Lettera al direttore

Albenga, nuovo negozio cinese: la Lega Nord scrive al sindaco

Signor sindaco,
ancora una volta ci facciamo carico di riferire i timori degli abitanti e dei commercianti della zona di Pontelungo. Si vocifera che extracomunitari di nazionalità cinese stiano per rilevare i locali commerciali di viale Pontelungo, angolo via Papa Giovanni XXIII, nei quali, fino a poco tempo fa, venivano commercializzati abbigliamento e articoli sportivi.

Consapevoli del fatto che la legge nazionale, voluta dall’allora Ministro Bersani, “di liberalizzazione delle attività commerciali”, consentirebbe l’operazione senza difficoltà alcuna. Considerato, però, che il sindaco, forte del proprio volere e attraverso diversi strumenti normativi, può far sì che ciò non avvenga. Considerato che il quartiere di Pontelungo, già fortemente interessato da esercizi commerciali e di servizio di chiaro indirizzo orientale che, per la tipologia di vendita, per gli inusuali orari di gestione e di apertura, per la stretta correlazione alle abitudini degli esercenti e degli acquirenti-consumatori, sommate alla presenza costante di persone che oziano e si ubriacano oltre a spacciare droga e quant’altro il mercato della illegalità offre, cozzano con l’indirizzo commerciale e le abitudini di vita degli italiani.

Ritenendo che la già critica situazione di ordine e sicurezza e di degrado, in cui versa la zona Pontelungo, non consente la presenza di una ulteriore attività commerciale diversa da quella di carattere commerciale del luogo. Atteso che, nei passati quattro anni, a tal riguardo a nulla sono valse le raccomandazioni del Gruppo Lega Nord sia in Consiglio che in Commissione consiliare “Ordine e Sicurezza Pubblica”. Tenuto conto della scarsa presenza delle forze di polizia mirata a contrastare comportamenti che producono degrado, sporcizia, disagio sociale e a punire coloro che non rispettano le regole.

Accertato che ad oggi tutte le proposte avanzate dai cittadini non sono state prese in esame e gli impegni verbali assunti dall’amministrazione, nei fatti, non sono stati ancora realizzati, la invitiamo ad intervenire in modo preventivo e determinato e ad emanare opportuni provvedimenti amministrativi di richiamo dello stato di cose e di diniego all’avvio di una ulteriore azienda commerciale ad indirizzo orientale nel quartiere. Un quartiere che, per la numerosa presenza di esercizi commerciali e attività di servizio di derivazione islamica, viene denominato “il quartiere arabo”. Che a causa dei loro sistemi commerciali e di gestione, dallo scorretto comportamento sotto il profilo igienico e di sicurezza alimentare da parte degli esercenti “orientali” e dalle irrispettose abitudini dei consumatori, loro acquirenti (molto diverse da quelle dei cittadini albenganesi che dimorano o operano nel quartiere), ne derivano le accurate lamentele di precaria convivenza. Condizioni che nel tempo si sono trasformate in un dimostrato danno economico a carico dei cittadini e dei commercianti italiani i quali, a causa di un perverso e costante deprezzamento patrimoniale, le minori entrate aziendali (a rischio di una consistente riduzione occupazionale) paradossalmente si trovano nella impossibilità economica per sostenere un trasferimento dell’azienda in altre realtà: “cornuti e bastonati “.

Un suo mancato intervento indirizzato a scongiurare il fatto e il mancato provvedimento da tempo richiesto circa “la riduzione dell’orario di apertura serale e il divieto di assembramento” (analogo a quello emesso dal sindaco di Cairo di pari appartenenza politica-partitica) è da intendere quale dimostrata scarsa sensibilità e punitivo nei riguardi degli abitanti e dei commercianti italiani che pazientemente e coraggiosamente hanno continuato ad esercitare e ad investire nella zona.

Il Capo Gruppo Lega Nord
Rosalia Guarnieri

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