Cronaca

Matrimonio di comodo a Ortovero: intervengono i carabinieri

Carabinieri - posto di blocco

[thumb:2259:l]Ortovero. Si sarebbero dovuti sposare fra due giorni. Non per amore, ma per un interesse strettamente strumentale e non conforme alla legge, quello di legalizzare con le nozze la presenza del futuro sposo, un giovane immigrato, in Italia. Il reciproco “sì” doveva essere pronunciato da Z.M., 28 anni, marocchino pregiudicato già colpito da sette provvedimenti di espulsione, e da M.M.E., 42 anni, commerciante originaria di Lecco residente ad Ortovero.

Che non fosse amore era facile capirlo anche dal fatto che il marocchino indicava la donna, di 14 anni più grande d’età, come “la signora del negozio” perché non ne ricordava il cognome. Ma neppure “la signora del negozio” conosceva compiutamente il cognome del futuro sposo. Ad agevolare il matrimonio di comodo ci ha pensato un agricoltore di Albenga, nativo di Pagani, pluripregiudicato. P.L., queste le sue iniziali, 34 anni, ha dato lavoro all’extracomunitario nella sua azienda agricola ingauna e lo ha persino accompagnato con la propria auto presso il Comune di Ortovero per definire gli atti della pratica matrimoniale.

Ma prima che i due convolassero a nozze, sono intervenuti i carabinieri di Villanova d’Albenga che, nell’ambito di un’indagine volta alla repressione dello sfruttamento della manovalanza irregolare, hanno scoperto la faccenda. Al momento del blitz, i tre soggetti stavano consegnando agli impiegati comunali gli ultimi documenti per concludere la pratica.

I militari dell’Arma hanno denunciato a piede libero la donna per favoreggiamento della permanenza dello straniero nello Stato italiano: gli forniva vestiti, vitto e alloggio, ma anche un telefono cellulare con relativa scheda ricaricabile. “Al fine di regolarizzarlo ha istruito la pratica di matrimonio presso il comune di Ortovero che si sarebbe celebrato 26 giugno” sottolineano gli investigatori.

Per lo stesso reato è stato deferito all’autorità giudiziaria l’agricoltore pregiudicato che, fra l’altro, nel corso del controllo è stato trovato in possesso di un coltello a serramanico. Il mancato sposo, nato a Dar Old Zidouh (Marocco), senza fissa dimora, è stato invece denunciato perché si è rifiutato di esibire documenti di identificazione ai carabinieri.

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