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Savona, l’appello di De Cia: “Stati generali del centrosinistra”

Palazzo Sisto, Savona

[thumb:12339:l]Savona. E’ una dura e schietta analisi quella che il consigliere comunale savonese Roberto De Cia compie rispetto ai risultati usciti dalle urne nella duplice appena trascorsa tornata elettorale: “Si è registrata l’affermazione, sia in Provincia, sia in molti Comuni, del centrodestra. Si evidenziano risultati clamorosi ma non imprevedibili a Vado Ligure e a Varazze, dove le divisioni culturali e politiche delle diverse anime del centrosinistra, hanno determinato la sconfitta dei candidati del Pd”.

“Il centrosinistra intero in larga parte della provincia risulta, se non marginale, sicuramente incapace di essere considerato vera alternativa alla destra. Occorre aprire una riflessione seria ed aperta a tutti, al di là delle appartenenze, sui limiti veri dell’azione politica e della proposta che il centrosinistra ha saputo in questi dieci anni mettere in campo”. L’ex segretario provinciale dei Ds lancia quindi una proposta: “Penso a una sorta di ‘stati generali’ del centrosinistra, meno burocratici possibile, nei quali offrire spazi ed ascolto a tutti coloro che si sentono parte di questo campo, al di là dei ruoli e delle appartenenze”.

De Cia prosegue poi invitato l’area progressista ad un’analisi, per capire cosa non ha funzionato nelle scorse elezioni: “Dal 1995, con l’elezione diretta del presidente della Provincia e dei sindaci, i due schieramenti principali hanno sempre presentato candidati già appartenenti al vasto ‘vivaio’ democristiano, forse con la sottintesa convinzione, che ho avuto anch’io, che il moderatismo e l’appartenenza al mondo cattolico riuscissero a rappresentare meglio una Provincia moderata storicamente. E’ un ragionamento che in parte è indubbiamente vero, ma che ha generato, al di là delle stimabili persone presentate, un limite alla chiarezza e alla maturazione di una nuova classe dirigente nei diversi schieramenti”.

“Eppure – prosege il consigliere savonese – appartengono alla sinistra fior di professionisti, di imprenditori, di competenze che tutti i giorni riescono con la propria attività a dialogare e farsi stimare da quella parte di elettorato, che sbagliando definiamo moderata. Ci siamo insomma fatti risucchiare dalla propaganda e dai refrain avversari, piuttosto che dalle nostre scelte autonome, e questo il nostro elettorato lo ha percepito”.

“Tuttavia – conclude poi – non dobbiamo cadere nell’errore di dare per scontato che la tradizione al voto, le culture prevalenti, gli insediamenti sociali siano per sempre inscalfibili e inossidabili. Prato, Vado Ligure e altri comuni tradizionalmente ‘rossi’ persi dal centrosinistra o vinti da liste civiche autonome dimostrano che un bagno di umiltà e il contatto continuo con la gente sono le uniche ricette per mantenere vivi tradizione e proposte politiche”.

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