fare pochi chilometri per trovare un albergo che può utilizzare l’Iva per essere più competitivo sui prezzi.

Il dato francese è un po’ un caso limite, sia per l’entità della differenza di aliquota, sia per la posizione geografica, ma non è l’unico condizionamento negativo per gli albergatori italiani. Per dare un quadro complessivo di una situazione che appare ai limiti dell’anarchia, ecco come si comportano (gennaio 2009) i vari Stati membri dell’Unione Europea nell’applicazione dell’IVA agli alberghi.

Sopra il 10 per cento: Danimarca 25%, Ungheria 20%, Germania 19%, Lituania 19%, Slovacchia 19%, Gran Bretagna 15%, Irlanda 13,5%, Svezia 12%.

Aliquota al 10 per cento: Italia, Lettonia, Austria. Sotto il 10 per cento: Grecia 9%, Cechia 9%, Romania 9%, Slovenia 8,5%, Finlandia 8%, Cipro 8%, Spagna 7%, Bulgaria 7%, Polonia 7%, Olanda 6%, Belgio 6%, Francia 5,5%, Malta 5%, Estonia 5%, Portogallo 5%, Lussemburgo 3%.

I maggiori competitori mediterranei, come è evidente, si collocano tutti sotto l’aliquota italiana, chi di poco, come la Grecia e la Slovenia, chi invece in modo rilevante, come Spagna e Francia, dove la differenza dell’IVA può determinare la diversità della scelta.

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