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Margonara: da Rifondazione appello al sindaco per il ritiro della pratica foto

[image:4761:r:s=1]Savona. E’ un consiglio comunale che si prospetta molto caldo, a discapito della temperatura esterna, quello che questo pomeriggio si svolgerà a Palazzo Sisto. Al centro del dibattito, infatti, la valutazione di ammissibilità del pluricontestato progetto preliminare del porto turistico della Margonara. A poche ore dall’assemblea, il segretario provinciale di Rifondazione comunista, Marco Ravera, ha scritto una lettera al sindaco Federico Berruti, che risuona come un appello.

“In questi anni ci siamo spesso confrontati, a volte anche scontrati, ed ho imparato a conoscerti e a rispettare il tuo pensiero, spesso diverso dal mio, anche sul tema della cosiddetta ‘cementificazione’ – si legge nella missiva – E conoscendoti faccio fatica a credere che tu possa realmente pensare che il porto della Margonara rappresenti una reale occasione di sviluppo per il nostro territorio. Attorno all’ambiente si può creare lavoro. Nell’uso sapiente dell’ambiente, non nel suo consumo. Questi progetti, lo vediamo in decine di realtà anche nella nostra provincia, non lasciano lavoro stabile e sicuro, ma consumano ogni giorno una nuova fetta di territorio. Dobbiamo scegliere. Vogliamo seguire i ‘costruttori’ o vogliamo creare sviluppo rispettando la terra che calpestiamo?”.

“Il tuo programma, che noi più di altri abbiamo sempre coerentemente sostenuto, parlava di altro: era la Savona ‘città delle idee’, la città dell’innovazione; sceglieva il futuro – scrive Ravera – Altri, anche all’interno del tuo partito, hanno scelto di tutelare il territorio. Penso al presidente della Regione Sardegna Renato Soru che ha sfidato la parte del Pd meno sensibile ai temi ambientali, componente molto forte anche nella nostra città, dimettendosi a seguito di un voto trasversale Pd-Pdl in vonsiglio regionale. Voto trasversale che rischia di concretizzarsi anche a Savona”.

[image:4760:r:s=1]Per Rifondazione, infatti, che dopo anni di opposizione ha accettato la sfida di governo puntando sulla discontinuità con la trascorsa amministrazione, il progetto del porto turistico della Margonara viene vissuto come un “colpo di coda del passato”. Dieci giorni fa il Prc aveva cercato di fare leva sugli esponenti della maggioranza che avevano esternato dubbi sull’opportunità dell’opera, ovvero i consiglieri Giampiero Aschiero (Pd), Giuseppe Casalinuovo (Gruppo Misto) e Federico La Rosa (PdCI). Questa volta Marco Ravera si rivolge direttamente a Berruti, chiedendogli di differenziarsi rispetto alla metodologia degli amministratori precedenti.

“Per i motivi ambientali e per quelli di opportunità politica – scrive Ravera al primo cittadino – ti invito, nell’assoluto rispetto dei ruoli, a ritirare la pratica per salvare uno dei pochi siti ancora liberi dalla presenza del cemento, oltreché di notevole interesse naturalistico. Una scelta difficile, ma necessaria per cancellare quel velenoso colpo di coda del passato che tu hai eredito come noi”.

Commenti

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  1. Scritto da Aurelio Bianchi

    Non ho capito a cosa si riferisce, signor Pirastru.
    Spero che il treno non abbia anora preso velocità e si possa fermare, (inteso come l’iter che porterà alla realizzazione del porto turistico di edilizia popolare).
    Secondo me c’è un grosso problema di opposizione. Chiarite le intenzioni palazzinare di questa amministrazione, dovrebbe esserci qualcuno che dice no, fedele al mandato degli elettori.
    Invece sembra che facciano a gara per omologarsi, e così anche una figura modesta come il nostro sindaco, riesce a far danni.

  2. Scritto da antonio gianetto

    Sul secolo XIX di oggi hanno detto:
    NOI TIREREMO DRITTO!
    io da bambino, quella scritta l’ avevo vista sui muri, durante il ventennio, era firmata DVX.
    Speriamo che per liberarci di certi amministratori, non siano più necessarie le armi, ma soltanto il nostro voto.

  3. Bruno Pirastu
    Scritto da Bruno Pirastu

    Il treno oramai è partito. Non parlare al conducente

  4. Scritto da Aurelio Bianchi

    Invece di rivolgere una lacrimevole supplica al Suo Signor Sindaco, Rifondazione aveva ben altri strumenti per condizionare le scelte dell’amministrazione.
    Queste scelte avevano un costo che evidentemente non volevano pagare.
    Meglio chinare la testa e piangere pubblicamente.