Cronaca

Anno Giudiziario: reati contro la P.A., cumulo di processi a Savona

Savona - Tribunale

[thumb:1204:l]Regione. Ammontano a 14.492 i reati attribuibili a immigrati stranieri, in forte crescita rispetto al periodo precedente. E’ quanto emerge dalla relazione del presidente vicario della Corte d’Appello di Genova, Gianfranco Bonetto all’inaugurazione dell’Anno Giudiziario 2009, che ha tracciato un quadro della criminalità in Liguria. In particolare si tratta di rumeni, sudamericani e centroafricani “frequentemente implicati in vicende connesse all’esercizio della prostituzione, anche nelle sue manifestazioni più gravi, come la riduzione in schiavitù delle donne sfruttate”, ma anche cinesi “per lo più coinvolti in attività di importazione di merci contraffatte” e nordafricani “protagonisti di traffici internazionali di stupefacenti”.

Un “elevato” numero di rapine (complessivamente 1.610 sul territorio del Distretto), delle estorsioni (330), e dei sequestri di persona (23, di cui solo 2 ad opera di ignoti) al pari di quello relativo agli omicidi colposi, per lo più commessi in violazione delle norme sulla circolazione stradale e sulla prevenzione degli infortuni sul lavoro, emerge dalla stessa relazione presentata da Bonetto. Senza variazioni di rilievo vengono segnalati gli omicidi volontari e sostanzialmente stabili, sotto il profilo quantitativo, sono i reati associativi, per lo più legati al traffico organizzato degli stupefacenti e alla folta presenza sul territorio di immigrati clandestini.

In “forte e preoccupante incremento sono i procedimenti per reati contro la Pubbliche Amministrazioni” secondo la relazione del presidente vicario della Corte d’Appello di Genova. Presso le varie Procure della Repubblica del territorio se ne segnalano pendenti ben 1.559, di cui 79 per corruzione, con una particolare concentrazione a Savona.

In sensibile incremento sono le cause di lavoro, quanto meno in primo grado e con speciale riguardo al settore del pubblico impiego. “Alto è il numero dei licenziamenti, per lo più individuali e dipendenti da infrazioni disciplinari, altrettanto elevato è il numero delle cause che hanno come sottofondo il sempre diffuso fenomeno del lavoro nero – ha spiegato Bonetto – Continua ad essere consistente il numero delle cause previdenziali, sintomo questo della diffusa aspirazione ad integrare il normale livello retributivo, spesso inadeguato, con l’apporto di un’entrata aggiuntiva e complementare, in un contesto economico in cui si rarefanno le opportunità di provvedervi ricorrendo al lavoro straordinario”. Tracciando inoltre un bilancio nel settore del civile nel suo complesso, il magistrato ha evidenziato come il numero delle pendenze non cessi di registrare un andamento crescente, tale “da far apparire irreale la prospettiva di una qualche normalizzazione in un futuro a portata di mano”, con una durata dei processi che si dilata di conseguenza.

Visto il costante incremento della popolazione carceraria ed il conseguente sovraffollamento, “l’adeguamento della capienza alle effettive necessità assume il carattere di una vera e propria emergenza” ha affermato inoltre Gianfranco Bonetto. “Benché a seguito dell’ultimo provvedimento di condono si sia registrata una momentanea riduzione del numero complessivo dei detenuti – ha osservato – è altrettanto vero che, smaltito l’effetto del provvedimento, quel numero ha ripreso a crescere, confermando una linea di tendenza consolidata nel tempo, che misure tampone non valgono ad invertire”. “Se al termine del precedente periodo di osservazione la magistratura di sorveglianza gestiva nel nostro Distretto 1350 detenuti, ora nei nostri istituti penitenziari sono presenti circa 1600 persone – ha evidenziato Bonetto – Ciò comporta gravi problemi di sovraffollamento”.

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