Tasse di depurazione non dovute: il risparmio del condominio - IVG.it
Economia

Tasse di depurazione non dovute: il risparmio del condominio

Depuratore di Savona

[thumb:10185:l]Provincia. L’indebito percepimento del canone di depurazione da parte dei Comuni interessa anche i condomini e i loro amministratori. La questione è stringente soprattutto là dove la distribuzione dell’acqua avviene mediante contatore condominiale, ma anche in maniera individuale, in quanto gli ingenti costi delle bollette, qualora fossero stornati e restituiti, fornirebbero nuove risorse alle casse condominiali, risorse utili per alleggerire le spese della casa che, in tempi di crisi, sarebbero comunque una boccata d’ossigeno.

La Corte Costituzionale, con sentenza dello scorso ottobre, ha stabilito che la quota di tariffa riferita al servizio di depurazione non è dovuta “nel caso in cui manchino impianti di depurazione o questi siano temporaneamente inattivi”. In provincia di Savona, l’Assoutenti si è subito mobilitata per chiedere delucidazioni ai singoli Comuni e per tutelare gli interessi collettivi dei consumatori. Finora, la riscossione della tassa sulle acque reflue è stata sospesa ad Andora e a Ceriale. Ma, a parte questi Comuni che hanno già emesso le ultime bollette trimestrali al netto del canone, congelandone di fatto l’applicazione, nessun altro segnale sembra illuminare la questione.

“Teniamo presente che i dati relativi all’acqua rivestono all’interno della gestione condominiale anche profili di equità, nel senso che la contabilizzazione a contatore centrale comporta criteri di ripartizione non sempre proporzionati e commisurati all’effettivo consumo delle famiglie” osserva Ivano Rozzi, presidente di Anaci Liguria (Associazione Nazionale Amministratori Condominiali e Immobiliari), che spiega: “Pensiamo dove il consumo viene ripartito ancora sulla base dei millesimi, sfociando in situazioni paradossali: la singola pensionata nell’alloggio da sempre abitato, di alto valore millesimale, si trova a pagare una quota acqua tre o quattro volte superiore all’alloggio di minor valore millesimale magari abitato da famiglia numerosa, di cinque o più occupanti, o come adesso succede di otto o dieci immigrati”.

Alla luce della sentenza della Corte Costituzionale, il risparmio annuale dei condomini liguri sarebbe quantificabile in alcune decine di milioni di euro. “Se consideriamo una quota presunta di circa 1000 euro a condominio, per gli oltre 35 mila edifici in condominio amministrati in Liguria le cifre del risparmio sono davvero alte – osserva Rozzi – Se poi fosse possibile la restituzione della parte di canone non dovuta e percepita per gli anni precedenti, la cifra salirebbe prossima al mezzo miliardo di euro. Prendendo ad esempio un Comune medio-grande, stimando ipoteticamente 15 mila utenze e individuando in 30-35 euro annui il canone sulla depurazione a utente, si arriverebbe a stornare qualcosa come 500 mila euro annui e a rimborsi per il passato di circa 5 milioni di euro agli utenti”.

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