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L’ex assessore provinciale Filippi: “Manca la cultura avanzata del rifiuto”

[thumb:13037:l]Provincia. L’ex assessore provinciale Giampietro Filippi risponde punto su punto alle polemiche esplose intorno all’aumento tariffario del conferimento in discarica dei rifiuti solidi urbani.

“Pare che molti amministratori locali siano stati presi in contropiede da una norma inattesa, mai ipotizzata, del tutto sconosciuta: nulla di più ipocrita e falso” afferma Filippi, che evidenzia: “I Comuni erano avvisati da ben sei anni, per cui sapevano che dovevano organizzarsi per attivare essi stessi il pretrattamento oppure sopportarne i costi qualora il servizio, come di fatto oggi avviene, fosse stato prestato da terzi. Ma la gran parte dei Comuni, malgrado ripetute sollecitazioni, ignorò volutamente la norma, sperando sempre nel rinvio o in qualche altro fatto eccezionale che li mettesse al riparo dalle incombenze”.

Il Dlgs 36/2003 ha stabilito a suo tempo che i rifiuti solidi urbani, prima di essere conferiti a discarica, avrebbero dovuto subire un pretrattamento di selezione del riciclabile e di triturazione dell’indifferenziato; il meccanismo sarebbe dovuto andare a regime entro il 2005. Poi, intervennero una serie di proroghe che fecero arrivare al primo luglio del 2009.

Prosegue l’ex assessore ai rifiuti della Provincia: “Molte amministrazioni, soprattutto, nulla fecero per attivare in modo serio ed efficace la raccolta differenziata, con un ‘porta a porta’ ben organizzato e, alla lunga, foriero di vantaggi anche economici. Se la differenziata con il ‘porta a porta’ fosse stata progressivamente applicata con serietà ed impegno, tanti Comuni avrebbero potuto diminuire di molto i conferimenti a discarica ed i relativi costi, come ad esempio hanno fatto Albenga, Villanova, Vado, Quiliano, Cengio, Millesimo ed altri, e ridurre contestualmente le maggiori spese per il pretrattamento. Oggi, di fatto, senza nessun vantaggio, molti Comuni, a seguito dei costi del pretrattamento, buttano letteralmente via fondi che, se fossero stati utilizzati a suo tempo per il ‘porta a porta’, avrebbero prodotto indubbi vantaggi ambientali, sociali, di immagine ed anche economici”.

“Ma si sa – aggiunge Giampietro Filippi – Una cultura avanzata del rifiuto non è patrimonio né della nostra regione, né della nostra provincia, né di Savona città: ci sono troppi sapienti, troppi soloni, troppi improvvidi consulenti che sanno tutto di tutto, che dissertano sui rifiuti e negano la bontà di meccanismi che sono ormai patrimonio, oltre che di almeno duemila Comuni in Italia, molti del vituperato Sud, anche di migliaia di città e paesi in Europa e nel mondo. Oggi, dalle nostre parti, la soluzione del problema rifiuti è ancora pervicacemente vista o nella discarica o nell’inceneritore”.

Poi, dall’ex assessore della giunta Bertolotto, l’attacco politico: “C’è pochezza progettuale ed anche un po’ di ipocrisia nelle ultime dichiarazioni dell’assessore regionale Ruggeri e nei pianti greci di Savona: in luogo di cercare strade positivamente alternative alla discarica, strade di recupero di materie prime, di riciclaggio, di risparmio energetico, si incaponiscono su soluzioni superate, con la volpe dell’inceneritore sempre nascosta sotto l’ascella. E non è casuale la convergenza di fatto tra le idee di Scajola e quelle di Ruggeri, con il servizievole supporto degli articoli di certa cronaca locale. Non parliamo poi di molti Comuni governati da amministratori di destra, tanto più petulanti quanto più insipienti nel risolvere il problema sul loro territorio; amministratori che sempre hanno ostacolato il Piano Provinciale Rifiuti”.

Per l’ex assessore provinciale quella dell’inceneritore è la scelta meno opportuna e più irrssponsabile che si possa operare in provincia di Savona, sotto il profilo economico, ambientale, sanitario e del rendimento energetico. “Il fatto è che ormai le alleanze politiche non si fanno sulle idealità, ma sulle convenienze; che ci sono alleanze visibili, ma formali, ed alleanze nascoste, ma sostanziali; che, in provincia di Savona e in Liguria, c’è ormai uno solo che comanda in merito a inceneritori, centrali a carbone e quant’altro di più inquinante, costoso e pericoloso ci sia, e che i suoi vassalli palesi ed occulti hanno da tempo iniziato ad alzare il polverone” conclude Filippi.

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