Protesta Greenpeace a Vado Ligure: "G8 fallito" - IVG.it
Cronaca

Protesta Greenpeace a Vado Ligure: “G8 fallito”

G8, protesta Greenpeace a Vado Ligure

[thumb:13195:l]Vado Ligure. Soddisfazione per i blitz dimostrativi presso le centrali italiane, ma delusione per il G8 dell’Aquila: Greenpeace non demorde e va avanti nella campagna per pressare i governi delle nazioni più ricche affinché prendano misure decisive sui cambiamenti climatici.

“G8: Failed” (G8: fallito) è ora la posizione dell’organizzazione ambientalista. Gli attivisti, a bordo di gommoni, sono riuciti a scriverlo sulla fiancata di una nave carboniera in rada a Civitavecchia. I dimostranti hanno chiesto in diversi modi al G8 di porre le condizioni per un accordo importante alla Conferenza Onu di Copenhagen del prossimo dicembre sul clima. La stessa azione compiuta da 11 militanti tedeschi e polacchi a Vado Ligure, sulle ciminiere dell’impianto Tirreno Power, con scritte e striscioni, si collocava in questa linea di protesta.

Dall´alto delle centrali di Brindisi, Fusina-Marghera, Porto Tolle, Vado e Civitavecchia, Greenpeace ha chiesto ai governi del G8 di prendere la leadership della lotta ai cambiamenti climatici. Secondo il movimento ambientalista, i leader del G8 hanno rinviato l´azione sul clima alle future generazioni e hanno abbandonato le popolazioni più vulnerabili agli effetti dei cambiamenti climatici.

“I governi delle nazioni più ricche hanno avuto un´opportunità storica ma l´hanno sprecata – commenta Giuseppe Onufrio, direttore di Greenpeace Italia – fallendo nello stabilire obiettivi di medio termine e rinviando al G20 la discussione sugli investimenti che serviranno alle nazioni in via di sviluppo per combattere i cambiamenti climatici. I capi di governo del G8 hanno mostrato a tutti di essere dei semplici politici che parlano e non dei leader che prendono le azioni necessarie per il pianeta”.

“Il G8 ha abdicato, in modo disgustoso, dalle proprie responsabilità – continua Onufrio- Invece di affrontare i cambiamenti climatici e di salvare le nazioni più vulnerabili del pianeta, a partire da quelle dell´Africa, dagli impatti devastanti già in atto, hanno rinviato questa responsabilità a i governi futuri e alle prossime generazioni. La loro eredità e, cosa più importante, il nostro futuro sono ora sospesi sul filo”.

“Sebbene abbiano finalmente ammesso che l´aumento della temperatura media del pianeta dovrà essere contenuto sotto i 2 gradi, il G8 non ha indicato come raggiungere questo obiettivo. Quando le Nazioni Unite terranno una sessione sui cambiamenti climatici, il prossimo 22 settembre, questi capi di governo dovranno essere pronti: il tempo per l´azione è ora” conclude Onufrio.

L’azione dimostrativa a Vado Ligure (foto di Roberto Rossi).

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