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A Finalborgo il primo “banco solidale” della Provincia

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Finalborgo. Oggetti usati messi in vendita in appositi banchetti per raccogliere fondi da destinare ad iniziative di solidarietà. Esordisce a Finalborgo, unico caso finora in provincia di Savona, il “Banco solidale”, un’esperienza affine a quella che la diocesi di Carpi ha lanciato sotto il nome di “recuperandia”. Il prossimo banchetto sarà allestito il 31 maggio e 1° giugno davanti alla chiesa collegiata di Finalborgo.
Per concretizzare il progetto è stata costituita un’associazione no profit, il “Banco solidale” il cui presidente è Paola Maggioni e il vice don Germano Grazzini, parroco di San Biagio in Finalborgo. La sede attuale è un capannone nella zona industriale di Finale ligure, sulla strada per Calice. La Maggioni e i suoi più stretti collaboratori gestiscono il capannone insieme ad alcuni volontari. L’associazione partecipa al progetto “La nassa” per la raccolta del cibo invenduto dalla grande distribuzione (come “A buon fine” della Coop) e fa inoltre parte della “consulta del volontariato” finalese. Gli oggetti recuperati sono di qualsiasi tipo: elettrodomestici, vestiti, libri, dischi e via dicendo.
Spiega don Germano Grazzini: “I banchetti in Finale, come quello pubblicizzato di fronte alla chiesa durante il mensile mercatino dell’usato di Finalborgo, non sono lo scopo dell’associazione, ma uno degli strumenti; gestiti da volontari, intendono sensibilizzare e raccogliere fondi. Sono banchetti di oggetti usati, custoditi abitualmente nel capannone, che vengono proposti per l’acquisto. Il ricavato è interamente dedicato allo scopo indicato di volta in volta, che è sempre legato alle esigenze locali. Con i 500 euro dell’ultima volta abbiamo riscaldato un ambiente per l’accoglienza dei poveri. Con i soldi raccolti stavolta, invece, acquisteremo medicinali”.
Il capannone è già noto ai clienti, perché era la sede della precedente ditta profit “Carico-Scarico”. “La parrocchia – continua don Germano – partecipa al progetto con volontari, strutture, pubblicità. In sé l’associazione è laica. Abbiamo bisogno di nuovi `clienti’, di volontari, di notorietà. Da agosto ci trasferiremo in un capannone nuovo accanto al salumificio Chiesa e bisognerà gestire bene il passaggio”.
L’associazione ha in mente, inoltre, altre iniziative. “Appena possibile – dice Paola Maggioni – faremo partire una raccolta di generi alimentari, d’intesa con i supermercati, e li destineremo ai poveri della zona tramite il centro `L’incontro’ coordinato dal parroco di Finalmarina don Silvio Delbuono. Vorremmo inoltre dar vita ad alcuni incontri di formazione per sensibilizzare la gente sul valore del recupero e del riutilizzo degli oggetti, criterio ispiratore del Banco solidale: occorre infatti promuovere uno stile di non spreco, andando controcorrente rispetto alle abitudini che la società attuale inculca”.
Intanto i banchetti continueranno con regolarità anche nel periodo estivo, cogliendo l’occasione dell’arrivo di numerosi turisti nel Finalese.

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