Albenga, convento Orsoline: Schneck sostiene Melgrati e attacca la giunta - IVG.it
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Albenga, convento Orsoline: Schneck sostiene Melgrati e attacca la giunta

Albenga. Marco Melgrati, progettista della trasformazione del convento delle Orsoline a San Fedele d’Albenga, preme sull’acceleratore perché sia avviata l’operazione edilizia. Lo appoggia il consigliere Roberto Schneck, capogruppo di Forza Italia: “Ritengo che questo intervento, se ben gestito, possa diventare un’occasione unica per San Fedele in termini di riqualificazione ambientale, di rivitalizzazione sociale, di aree destinate a parcheggi pubblici e verde ed altri servizi per la collettività quale l’asilo. Sia chiaro, però, che Forza Italia non intende fare da ‘stampella’ alla maggioranza, quindi Vazio-Tabbò dicano chiaramente quale è la loro posizione e dimostrino di avere i numeri in consiglio comunale per approvare questo progetto. Diversamente prendano definitivamente atto che la maggioranza non c’è più e abbiano il buon senso di dimettersi”.

Il consigliere comunale Tullio Ghiglione, presidente della Commissione consiliare urbanistica, aveva espresso prudenza sul progetto di trasformazione dell’edificio religioso: “Siamo davanti ad un totale cambio di destinazione urbanistica, su un edificio vincolato, con relativo frazionamento, che insiste in modo rilevante sulla frazione di San Fedele, che potrebbe avere grandi difficoltà nel recepire un carico abitativo così grande sotto il profilo di parcheggi, strade, acquedotto e fognature”.

Da Emanuele Strazzi di Sinistra Democratica una doppia stoccata: “Il sindaco di Alassio Melgrati si permette di dettare i tempi e le regole anche ad Albenga. Questa arroganza e spregiudicatezza è figlia delle debolezze e della mancanza di unità che caratterizzano l’amministrazione Tabbò-Vazio. Evidentemente in un Comune, dove il decisionismo non è una virtù, ognuno si sente in dovere e in diritto di imporre le proprie scelte. Visto l’andazzo, anche il sindaco di Alassio, nella sua veste di progettista e libero professionista, ha ritenuto di essere legittimato a decidere lui per gli altri ed imporre le sue preferenze e i bisogni dell’impresa per cui lavora alla città e ai cittadini di Albenga”.

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