Mostre: a Savona l'ex macello diventa galleria d'arte - IVG.it

Mostre: a Savona l’ex macello diventa galleria d’arte

mostra macello

[thumb:12059:l]Savona. Lavori in legno, ceramica, bronzo, pittura, fotografia. Da sabato 9 maggio, fino al 14 giugno, singolare esposizione artistica nei locali dell’ex macello di Piazzale Amburgo a Savona, nel quartiere di Legino. In mostra gli artisti: Giovanni Rossi (scultore e narratore), Franco Bratta (scultore e pittore), Claudio Carrieri (pittore e scultore), Roberto Scarpone (scultore), Fulvio Rosso (fotografo). L’evento è organizzato dal Comune di Savona, con il contributo di Coop Liguria.

L’ex macello cittadino si trasformerà in una galleria d’arte, luogo di attrazione e aggregazione culturale. “L’arte svela i luoghi. È sempre stato così, ma lo è a maggior ragione oggi, nella cosiddetta società post-industriale che ha dismesso tanti spazi del lavoro e cerca, in molti casi, di riconvertirli in contenitori culturali – affermano il sindaco Federico Berruti e l’assessore alla cultura Ferdinando Molteni nella loro prefazione al catalogo. Sarà un’occasione unica e probabilmente irripetibile, perché quel luogo tornerà presto a funzioni diverse. Ma per qualche tempo, fra quelle mura piene di macchine e attrezzature, fioriranno opere d’arte, installazioni, idee. È un bel modo, crediamo, di riportare l’attenzione dei savonesi su una struttura periferica eppure ricca di potenzialità. E un bel modo di dimostrare che l’arte non deve necessariamente essere chiusa in una galleria. Ma che può, invece, trovar casa ovunque. Grazie a Bratta, Carrieri, Rossi, Rosso e Scarpone, dunque. Per il loro coraggio, la loro voglia di mettersi in gioco, l’autoironia (il titolo della rassegna lo dimostra) e il talento. E grazie all’arte, lente attraverso la quale si può leggere la realtà ma anche, come si diceva, svelare luoghi impensati”.

Macello di solito è smembramento, morte, ma qui il significato vuole essere: “mischia”, lotta dove ognuno è parte del fertile farsi e disfarsi delle cose. “Artisti al macello” ovvero allo sbaraglio, ma che fanno arte come antidoto al mattatoio quotidiano. Proprio per affermare simbolicamente il valore demiurgico dell’arte, questa mostra propone un percorso che, rovesciando il processo di smembramento, si snoda a partire dall’uscita del macello, delle carni lavorate, fino alle gabbie da dove entravano gli animali condannati.

Lo spazio è stato studiato dal punto di vista architettonico e documentato fotograficamente, quindi allestito collettivamente. Gli artisti si mettono in gioco affermando che soltanto l’arte può, sfidando lame d’acciaio, macchine e catene, annullare l’odore mortifero di questi ambienti, trasformandolo perfino in fragranze fiorite (letteralmente vi sono opere che profumano di rose).Singolarmente le opere sono eterogenee, secondo lo stile e il metodo dei diversi protagonisti, ma scelte e collocate in modo concertato, tale che, dialogando fra loro, costituiscono un allestimento armonico che si può cogliere solo nell’insieme.Merita particolare rilievo una installazione collettiva intitolata: “AU-TORI” che comprende quasi settecento manufatti, per realizzarla gli artisti hanno ideato un piccolo corso di ceramica per i bambini delle scuole primarie. (hanno aderito all’iniziativa le scuole Callandrone, Astengo e Mameli di Savona e Rodari di Carcare).
Il catalogo, è presentato dalla critica d’arte Viana Conti, inoltre reca il contributo critico di: Marco e Tatiana Ciarlo, Roberto Giannotti, Piergiorgio Bianchi, Germano Beringheli, Sara Maltese, Fabio Freccero, Anna Venturini.

L’orario della mostra: giovedì, venerdì 16,30-20; sabato, domenica ore 10,30-12,30 16,30-20.

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