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Tratta ferroviaria Savona-Torino: il disagio psicologico dei pendolari

[thumb:3783:l]Cairo Montenotte. I pendolari della tratta ferroviaria tra Savona e Torino si preparano ad azioni concrete di protesta: le lamentele si stanno trasformando in forme d’azione organizzata. Un gruppo di insegnanti precari sta predisponendo un esposto alla Procura della Repubblica di Cuneo, mentre qualcuno pensa già all’occupazione dei binari. Molti i disagi per i viaggiatori lunedì scorso, 2 febbraio, parzialmente causati dalla neve. Ma nei giorni successivi, nonostante la fine del maltempo, gli utenti di Trenitalia hanno dovuto ugualmente fare i conti con ritardi e soppressioni di convogli.

Tra i più attivi nella protesta, lo psicologo cairese Roberto Garabello, ogni giorno in carrozza di buon mattino per raggiungere il luogo di lavoro a Torino e, la sera, nuovamente sulle rotaie per tornare a casa. “Gli effetti del disagio sulla vita dei pendolari investono diversi ambiti – spiega Garabello – Dal punto di vista individuale, con la possibilità di sviluppare una sintomatologia postraumatica da stress cumulativo, per i continui stimoli aversivi e un conseguente troppo prolungato stato di allarme. Dal punto di vista relazionale e sociale, invece, il doversi alzare prima al mattino e il dover tornare dopo alla sera comporta una maggiore stanchezza e una possibile maggiore irritabilità, con inevitabili ricadute sulla quantità e qualità dei rapporti interpersonali a livello familiare, del partner e delle amicizie”.

Lo psicologo pendolare prosegue nell’analisi: “Dal punto di vista lavorativo,i frequenti ritardi e soppressioni comportano la necessità da parte dei pendolari lavoratori di richiedere un sempre crescente numero di ferie e permessi dal lavoro, che non potranno poi essere presi in periodi di vacanze, con un diminuzione della gratifizione e del recupero delle risorse spese durante l’anno. Per i lavoratori, sopratutto i più giovani, che sono impegnati in periodi di prova o contratti a tempo determinato, l’accumulare troppi ritardi o assenze può pesare negativamente sulla possibilità di essere assunto da parte delle aziende”.

“Per non parlare poi dei lavoratori che vengono messi in ferie dalle aziende nei momenti di bassa produttività, che se si troveranno senza ferie in quei momenti a causa dei disagi nei trasporti, perderanno quote di stipendio o magari anche il posto di lavoro” conclude lo psicologo.

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