Tasse di depurazione non dovute: i Comuni nicchiano, Andora eccezione - IVG.it
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Tasse di depurazione non dovute: i Comuni nicchiano, Andora eccezione

[thumb:10185:l]Provincia. Se non c’è il depuratore, il cittadino non è tenuto a pagare la tassa sulle acque reflue. La Corte costituzionale si è recentemente pronunciata in proposito e la sentenza è retroattiva, per cui chi ha pagato il balzello senza ricevere il servizio di depurazione può chiedere il rimborso delle somme versate fino a dieci anni prima. Sono circa quindici le amministrazioni civiche savonesi che hanno risposto alla lettera inoltrata a tutti gli enti comunali dall’Assoutenti, con cui l’associazione chiedeva delucidazioni sulla riscossione del tributo sulla depurazione delle acque reflue, ma intorno ai rimborsi aleggia ancora il punto interrogativo. “Cominciamo ad avere i responsi e si sta definendo quale è la linea dei singoli Comuni – precisa Gianluigi Taboga, presidente provinciale di Assoutenti – Abbiamo scritto a tutti i sindaci di sospendere, se non in regola con la depurazione, la riscossione dell’onere non dovuto ed abbiamo chiesto come intendano comportarsi sulle somme impropriamente incassate”.

I Comuni tra Varazze e Finale Ligure sono collegati al depuratore secondario di Savona, mentre quelli compresi fra Borgio ed Andora hanno tutti la depurazione primaria. Nei prossimi mesi entrerà in funzione il depuratore secondario di Borghetto, al quale dovrebbero poi allacciarsi i Comuni da Ceriale a Borgio. “La situazione sul territorio provinciale presenta una certa varietà – precisa Taboga – In alcune località c’è la depurazione secondaria, in altre quella parziale, la cosiddetta grigliatura, altrove invece il servizio è proprio assente. Ci auguriamo che i sindaci prendano decisioni fattive e che anche la politica, sia del centrodestra sia del centrosinistra, si accorga dell’ingiustizia di questa tassa e decida di affrontare il problema”.

Ad essere coinvolte non sono soltanto le utenze domestiche, ma anche quelle condominiali e commerciali, nonché quelle di scuole, ospedali, alberghi ed enti che in questi anni hanno sborsato denari per una depurazione delle acque reflue rimasta il più delle volte sulla carta. “Invitiamo gli utenti che sono a conoscenza della mancata prestazione, anche parziale, del servizio, a chiedere l’immediata sospensione ed il rimborso delle somme, citando la sentenza della Corte costituzionale – dice il presidente provinciale di Assoutenti – Il quadro è eterogeneo. Alla nostra richiesta i Comuni hanno fornito risposte aleatorie, altre che scaricano la responsabilità a soggetti esterni, altre ancora che tentano di estraniarsi dalla questione. L’unico Comune che ha risposto con coerenza, assicurando la sospensione della riscossione del tributo, è stato quello di Andora”.

[image:319:l]”Abbiamo sospeso la riscossione della tassa sulle acque reflue” conferma il sindaco di Andora, Franco Floris, che illustra: “Abbiamo accantonato su un conto tutti gli introiti che ci erano pervenuti, quindi, nel caso fosse necessario, sarebbe possibile erogare i rimborsi eventualmente richiesti. Abbiamo inoltre informato i cittadini che l’onere è sospeso fino a quando disporremo di chiarimenti legali. Certo, la situazione è complessa, ma la Corte costituzionale ha fatto decadere la norma che permetteva ai gestori degli acquedotti di applicare una tariffa sulla depurazione delle acque anche in mancanza o in caso di funzionamento parziale di impianti di depurazione secondaria collegati alla rete fognaria. Non so come faranno gli altri Comuni. Noi abbiamo deciso per la sospensione della riscossione del tributo, anche se il Comune di Andora ha un sistema di depurazione primaria: grigliatura, sabbiatura e un tubo a mare della profondità di 33 metri e di lunghezza di 1400 metri, con un diffusore di 400 metri”.

“Possiamo contare su un sistema fisico e non chimico e su un ciclo di depurazione completa – aggiunge Floris – ma nonostante questo abbiamo ritenuto di eliminare, in via provvisoria, la tassa sulla depurazione fino a chiarimenti di natura giuridica. Il Comune in tutti questi anni ha messo in un apposito conto le cifre, finalizzate alla costruzione del depuratore, come del resto richiede la legge, e quindi, a differenza di altri, queste somme non le abbiamo mai utilizzate. Se i versamenti effettuati dai cittadini andranno restituiti, saremo in grado di restituirli”.

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