Pd, parla Lunardon: "E' finito il modello della socialdemocrazia" - IVG.it
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Pd, parla Lunardon: “E’ finito il modello della socialdemocrazia”

Lunardon

[thumb:14466:l]Savona. “E’ stata una partecipazione straordinaria. Il popolo del Pd ha dimostrato di voler reagire alle sconfitte elettorali, discutendo al proprio interno e ragionando su tre proposte politiche di rilancio del partito”. E’ il commento del segretario provinciale del partito Democratico Giovanni Lunardon, sostenitore della mozione Bersani, sul risulato dei congressi di circolo svolti nel Savonese. “La mozione Bersani ha ottenuto il maggior numero consensi rispetto alle altre province liguri e del Nord Ovest, un dato omogeneo su tutto il territorio; il 65 % è stato ben superiore alle previsioni. E poi il grande risultato di Lorenzo Basso – prosegue Lunardon -, la sua battaglia contro Cofferati è un pò quella di Davide contro Golia, Basso è un giovane cattolico che incarna una grande speranza per il Pd ligure e nazionale. Il suo risultato è significativo, 500 voti sopra Cofferati…”.

Sui congressi di circolo Lunardon taglia corto con le polemiche di questi giorni: “Gli iscritti sono una grande risorsa di questo partito, chi vince tra gli iscritti può fare ancora meglio tra gli elettori nelle primarie. Siamo convinti che il 25 ottobre verrà premiata la nostra mozione”.

L’esponente del Pd non si è sottratto ad una riflessione sulla crisi della sinistra europea, all’indomani della pesante sconfitta della socialdemocrazia tedesca. “E’ senz’altro un momento di difficoltà per i partiti socialisti in Europa, tuttavia credo che sia iniziato un ciclo nuovo nel mondo: da Obama negli Stati Uniti alla vittoria del partito Democratico in Giappone. Il Pd in Italia ha anticipato alcuni processi che dovranno intraprendere anche le altre sinistre europee, ovvero la creazione di un unico e forte contenitore politico dei riformisti, superando i tradizi0nali confini delle socialdemocrazie classiche. Per questo il nostro percorso politico va nella strada giusta, la strada di Obama e della fine del liberismo economico: per i democratici riformisti non c’è crescita senza giustizia sociale e una compatibilità con l’ambiente ed il territorio”, conclude Lunardon.

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