Cengio, presentato il libro di filastrocche "Pensieri rosa" - IVG.it

Cengio, presentato il libro di filastrocche “Pensieri rosa”

Cengio

[thumb:10652:l]Cengio. Domenica 20 settembre, a Cengio Alto, presso le ex-scuole, è stato presentato il libro di filastrocche per bambini “Pensieri rosa” di Titta Casati di Lissone e Ambrogina Sirtori di Carate Brianza.

Per l’occasione letteraria hanno esposto le proprie opere Giovanni Cora, Anita Pizzorno e Simona Bellone. Erano inoltre presenti tra i vari premiati della 7° edizione del premio “Omaggio al prof. Renato Pancini”, anche coloro che hanno ricevuto i primi premi di sezione: Anna Maria Musso di Cairo Montenotte, Bonifazio Maria Teresa di Ortovero, Loiaconi Maria di Genova, Nava Eros di Brescia, e per la Croce di Cavaliere per la letteratura, Gallotti Gianbattista di Veruno.

“Si ringraziano tutti i convenuti – dichiara Simona Bellone, presidente caARTEiv – a differenza dei rappresentanti del Comune di Cengio, ormai da anni assenti a tale ricorrenza memorabile, anche se il prof. Pancini fu tra le figure letterarie più importanti della Val Bormida. Noi studenti ed amici, fedelmente in sua memoria, portiamo avanti il suo egregio discorso letterario ininterrottamente dal 2003, e siamo gli unici che da subito e sempre lo ricordiamo, sia nelle nostre pubblicazioni, sia in internet, sia omaggiando in suo onore numerosi scrittori di tutt’Italia, nella frazione di Cengio Alto, molto cara a Renato”.

“Forse – prosegue – sono anni che le poste non consegnano le nostre richieste di contributo ed inviti ai Comuni di Cengio e Murialdo. Ci è capitato che una lettera da Millesimo a Finale Ligure, abbia impiegato 10 giorni, e possiamo capire che le missive prioritarie sono diventate le vecchie lettere a posta lenta, ma se pur in ritardo, visto che sono considerate posta pubblicitaria di poca importanza, vengono comunque consegnate ed ignorate dalle istituzioni di conseguenza”.

“Sarebbe gradito – continua la presidentessa del caARTEiv – che le istituzioni si diano da fare per le iniziative culturali organizzate da antri enti privati come la nostra, anche se non sono di proprio interesse privato o venale. Ricordo che Pancini incontrò molte difficoltà e porte chiuse per organizzare nella propria Patria eventi memorabili, invidiato per la propria personalità ed importanza”.

“Volendo imitare il suo imponente carattere che non le mandava a dire, ribadendo ciò che non andava in prima persona, anche per noi è giunta l’ora di non sopportare più invano l’indifferenza altrui, dato che riceviamo da sempre ammirazione da tutt’Italia. Prendete esempio dai Comuni di Millesimo e Calizzano – conclude – e fatene bagaglio culturale e turistico, dato che ne avete proprio bisogno”.

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