Economia

Trattative Acts: l’analisi di Barbara Delbuono (Filt Cgil)

bus ACTS

[thumb:7139:l]Savona. Il braccio di ferro tra i vertici dell’Acts, l’azienda consortile dei trasporti cittadina, e i sindacati di categoria si rinnova di sciopero in sciopero. L’agitazione che ha paralizzato gli autobus venerdì scorso ha visto massiccia adesione, così come quella che l’ha preceduta risalente al 18 maggio. Ancora prima, nel 2008, i dipendenti dell’Acts avevano protestato il 28 aprile e il 4 agosto.

Barbara Delbuono, segretaria generale della Filt Cgil Savona, spiega in un lungo e articolato commento le ragioni dei lavoratori: “A prima vista può sembrare irragionevole la posizione dell’ormai maggioritaria opinione dei sindacati che seguono la vertenza e che prima di procedere, passo dopo passo, si confrontano con i lavoratori e con gli iscritti ed i delegati che rappresentano e condividono le iniziative da assumere, ma evidentemente non vale per tutti la regola del mandato dei lavoratori. Già a fronte dei precedenti due scioperi dello scorso anno avevano preso impegni con gli enti proprietari di maggioranza (Comune di Savona e Provincia) assumendo, non sottoscrivendo, ma assumendo noi, organizzazioni sindacali, e azienda un protocollo di indirizzi che impegnavano entrambe le parti a concludere una trattativa sia sotto il profilo delle richieste aziendali che sotto il profilo delle richieste sindacali. Ossia, il compito assegnato portava a trovare un punto di incontro condiviso sulla riorganizzazione aziendale a fronte di assunzioni, armonizzazione della service e il cd premio di incentivazione (faccio presente che mentre i primi due obiettivi riguardano il personale viaggiante l’ultimo riguarda anche il personale non viaggiante, che a fronte di una mancata sostituzione del personale mandato a guidare e del personale in quiescenza, di fatto ha notevolmente incrementato la propria produttività)”.

“Nonostante un documento sottoscritto dalla azienda i cui si impegnavano a fronte della nostra piattaforma a darci risposte concrete, il previsto incontro per la ‘stretta’, 30 aprile, è finito con un nulla di fatto, costringendoci, dopo mesi di aspettative, a proclamare un nuovo sciopero – osserva Barbara Delbuono – Questo per dire che le motivazioni ‘di metodo’ sono all’origine di una sostanziale inattendibilità e inaffidabilità della controparte e che, se ci saranno le condizioni che da troppo tempo stiamo aspettando, il raggiungimento di un eventuale accordo potrà consentire la revoca o la sospensione dello sciopero proclamato per il 15 giugno”.

“Un’altra zeppa che, però, già l’azienda sta provando a mettere alla trattativa è rappresentata dalla convocazione separata tra le Organizzazioni, aggravata, aggiungo io, dalla posizione della Fit Cisl con la quale sarà quasi impossibile oggi riprendere un dialogo. Già nella fase precedente la Fit Cisl decise di sfilarsi dallo sciopero e di firmare accordi (mai applicati) con l’azienda” dice l’esponente sindacale.

“In ultimo, vi sono tutte le questioni che riguardano il merito della vicenda – prosegue – Il protocollo firmato tra Regione, Comune di Savona e Acts rappresenta il fallimento, a mio avviso, del piano industriale sui cui i vertici di Acts hanno fondato la propria iniziativa di risanamento. Il presupposto con il quale si sono impegnati a sostenere un pareggio di bilancio che consenta di non ripianare a piè di lista i bilanci, è crollato dovendo gli enti a distanza di due anni mettere mano al portafoglio, stanziando ben 480 mila euro. Nel protocollo sono presenti quattro punti sul merito di una trattativa che deve essere discussa tra organizzazioni sindacali e, soprattutto, tra i delegati aziendali e la stessa azienda, non tra l’Azienda e il Comune o la Regione. E’ questo il fatto che non ci sta, non ci sta se pensiamo che bastava individuare le risorse e vincolarle alla spesa, senza sottrarre spazi alla trattativa aziendale. Gli enti sottoscrittori ora devono vigilare affinché si raggiungano i risultati utili a non creare più disagi ad utenti e cittadini”.

“Ancora non vedo alcuno sforzo in senso pratico di implementare l’utilizzo del mezzo pubblico a scapito di quello privato. Le notizie di oggi relative all’individuazione di nuove aree per creare posti auto, non confortano. Esiste una alternativa allo ‘scavare parcheggi sotterranei’, sono le cosiddette ‘aree di interscambio’ ossia aree periferiche che consentano la sosta dei mezzi privati e rapidi collegamenti per il centro con i mezzi pubblici. Da questa politica di incentivazione del trasporto pubblico locale, siamo purtroppo ancora troppo distanti. Nessuna Organizzazione ha mai messo sul tavolo la testa del Presidente, né di questo ne quella di un altro. Non ci interessa a prescindere ‘rimuovere chi rinnova’, ma è difficile confrontarsi con chi governa questi processi non sulla base del dialogo, ma dell’arroganza e della prepotenza. Il ruolo del sindacato che il Presidente intende, è il ruolo che può esercitare un notaio, che sottoscrive cioè quello che gli viene proposto senza aver la pretesa di discuterlo. Questo, sì, che non va bene. Basti pensare che con le altre aziende, faccio un esempio affine la SAR, l’esasperazione di questo conflitto non c’è mai stata, non sono mancate azioni sindacali, successivamente risolte nel reciproco rispetto dei ruoli, fino anche ad arrivare (dico una cosa forte!), a firmare accordi”.

“Basti pensare – conclude Barbara Delbuono – che con questa azienda esiste una contrattazione integrativa fatta di una storia trentennale di accordi sindacali, che non vogliamo disperdere per soddisfare obiettivi che valicano gli interessi di Acts. Dispiace, per finire, a questa Organizzazione creare disagi a coloro che vanno a lavorare, si recano a scuola o semplicemente usano il mezzo pubblico, non è, però, una nostra responsabilità”.

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