Politica

Regione, approvato atto di indirizzo sulla gestione dei rifiuti

Rifiuti - raccolta differenziata

[thumb:1710:l]Regione. Dopo un lungo e acceso dibattito, con 19 voti favorevoli e 7 contrari (centrodestra), è stata approvata la proposta di delibera regionale relativa ai servizi e agli assetti impiantistici di gestione dei rifiuti. In aula sono stati approvati alcuni emendamenti presentati dall’assessore all’ambiente, Franco Zunino, e dall’esponente del Pd Ezio Chiesa.

Il provvedimento che stabilisce la soglia del 65 per cento di differenziata entro il 2012 e l’autosufficienza di ciascun Ato nello smaltimento finale
nasce dall’esigenza di dare attuazione a quanto previsto dal decreto legislativo numero 152 del 2006 (Norme in materia ambientale) che individua fra le competenze delle Regioni la predisposizione, l’adozione e l’aggiornamento dei piani regionali di gestione dei rifiuti, prevedendo misure tese alla riduzione delle quantità, dei volumi e della pericolosità degli stessi. Inoltre, la legge regionale numero 39 dell’ottobre 2008, che istituisce le Autorità d’ambito per l’esercizio delle funzioni degli enti locali in materia, fra l’altro, di gestione dei rifiuti, prevede che l’Assemblea legislativa approvi un atto di indirizzo contenente, in aggiunta ai criteri per la redazione del piano d’ambito, anche gli standard e gli obiettivi da conseguire a livello di ambito territoriale ottimale (Ato), affinché possano essere autorizzati eventuali ampliamenti degli esistenti impianti di discarica o la realizzazione di nuovi.

Fino alla approvazione del Piano d`ambito, la realizzazione di nuovi impianti di trattamento dei rifiuti urbani finalizzati a ridurre lo smaltimento a discarica, o alternativi al sistema di smaltimento tramite discarica, può essere inserita in programmi che prevedano l’utilizzo di risorse comunitarie, nazionali o regionali, ed autorizzata, sulla base di accordi di programma fra Regione, Provincia, Aato e Comuni interessati. Ancora, vengono fissate le modalità e gli strumenti tramite i quali possano essere organizzati, nel periodo transitorio, i servizi e gli assetti impiantistici di gestione dei rifiuti urbani. Nell’atto d’indirizzo viene perciò previsto, presso ciascun Ato, il raggiungimento graduale, entro il 31 dicembre 2012, di almeno il 65% di raccolta differenziata; la riduzione dei rifiuti urbani biodegradabili da conferire in discarica; l’autosufficienza dello smaltimento presso ciascun Ato e la presenza, in ognuno di questi, di un impianto a tecnologia complessa e una discarica di servizio.

Ad oggi la situazione fotografata nel provvedimento amministrativo per la Provincia di Savona è la seguente: si ha l’utilizzo della discarica di Boscaccio-Vado Ligure, a compensazione del deficit di smaltimento determinato dalla cessazione dell’attività della discarica di Magliolo, pertanto dovrà essere adeguato, di conseguenza, la previsione relativa alla residua durata della discarica in funzione delle volumetrie a disposizione. L’assetto impiantistico prefigurato dal Piano provinciale risulta attuato solo in parte, con la realizzazione dell’impianto di compostaggio di Villanova d’Albenga, mentre risulta ancora in via di definizione la soluzione terminale del ciclo, sia con riferimento alla tecnologia che alla localizzazione.

Per poter arrivare in tempi brevi alla fase a regime della gestione del ciclo integrato dei rifiuti occorre dare attuazione alla Pianificazione regionale e provinciale in materia di rifiuti attraverso i Piani d’ambito che dovranno contenere i seguenti elementi minimi, definiti dall’atto d’indirizzo oggi approvato: l’identificazione del modello riferito alla raccolta differenziata, con soluzioni individuate in base alle caratteristiche dei diversi territori e alla densità abitativa e turistica; il modello impiantistico necessario per il trattamento dei rifiuti; il Piano finanziario del modello proposto, con indicazione a titolo di massima dei costi gestionali e degli investimenti previsti, che indica, in particolare, le risorse disponibili, quelle da reperire nonché i proventi derivanti dall’applicazione della tariffa sui rifiuti. Ancora: l’indicazione della procedura di affidamento dei servizi che a livello di Aato si intende seguire, e relativa articolazione della tempistica e dei ruoli svolti dagli Enti coinvolti; la definizione delle modalità con le quali gestire la transizione dall’attuale quadro gestionale al futuro assetto basato sulla gestione unitaria; l’articolazione del sistema tariffario con definizione delle modalità di determinazione e di riscossione della tariffa e relativo Piano finanziario redatto in base alle specifiche del Dpr 158/1999 che consenta di determinare il grado di copertura dei costi tramite gli introiti tariffari. Al fine di garantire la conformità con le linee programmatiche definite nel Piano regionale di gestione dei rifiuti e con la politica ambientale della Regione le azioni previste dai Piani d’ambito dovranno essere sviluppate avendo come riferimento i seguenti indirizzi seguendo: unicità o unitarietà del servizio di gestione integrata dei rifiuti urbani a livello di ambito territoriale ottimale; autosufficienza dei sistemi di gestione integrata dei rifiuti urbani a livello di ambito territoriale ottimale; e, infine, progressiva riduzione del conferimento in discarica.

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