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	<title>IVG.it &#187; truffa</title>
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	<description>Le notizie dalla provincia di Savona</description>
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		<title>Truffa e violazione della privacy: 5 persone a giudizio per l&#8217;&#8221;inganno telefonico&#8221;</title>
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		<pubDate>Wed, 08 Feb 2012 07:17:58 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Savona</strong>. Truffa e violazione della privacy: queste le accuse per M.L.B., artefice di un inganno &#8220;telefonico&#8221;. La donna, per la quale il pm ha chiesto una condanna a due anni di reclusione, aveva attivato trecento utenze cellullari Vodafone a nome di ignari cittadini (intestando loro schede prepagate da cinque euro) riuscendo poi a incassare una somma ingente telefonando con quelle utenze a una numerazione &#8220;800&#8243; a lei intestata. </p>
<p>A giudizio ci sono altre quattro persone tra le quali gli ex titolari e il gestore di un negozio di telefonia. Chiesti per loro complessivamente 3 anni e 3 mesi.</p>
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		<title>E&#8217; in infortunio ma partecipa ad uno spettacolo benefico: vigile di Pietra rinviato a giudizio</title>
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		<pubDate>Wed, 01 Feb 2012 14:46:25 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Olivia Stevanin</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Pietra L. Era in malattia a causa di un infortunio ad un ginocchio, ma era stato visto a partecipare ad...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Pietra L</strong>. Era in malattia a causa di un infortunio ad un ginocchio, ma era stato visto a partecipare ad uno spettacolo teatrale benefico. Per un vigile in servizio a Pietra Ligure, G.A., 43 anni, era così scattata l&#8217;accusa di truffa aggravata a danno del Comune. L&#8217;agente, per quei fatti che risalgono al 2010, questa mattina è stato rinviato a giudizio dal gup Fiorenza Giorgi. </p>
<p>Secondo l&#8217;accusa, nonostante fosse assente dal lavoro per infortunio, l&#8217;agente aveva partecipato allo spettacolo per beneficenza organizzato proprio nel Comuune di Pietra. Da lì era scattata una segnalazione e, una volta verificato che G.A. avesse realmente preso parte alla recita, anche l&#8217;inchiesta della Procura. Sulla malattia del vigile però non sembrano esserci dubbi: l&#8217;uomo era infatti stato effettivamente poi operato al ginocchio ed ha presentato la relativa documentazione medica. Il processo prenderà il via il 25 settembre prossimo nel tribunale di Albenga. </p>
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		<title>Ricercato per maxi truffa e riciclaggio, arrestato dalla Polstrada 55enne francese</title>
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		<pubDate>Tue, 31 Jan 2012 18:24:39 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Federico De Rossi</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Pietra L. E&#8217; stato arrestato dagli agenti della Polstrada di Imperia Ovest Nano Thierry, 55 anni, originario di Nizza ma...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Pietra L</strong>. E&#8217; stato arrestato dagli agenti della Polstrada di Imperia Ovest Nano Thierry, 55 anni, originario di Nizza ma residente a Roquebrune Cap Martin, nei confronti del quale era stato emesso nel 2009 un provvedimento di fermo di indiziato di delitto dalla Procura della Repubblica di Genova, dal sostituto procuratore Silvio Franz, per i reati di associazione per delinquere, truffa e riciclaggio. </p>
<p>In concorso con altri soggetti, avvalendosi anche di società sedenti all&#8217;estero, si faceva consegnare ingenti somme di denaro da numerosi investitori con promessa di investimenti fruttuosi. In realtà si impadroniva poi dei soldi che gli erano stati consegnati. Il denaro complessivamente investito dai clienti ammontava ad oltre 6,7 mln di euro.</p>
<p>Il 55enne francese è stato intercettato sull&#8217;autostrada A10 nei pressi del casello di Pietra Ligure, durante un controllo stradale. Gli agenti avevano infatti notato un Suv Mercedes con targa irregolare. Assieme a lui c&#8217;era un altro uomo ed una donna. Sottoposto a controllo tramite la banca dati delle forze dell&#8217;ordine la Polstrada lo ha subito posto in stato di arresto.</p>
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		<title>Disdice contratto di telefonia ma le bollette arrivano lo stesso: subagente Telecom a giudizio per truffa</title>
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		<pubDate>Tue, 31 Jan 2012 14:56:13 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Savona</strong>. Aveva proposto un contratto di telefonia &#8220;business&#8221; ad un dentista savonese che, inizialmente, aveva accettato l&#8217;offerta. L&#8217;acquirente, dopo aver ricevuto il cellulare con la sim, aveva però comunicato al subagente della Telecom di non essere più interessato e di voler rinunciare all&#8217;offerta. Il professionista aveva quindi chiesto di disdire il contratto e il rappresentante della compagnia telefonica aveva assicurato che avrebbe provveduto ad annullarlo. In realtà la scheda sim non era stata disattivata: l&#8217;agente aveva infatti iniziato ad utilizzarla, ma le bollette arrivavano al medico.</p>
<p>Quando il dentista si era visto arrivare i conti telefonici aveva contattato la Telecom ed allora era stato scoperto il raggiro. Per quei fatti, accaduti nei primi mesi del 2009, l&#8217;agente, M.S., era stato rinviato a giudizio per truffa. Questa mattina in tribunale è stata celebrata un&#8217;udienza del processo a suo carico che è stato poi rinviato al prossimo 3 aprile.</p>
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		<title>Cairo, raggiro al titolare di una rivendita di auto: in due a giudizio, uno assolto</title>
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		<pubDate>Tue, 17 Jan 2012 15:51:52 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Cairo M. Accusati di truffa perché avrebbero raggirato il titolare di una ditta di rivendita di autovetture di Cairo. In...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Cairo M.</strong> Accusati di truffa perché avrebbero raggirato il titolare di una ditta di rivendita di autovetture di Cairo. In due, Giuseppe B., 38 anni, e Salvatore M., di 54, entrambi originari di Catania, sono così finiti a giudizio per un episodio risalente al novembre 2006. In particolare, secondo l&#8217;accusa, Giuseppe B., che già in passato aveva regolarmente acquistato auto usate dal titolare della rivendita cairese, si era accordato per la vendita di tre vetture usate, una Fiat 500 ed una &#8220;600&#8243;, oltre ad una Renault Scenic, per la somma di 1800 euro e un&#8217;auto in permuta.</p>
<p>A garanzia dell&#8217;affare l&#8217;uomo aveva presentato un assegno non valido, risultato emesso da Salvatore M. (da qui l&#8217;accusa di truffa in concorso), e aveva anche promesso una Peugeot 307 assicurando che era di lecita provenienza anche se invece era stata ottenuta truffando un concessionario di auto di Capannori (Lu). Il titolare della rivendita aveva così consegnato le tre vetture a  Giuseppe B, ma senza ricevere nulla in cambio. Questa mattina in tribunale è stata celebrata una nuova udienza del processo.</p>
<p>Salvatore M., assistito dall&#8217;avvocato Carlo Manti, è stato assolto per non aver commesso il fatto (non c&#8217;erano infatti prove della sua effettiva partecipazione alla truffa), mentre invece, a causa di un difetto di notifica, la posizione di Giuseppe B. è stata stralciata. Il processo a suo carico dovrà ripartire il 9 marzo prossimo.</p>
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		<title>Albenga, dichiaravano di essere indigenti per ricevere prestazioni sociali: denunciati per truffa e falso due coniugi</title>
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		<pubDate>Thu, 22 Dec 2011 10:35:31 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Federico De Rossi</dc:creator>
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			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Albenga.</strong> Dichiaravano di essere indigenti per avere gratuitamente i buoni mensa scolastici e la social card per gli acquisti, ma guadagnavano oltre 3.000 euro al mese e viaggiavano a bordo di Suv di grossa cilindrata: due coniugi sono stati denunciati dalla Guardia di Finanza di Albenga per aver indebitamente e ripetutamente usufruito di prestazioni sociali agevolate da parte del Comune e dell’Inps, senza averne alcun diritto.</p>
<p>Gli uomini delle Fiamme Gialle hanno infatti scoperto che la coppia aveva fornito al Comune informazioni sulle proprie consistenze patrimoniali e bancarie del tutto incongruenti rispetto ai redditi di fatto percepiti ed al tenore di vita effettivamente condotto.</p>
<p>È stato così rilevato che i due avevano autocertificato redditi e saldi di conto corrente pari a zero, nonostante la disponibilità di due Suv marca Bmw e Jeep di grossa cilindrata ed entrate mensili per circa 3.000 euro, derivanti dallo svolgimento di un’attività imprenditoriale nel settore edile e comprovati dalle risultanze degli accertamenti bancari sviluppati nei loro confronti. </p>
<p>Gli approfondimenti hanno poi rivelato che i due coniugi da tempo usufruivano indebitamente dei buoni mensa rilasciati in forma gratuita dal Comune per le esigenze scolastiche della loro figlia, nonché di una carta acquisti (social card) sulla quale ogni mese venivano accreditati 50 euro da spendere presso gli esercizi commerciali. </p>
<p>In sede di autocertificazione ai fini ISEE, i coniugi avevano falsamente attestato di non avere redditi e per questo sia il Comune di residenza che l’Inps avevano tempestivamente attivato le erogazioni previste per le famiglie che versano in stato di bisogno.</p>
<p>Entrambi sono stati denunciati alla Procura della Repubblica di Savona per truffa aggravata ai danni dello Stato e falsità in atti.</p>
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		<title>Si spaccia per socio per fare acquisti: 62enne a giudizio per tentata truffa al &#8220;Soccorso stradale Gigino&#8221;</title>
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		<pubDate>Wed, 21 Dec 2011 15:17:05 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Savona</strong>. Faceva acquisti ed operazioni per conto di una società spacciandosi per socio della stessa. E&#8217; questa, in sintesi, l&#8217;accusa che viene contestata ad un sessantaduenne savonese, Paolo Feligioni, che è finito a giudizio per tentata truffa a danno del titolare della ditta di soccorso stradale &#8220;Gigino&#8221; di Savona. Secondo quanto gli viene contestato, Feligioni avrebbe infatti contattato la &#8220;Gigino&#8221; per concordare la creazione di una nuova società, poi mai effetivamente costituita, ottenendo così il permesso di frequentare la ditta solo per &#8220;verificare l&#8217;andamento della stessa e le modalità di svolgimento del lavoro&#8221;.</p>
<p>A quel punto però, dopo aver ottenuto la fiducia del titolare della ditta, Feligioni avrebbe iniziato a presentarsi all&#8217;esterno come effettivo socio. In particolare all&#8217;imputato, ora assistito dall&#8217;avvocato Flavio Astiggiano, viene contestati di essersi presentato a diverse aste giudiziarie per conto di &#8220;Gigino&#8221; acquistando veicoli e motoveicoli, un registratore di cassa e mobili (un divano, due tavolini, una credenza da bar). E ancora di aver consegnato ad un carrozziere tre auto destinate alla rottamazione, sempre per conto di &#8220;Gigino&#8221;, ordinando di ripararle e presentandosi poi a ritirare una delle vetture. Beni che, secondo l&#8217;ipotesi accusatoria, avrebbe poi rivenduto ad ignari acquirenti.</p>
<p>L&#8217;accusa contesta anche a Feligioni di aver dato indicazione di eseguire diverse &#8220;minivolture&#8221; di veicoli, di aver acquistato materiale da carrozzeria per 9200 euro presso &#8220;Autocar&#8221; e di aver ordinato due i-phone, il tutto sempre facendo fatturare le spese a &#8220;Gigino&#8221;. Infine si sarebbe fatto consegnare 2300 euro da destinare ad una scuola guida per un ipotetico corso senza versare mai un centesimo. </p>
<p>Gli episodi contestati risalgono al periodo luglio 2008-marzo 2009. L&#8217;inchiesta era partita dopo la denuncia del titolare di &#8220;Gigino&#8221; che, vedendosi recapitare delle fatture per prestazioni mai richieste, si era insospettito.</p>
<p>Accuse quelle del titolare della ditta di soccorso (che si è costituito parte civile nel processo con l&#8217;avvocato Bruno Fabio Celentano) che sono sempre state respinte da Feligioni. L&#8217;imputato infatti sostiene di essere stato effettivamente un dipendente della &#8220;Gigino&#8221; e di aver sempre agito su delega del titolare. Questa mattina in tribunale hanno sfilato diversi testimoni. Il processo è stato poi rinviato al prossimo 23 febbraio.</p>
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		<title>Truffe online: falsa pagina della guardia di finanza, indaga il Gat</title>
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		<pubDate>Mon, 12 Dec 2011 13:13:16 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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			<content:encoded><![CDATA[<p>Un avviso web firmato &#8220;Guardia di Finanza&#8221; per informare che il computer è stato bloccato e la richiesta di cento euro da versare attraverso operatori finanziari telematici per sbloccarlo. E&#8217; l&#8217;ultima truffa on line scoperta dal Gat, il nucleo speciale frodi telematiche delle Fiamme Gialle, che ha subito informato la procura di Roma. </p>
<p>La truffa, hanno accertato gli investigatori, è stata ben congegnata: sul monitor di numerosi utilizzatori di Internet viene improvvisamente visualizzata una finestra ad apertura automatica che informa l&#8217;utente che il suo computer è stato bloccato a seguito di una serie di attività illecite. </p>
<p>Sullo schermo appaiono lo &#8220;stellone&#8221; della Repubblica e la scritta Guardia di Finanza, con lo slogan &#8220;insieme per la legalità&#8221; e la stessa grafica del sito web ufficiale del Corpo. Nel messaggio, gli ideatori della truffa hanno scritto che il ripristino delle normali funzionalità del computer può avvenire dietro il pagamento di 100 euro da versare a una serie di operatori. </p>
<p>Le indagini hanno consentito di individuare il server &#8220;responsabile&#8221; della truffa, che si trova ad Hanau am Main, in Germania, mentre devono ancora essere individuati i responsabili &#8220;fisici&#8221;. Per questo oltre alla procura di Roma è stata attivata la Bka, la polizia criminale tedesca. Le ipotesi di reato avanzate dalla Gdf vanno dalla sostituzione di persona alla tentata estorsione, dalla truffa alla frode informatica. </p>
<p>Chiunque ricevesse un avviso del genere, sottolinea il Gat, oltre ovviamente a non pagare, può inoltrare la segnalazione dell&#8217;accaduto via mail al Gat all&#8217;indirizzo sos@gat.gdf.it così da ricevere istruzioni tecniche e il modulo per la denuncia. </p>
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		<title>Truffe, nessuna mail di &#8220;notifica rimborsi&#8221; dal Fisco: è un tentativo di &#8220;phishing&#8221;</title>
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		<pubDate>Fri, 09 Dec 2011 11:13:15 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Liguria</strong>. Continuano le segnalazioni di tentativi di truffa messi in atto utilizzando illecitamente comunicazioni con il nome e il logo dell’Agenzia delle Entrate. Questa mattina l’Amministrazione ha appreso della circolazione di un’e-mail &#8211; con oggetto “Notifica di rimborsi fiscali”- apparentemente proveniente dall’indirizzo “Agenzia delle Entrate”. La comunicazione invita il destinatario a scaricare e compilare un modulo per ottenere un presunto rimborso, richiedendo, tra le altre informazioni, anche tutti i dati della carta di credito.</p>
<p>&#8220;Questa comunicazione è un tentativo di phishing, una truffa informatica architettata per entrare illecitamente in possesso di dati personali. Si invita chiunque dovesse ricevere questo messaggio di posta elettronica a eliminarlo al più presto e a non aprire il suo allegato, in quanto potenzialmente pericoloso&#8221; dicono dall&#8217;Agenzia delle Entrate.</p>
<p>L’Agenzia delle Entrate ha chiarito di essere del tutto estranea al fatto e ricorda ai contribuenti che sul sito internet www.agenziaentrate.gov.it, nella sezione “Home – Cosa devi fare – Richiedere – Rimborsi”, possono consultare le corrette modalità per ricevere un rimborso fiscale con l’accredito su conto corrente. In nessun caso l’Agenzia richiede informazioni sulle carte di credito.</p>
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		<title>Truffe telefoniche a Pietra Ligure, il Comune allerta: &#8220;Non stiamo chiedendo soldi a nessuno&#8221;</title>
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		<pubDate>Wed, 07 Dec 2011 11:45:40 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Pietra Ligure</strong>. Sono già una decina le segnalazioni pervenute al Comune di Pietra Ligure, da parte di cittadini che chiedono delucidazioni su una fantomatica raccolta fondi da destinare ai pietresi in difficoltà, così come spiegato telefonicamente da alcuni sedicenti incaricati comunali.</p>
<p>&#8220;Smentisco categoricamente che il Comune abbia messo in atto questo tipo di iniziativa &#8211; spiega il vicesindaco e assessore ai servizi sociali Dario Valeriani &#8211; Noi non telefoniamo a casa e tantomeno chiediamo denaro. Se ricevete delle telefonate di questo tipo avvisate immediatamente le forze dell&#8217;ordine&#8221;.</p>
<p>Il meccanismo della truffa sarebbe il solito sistema. Una voce gentile al telefono informerebbe l&#8217;interlocutore della campagna per la raccolta fondi del Comune pietrese e dopo aver spiegato la ragioni della &#8220;lodevole&#8221; iniziativa e carpito la fiducia dell&#8217;ignaro cittadino, per la maggior parte anziani, chiederebbero di fissare un&#8217;appuntamento per ritirare la somma di denaro e rilasciare regolare ricevuta.</p>
<p>&#8220;I servizi sociali del nostro comune aiutano i cittadini e non chiedono mai nulla in cambio&#8221; conclude Valeriani.</p>
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		<title>Savona, 2 quadri falsi del cubano Lam venduti a 12 mila euro: 51enne a giudizio per truffa</title>
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		<pubDate>Wed, 30 Nov 2011 15:48:05 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Olivia Stevanin</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Savona. Dodicimila euro per acquistare due dipinti dell&#8217;artista cubano del XX secolo Wilfredo Lam. E&#8217; la cifra che era stata...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Savona</strong>. Dodicimila euro per acquistare due dipinti dell&#8217;artista cubano del XX secolo Wilfredo Lam. E&#8217; la cifra che era stata consegnata ad un cinquantunenne savonese, Francesco B., che però poi si è rivelato non essere un venditore &#8220;autentico&#8221; proprio come i dipinti che aveva proposto al collezionista. Le due opere di Lam si erano infatti rivelate due falsi. L&#8217;acquirente truffato aveva così deciso, nel febbraio del 2010, di sporgere querela nei confronti dell&#8217;uomo che gli aveva proposto l&#8217;affare.</p>
<p>Il caso adesso è arrivato in tribunale dove Francesco B. deve rispondere dell&#8217;accusa di ricettazione (perché secondo l&#8217;accusa acquistava e metteva in commercio due disegni completamente falsi dell&#8217;artista cubano) e di truffa (perché avrebbe assicurato che i dipinti erano autentici facendosi consegnare 12 mila euro). Questa mattina è stata celebrata un&#8217;udienza del processo che è stato poi rinviato al prossimo 18 gennaio.</p>
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		<title>Gonfiavano il valore di ville e palazzi, 14 arresti: perquisizioni anche in Liguria</title>
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		<pubDate>Wed, 23 Nov 2011 07:12:03 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Torino. Gonfiavano il valore di ville e palazzi per intascare finanziamenti e mutui da banche e società di leasing: la...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Torino.</strong> Gonfiavano il valore di ville e palazzi per intascare finanziamenti e mutui da banche e società di leasing: la Guardia di finanza di Torino ha arrestato 14 tra imprenditori e professionisti con l&#8217;accusa di associazione a delinquere. Dall&#8217;indagine, che coinvolge 54 società, è emerso un giro di fatture false per 100 milioni.</p>
<p>Nell&#8217;operazione sono impegnati circa 300 finanzieri che stanno eseguendo centinaia di perquisizioni nelle società coinvolte, in Piemonte, Lombardia, Liguria, Lazio e Campania. Dei 14 arresti, 13 sono stati eseguiti in carcere.</p>
<p>Sequestro preventivo per il palazzo che ospita il &#8216;Liceo Francese&#8217;, in corso Casale, a Torino: l&#8217;immobile è nella disponibilità di una società immobiliare che fa capo a uno dei principali indagati nell&#8217;inchiesta. Sequestrati, inoltre, vari oggetti di antiquariato trovati nell&#8217;abitazione di una delle persone arrestate. Il valore complessivo di immobili e oggetti sequestrati si aggira intorno ai dieci milioni di euro.</p>
<p>Tra gli indagati c&#8217;é anche un dirigente dell&#8217;Agenzia delle Entrate di Torino, un imprenditore piemontese e tre commercialisti, uno dei quali già coinvolto nel crack del mobilificio &#8216;Aiazzone&#8217;.</p>
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		<title>&#8220;Guarda che ti riguarda&#8221;: incontro a Savona sulle pratiche commerciali scorrette</title>
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		<pubDate>Mon, 21 Nov 2011 13:18:54 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Savona</strong>. Secondo il programma elaborato dalle Associazioni dei consumatori aderenti al progetto “Guarda che ti riguarda” del Ministero dello Sviluppo Economico venerdì 25 novembre alle 16,30 si terrà un incontro sulle pratiche commerciali scorrette.</p>
<p>L’iniziativa si svolgerà nella Sala del Circolo Acli Stella Maris a Savona in Corso Mazzini.</p>
<p>Tra gli argomenti trattati: pubblicità ingannevole, contratti irregolari ed estorti, garanzie post. vendita, recesso dai contratti, vendite via telefono ed internet, pratiche commerciali aggressive, costi e limiti del recesso commerciale, conciliazione.</p>
<p>Interverranno  Gian Luigi Taboga presidente onorario Assoutenti, Maria Laura Ragazzi Presidente Assoutenti e l’avvocato Lucrezia Novaro.</p>
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		<title>Crac agenzia &#8220;Liguriassicura&#8221; di Albenga, maxitruffa: fissata l&#8217;udienza preliminare</title>
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		<pubDate>Sat, 19 Nov 2011 07:04:08 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Savona</strong>. E&#8217; stata fissata per il 7 marzo 2012, davanti al giudice Fiorenza Giorgi, l&#8217;udienza preliminare per gli indagati del maxiraggiro nato attorno al crac dell’agenzia Liguriassicura di Albenga. Davanti al gup compariranno Angelo Parodi, 47 anni, di Borghetto, i figli Michael di 27 e Mattia di 21, la sua socia Sonia Albano, 42 anni, di Bordighera, Salvatore Galati, 32 anni, di Albenga, Maria Antonietta Galati, 47 anni, di Borghetto. All’avvocato albenganese Alessandro Cocco, 35 anni, invece, è contestato di aver trattenuto documentazione medica di una cliente.</p>
<p>Perfino le telecamere delle Iene, qualche mese fa, avevano inseguito a lungo Angelo e Michael Parodi, padre e figlio, che si erano accusati a vicenda di essere i protagonisti del colossale raggiro. Polizze Rc Auto false, a centinaia, forse più; un milione e mezzo di euro investiti in polizze vita, spariti nel nulla; il rischio per centinaia di automobilisti che hanno circolato per mesi, anni con i loro veicoli credendo di essere assicurati (e non lo erano). Una maxitruffa che gli inviati di Italia Uno avevano intitolato &#8220;Scappati con la cassa&#8221;.</p>
<p>Il &#8220;grosso&#8221; dell’inchiesta, per i soli capi d’imputazione, occupa 33 pagine la cui lettura è illuminante, ancorché prodotta &#8220;soltanto&#8221; dall’accusa. Ai sei indagati principali viene contestato, ad esempio, di aver falsificato i certificati d’iscrizione al club &#8220;Ruote d’Epoca Riviera dei Fiori&#8221; per ottenere assicurazioni a prezzi ridotti per inesistenti veicoli d’epoca. Il tutto per circa 250 assicurati. E’ forse, delle trentadue pagine di accuse, il reato più &#8220;lieve&#8221;.</p>
<p>Soltanto di premi incassati dai clienti e mai trasmessi alle varie compagnie assicurative per polizze Rc Auto, quindi, inefficaci, i Parodi &amp; C. sono accusati di aver intascato circa mezzo milione di euro, raggirando una novantina di assicurati e le stesse compagnie: Milano, Ergo, Quixa, Duomo, Fondiaria. Ma il &#8220;colpo grosso&#8221; sarebbe stato le polizze vita e gli investimenti. Qui le somme ricevute dai clienti variano dalle poche migliaia di euro a versamenti da 150-200 mila euro alla volta. Sommando i vari capi d’accusa si arriva a un milione e mezzo di euro.</p>
<p>Quanto all&#8217;avvocato ingauno Cocco, così precisa: &#8220;Ciò che in realtà è accaduto è che una cliente per la quale seguivo le pratiche inerenti due incidenti stradali, non reperendomi sul cellulare nel mese di agosto, periodo di sospensione feriale dei procedimenti giudiziari quindi per gli avvocati ferie, presentava denuncia qualificata quale appropriazione indebita di documentazione medica. Nel mese di settembre, preso contatto con detta cliente, chiarivo con la stessa la situazione e ricevevo conferma dell&#8217;incarico. Procedevo infatti alla definizione di una delle due pratiche ed instauravo azione giudiziaria per la seconda. La stessa cliente mi confermava la remissione della querela portata avanti dalla Procura in quanto procedibile d&#8217;Ufficio&#8221;. </p>
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		<title>Si finse finanziere per truffare famiglia di albergatori varazzini: 49enne condannato a 17 mesi</title>
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		<pubDate>Fri, 11 Nov 2011 14:51:36 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Olivia Stevanin</dc:creator>
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			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Varazze</strong>. Si è chiuso con la condanna di lui e l&#8217;assoluzione di lei il processo che vedeva a giudizio in tribunale a Savona una coppia, Tommaso Ciriello, 49 anni, e Liubov Lupachuk, originaria dell&#8217;Ucraina, che erano accusati di aver truffato una famiglia di albergatori varazzini nel maggio del 2005. Secondo l&#8217;accusa l&#8217;uomo, insieme alla sua compagna, era andato ad alloggiare nella pensione di Varazze, e fingendosi un ufficiale della guarda di finanza si era conquistato la fiducia dei titolari per poi riuscire a &#8220;spillargli&#8221; parecchie migliaia di euro.</p>
<p>Secondo quanto avevano raccontato le vittime del raggiro il falso finanziere (la compagna aveva detto di essere una veterinaria) aveva prima promesso, attraverso sue conoscenze, di poter trovare un impiego alle Poste Italiane al figlio dei gestori della pensione. Per convincerli i due avevano perfino mostrato una finta lettera delle Poste con relativo timbro. Per questo &#8220;favore&#8221; si erano fatti consegnare 500 euro. Poi avrebbero promesso di potergli fare acquistare, tramite asta giudiziaria, una villa ed avevano ottenuto un acconto di 54mila euro. Promesse che non erano state ovviamente mantenute e che avevano fatto scattare la denuncia per Ciriello e la compagna.</p>
<p>Questa mattina il giudice ha condannato l&#8217;uomo a un anno e 5 mesi di reclusione e 900 euro di multa per la truffa, mentre l&#8217;ha assolto per i reati di falsità materiale e contraffazione di pubblici sigilli (&#8220;perché il fatto non sussiste&#8221;). La donna è stata invece assolta &#8220;per non aver commesso il fatto&#8221; dalle accuse di truffa e &#8220;perché il fatto non sussiste&#8221; per l&#8217;altro capo d&#8217;imputazione.</p>
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