Lutto per la scomparsa di don Bianchi - IVG.it
Cronaca

Lutto per la scomparsa di don Bianchi

Lutto per la scomparsa di don Bianchi

[thumb:9681:l]Calice Ligure. La diocesi di Savona-Noli piange la morte improvvisa di don Costantino Bianchi, parroco di Vene e Rialto. Il popolare sacerdote è mancato, probabilmente per un infarto, mentre attendeva una visita medica a Calice. Inutili i tentativi di rianimarlo. I funerali, presieduti dal vescovo Vittorio Lupi, si svolgeranno domani alle ore 10 a Calice, nella chiesa parrocchiale di San Nicolò.

Originario di Rialto, dov’era nato il 21 dicembre 1921, Costantino Bianchi era stato ordinato presbitero il 31 maggio 1947 e, a parte una breve parentesi a Valleggia, ha svolto il suo ministero sempre nella zona di Ponente della diocesi: dal 1949 al 1966 come parroco a Vezzi San Filippo (in quegli anni resse anche come economo le parrocchie di Vezzi San Giorgio e Orco), dal 1966 al 1994 a Calice Ligure e dal 1994 ad oggi a Vene e Rialto, le sue terre d’origine.

Parroco di grande umanità, capace di stabilire relazioni d’amicizia con tutti, infaticabile nel seguire i ragazzi e i giovani (non si sottraeva a camminate in montagna), sempre puntuale nel visitare malati ed anziani, capace anche di coraggiose trasferte oltre Oceano per incontrare gli emigrati della Val Pora, don Bianchi era una figura amatissima da tutti. Soprattutto a Calice ha speso le sue migliori energie, costruendo rapporti d’intensa fraternità con tutti. E anche negli ultimi anni, a Vene e Rialto, non si è mai sottratto all’incontro con le persone, agli impegni pastorali, alla carità.

Tra i sacerdoti era una delle figire più amate, anche per il suo (insostituibile) ruolo di “panegiricista” ufficiale negli incontri del clero: inimitabile il suo stile. Fino all’ultimo capace di tirare fuori energie e voglia di lottare. Don Bianchi è morto come avrebbe desiderato, in prima linea: poco prima di spirare aveva finito di scrivere un articolo per “Il Letimbro”.

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