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	<title>IVG.it &#187; petizione</title>
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	<description>Le notizie dalla provincia di Savona</description>
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		<title>Cantieri Baglietto: raccolta firme di lavoratori e sindacalisti a Varazze</title>
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		<pubDate>Sat, 12 Nov 2011 13:35:37 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Varazze. Sindacalisti e lavoratori hanno avviato stamane una raccolta di firme a sostegno dei cantieri Baglietto di Varazze. LLa petizione...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Varazze</strong>. Sindacalisti e lavoratori hanno avviato stamane una raccolta di firme a sostegno dei cantieri Baglietto di Varazze. LLa petizione contiene la richiesta da inoltrare alla Regione Liguria affinché venga trovata una soluzione che possa garantire l&#8217;attività dei due cantieri di Varazze e di La Spezia, mantenendo però il marchio storico Baglietto.</p>
<p>“La procedura di concordato si prefiggeva come obiettivo minimo il mantenimento del marchio della Baglietto come unica società con due siti produttivi a Varazze e La Spezia. La situazione attuale vede allontanarsi questo obiettivo minimo con la separazione del marchio dal sito produttivo di Varazze e la trasformazione di quest’ultimo in semplice cantiere di refitting e rimessaggio. La perdita della produzione comporterà, per il sito di Varazze, un esubero di due terzi della forza lavoro sia diretta che indiretta” si legge nella petizione.</p>
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		<title>Vertenza Baglietto: a Varazze i dipendenti avviano una raccolta firme</title>
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		<pubDate>Fri, 04 Nov 2011 13:26:36 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Varazze. I dipendenti dei Cantieri Baglietto istituiranno sabato mattina, 5 novembre, in zona mercato, un presidio per raccogliere firme di...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Varazze.</strong> I dipendenti dei Cantieri Baglietto istituiranno sabato mattina, 5 novembre,  in zona mercato, un presidio per raccogliere firme di adesione e sostegno alla vertenza in corso, da inviare ai presidenti della Regione Liguria, Provincia di Savona e al sindaco di Varazze.</p>
<p>“La procedura di concordato si prefiggeva come obiettivo minimo il mantenimento del marchio della Baglietto come unica società con due siti produttivi a Varazze e La Spezia. La situazione attuale vede allontanarsi questo obiettivo minimo con la separazione del marchio dal sito produttivo di Varazze e la trasformazione di quest’ultimo in semplice cantiere di refitting e rimessaggio. La perdita della produzione comporterà, per il sito di Varazze, un esubero di due terzi della forza lavoro sia diretta che indiretta” si legge nella petizione.</p>
<p>“Esiste un’offerta da parte del gruppo Anteo interessato a mantenere l’attuale assetto produttivo del cantiere di Varazze ma tale offerta è subordinata, come le altre, alla certezza di ottenere il rinnovo delle concessioni demaniali per un periodo sufficiente ad ammortizzare gli investimenti necessari alla completa ripresa produttiva del cantiere”.</p>
<p>I cittadini e i lavoratori dei Cantieri Baglietto di Varazze   chiedono al comune di Varazze e alla provincia di Savona di impegnarsi per ottenere dalle società interessate all’acquisto le garanzie di mantenimento dell’attività produttiva nel cantiere di Varazze; all’assessore Fusco di portare avanti, come promesso nell’incontro pubblico del 15 giugno scorso, un confronto con l’agenzia del demanio per garantire la certezza dell’assegnazione di concessioni pluriennali all’imprenditore che effettuerà investimenti mirati alla ripresa produttiva del cantiere di Varazze; al presidente Burlando di garantire il rispetto degli impegni presi dalle istituzioni e di vigilare affinché le decisioni prese garantiscano l’interesse comune e non si riducano ad una mera spartizione di beni per favorire interessi privati” conclude la petezione.</p>
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		<title>Guasto ascensore: petizione con raccolta firme dei condomini dello stabile di Via Romagnoli</title>
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		<pubDate>Thu, 03 Nov 2011 15:33:32 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Savona. Una petizione con raccolta firme è stata inviata al presidente della Regione Liguria, Claudio Burlando, al Prefetto, al Procuratore...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Savona</strong>. Una petizione con raccolta firme è stata inviata al presidente della Regione Liguria, Claudio Burlando, al Prefetto, al Procuratore Capo di Savona, al sindaco Federico Berruti e all’amministratore unico di ARTE Savona, dagli inquilini dello stabile di via Romagnoli al civ 37,di proprietà dell’A.R.T.E di Savona. “Siamo avviliti e sconcertati,  nel  constatare un disinteresse totale da parte dell’A.R.T.E. nei confronti di alcuni che reclamano giustamente l’utilizzo dell’ascensore al piano settimo del civico 37 di via Romagnoli, cosa che non è loro concessa da un paio d’anni circa”.</p>
<p>“Il guasto è dovuto a una necessaria forzatura della porta al piano in questione, che ha permesso (nel 2009) ad alcune persone e bambini, che presi dal panico urlavano aiuto di essere liberati. Perché bloccati all’interno dell’ascensore e, non in grado di poter uscire in modo autonomo: cioè azionando la leva sblocca ascensore posta nel suo interno, in corrispondenza della serratura di chiusura automatica e per la posizione dell’ascensore bloccato tra i due piani, era inaccessibile. Causa difficoltà del tecnico nella riparazione (2009),della porta forzata: che non chiudendo in modo adeguato &#8216;non consentiva il normale utilizzo dell’ascensore&#8217;. Per un atto di responsabilità e di piena solidarietà , l’inquilino dell’interno 15 suggeriva al tecnico di escludere momentaneamente l’utilizzo dell’ascensore al suo piano, per consentire a tutti gli altri condomini ed in modo particolare ad una persona malata, costretta a muoversi su sedia a rotelle l’uso dell’ascensore in seduta stante.” proseguono i condomini.</p>
<p>“Pensiamo che questo bel gesto di solidarietà, debba essere valorizzato con un pronto intervento manutentivo che permetta anche agli interni 15 e 16 l’utilizzo dell’ascensore. Ci dispiacerebbe che questa nostra lettera cadesse nel nulla, come tutte le nostre richieste nei confronti dell’ufficio manutenzione fatte da parecchi di noi toccati dalla vicenda. Non vogliamo credere che dietro tutto ciò ci sia una ripicca verso quest’uomo solo perché ha sostenuto in prima persona la battaglia per ottenere dall’ A.R.T.E di Savona, questi  benedetti lavori di ristrutturazione, per risolvere una volta per tutte, l’atavico problema di degrado in cui si trovava lo stabile con  i civ. 29-31-33-35-37  di via Romagnoli. Neppure vogliamo pensare che ci sia un malfunzionamento dell’ufficio manutenzione gestito dal geom. Faroppa di cui noi cittadini gli paghiamo lo stipendio:essendo l’A.R.T.E un ente pubblico e non privato”.</p>
<p>“Qualunque siano i motivi noi inquilini del condominio numero 37 di via Romagnoli, come atto di solidarietà nei confronti delle persone abitanti al piano in questione, chiediamo un pronto intervento in modo da porre rimedio al riparo del guasto e far si che non ci siano ulteriori disagi nei confronti di onesti cittadini che pagano regolarmente le tasse esercitando il proprio dovere di solidarietà di cittadini responsabili. Senza dimenticare che pagano anche l’utilizzo dell’ascensore al proprio piano, fatto che da tanto tempo, molto tempo non gli viene più garantito” concludono gli inquilini.</p>
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		<title>Finale, 200 firme per chiedere pannelli scaccia-rumore per chi abita vicino alla A10</title>
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		<pubDate>Tue, 23 Aug 2011 09:45:11 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Finale L. È stata indetta nel mese scorso una raccolta firme sotto forma di petizione popolare tra gli abitanti e...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Finale L.</strong> È stata indetta nel mese scorso una raccolta firme sotto forma di petizione popolare tra gli abitanti e gli operatori economici di Finale Ligure nelle frazioni di Gorra e Perti per chiedere al Comune di finalese ed all’Autostrada dei Fiori di installare dei pannelli fonoassorbenti nel tratto ricompreso tra le galleria Rocca Carpanea e la galleria Bracciale.</p>
<p>Sono state già raccolte più di 200 firme ed è stata inviata una lettera ai due enti. &#8220;Il percorso autostradale A10 Savona-Ventimiglia nel tratto in oggetto &#8211; si legge nella missiva &#8211; corre vicino alle abitazioni e nei pressi di aree di alto interesse ricreativo – turistico, frequentate intensamente sia dalla popolazione residente che da numerosi fruitori delle aree nel tempo libero. La presenza del tracciato autostradale provoca un forte inquinamento acustico. Esistono tecnologie che, attraverso l’installazione di appositi pannelli fonoassorbenti, consentono di eliminare o comunque ridurre tale inquinamento acustico. I suddetti pannelli sono già stati installati in molti tratti dell’Autostrada dei Fiori con ottimi risultati. L’inquinamento acustico per il quale viene assunta la presente iniziativa consiste nella propagazione non solo laterale ma soprattutto verso l’alto delle emissioni inquinanti, pertanto sarebbe auspicabile l’installazione di pannelli che consentano l’eliminazione di entrambe le emissioni&#8221;.</p>
<p>&#8220;Il Comune di Finale Ligure, nella persona del sindaco e dell’assessore competente, quale ente esponenziale della propria comunità ha l’onere di farsi carico di rappresentare, nelle sedi opportune, le esigenze della comunità di riferimento &#8211; si legge ancora &#8211; A seguito di tale premessa si chiede: alla società Autostrada dei Fiori Spa di provvedere all’eliminazione o quanto meno alla riduzione dell’inquinamento acustico prodotto dal transito dei veicoli sull’autostrada dei Fiori Savona-Ventimiglia nel tratto ricompreso tra le galleria Rocca Carpanea e la galleria Bracciale mediante l’installazione di pannelli fonoassorbenti; al Comune di Finale Ligure di sostenere la presente iniziativa rappresentando nelle sedi istituzionali più opportune le esigenze manifestate dalle comunità finalesi&#8221;. I cittadini rimangono ora in attesa di una risposta.</p>
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		<title>Chiusura pronto soccorso di Albenga, Forza Nuova si oppone e avvia raccolta firme</title>
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		<pubDate>Fri, 08 Jul 2011 08:17:33 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Albenga. Anche Forza Nuova scende in campo in difesa dell&#8217;ospedale Santa Maria di Misericordia di Albenga. La segreteria provinciale del...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Albenga</strong>. Anche Forza Nuova scende in campo in difesa dell&#8217;ospedale Santa Maria di Misericordia di Albenga. La segreteria provinciale del movimento politico afferma: &#8220;In merito alla scellerata decisione della Giunta Regionale ligure di chiudere il Pronto Soccorso del Santa Maria della Misericordia di Albenga, ci opponiamo in maniera netta e radicale&#8221;.</p>
<p>&#8220;Il nucleo cittadino del Movimento, con la collaborazione della migliore società civile, già da questa mattina, comincerà una raccolta di firme per chiedere non solo il mantenimento del Pronto Soccorso ma anche di ripristinare il reparto maternità, al momento non funzionante, ma attrezzato e migliore di quello che i cittadini ingauni sono costretti ad utilizzare altrove&#8221; dicono dal Forza Nuova.</p>
<p>&#8220;Forza Nuova non può tollerare che una pessima gestione amministrativa, una preoccupante miopia politica e la non conoscenza del territorio ligure, che hanno fin da subito caratterizzato l’operato dell’assessore Montaldo, debba essere pagata con il taglio radicale dei servizi. Non è più ammissibile ne tollerabile che a pagare l’incapacità dei nostri amministratori di governare,  debbano essere sempre i cittadini ingauni, savonesi e liguri. Forza Nuova &#8211; conclude la nota della segreteria -, nel silenzio assordante di un centro destra perennemente in vacanza e di un centro sinistra complice delle scelte regionali, si conferma sempre più un Movimento sociale, vicino e attento alle esigenze dei cittadini, una forza serie e responsabile sempre più radicata sul territorio provinciale&#8221;.</p>
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		<title>Un migliaio di firme per la petizione “scaccia-cinghiali” della Cia</title>
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		<pubDate>Mon, 30 May 2011 07:21:24 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Savona. Un migliaio di firme in appena 25 giorni: la petizione della Confederazione Italiana Agricoltori di Savona per chiedere alla...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Savona</strong>. Un migliaio di firme in appena 25 giorni: la petizione della Confederazione Italiana Agricoltori di Savona per chiedere alla Provincia un nuovo sistema di controllo degli ungulati sul territorio sta facendo proseliti. </p>
<p>Si tratta di una petizione mossa dal mondo agricolo per allontanare i selvatici dai centri abitati e limitare i danni alle coltivazioni che sta suscitando discussioni e prese di posizioni anche interessanti negli ambienti dei cacciatori e degli stessi ambientalisti. “Noi apprezziamo chi critica in modo costruttivo riconoscendo che il problema esiste e non riguarda solamente i cinghiali ma in generale l’equilibrio dei nostri boschi nell’interesse di tutta la collettività – dichiara il presidente Aldo Alberto -. Certamente non condividiamo gli estremismi, da qualunque parte siano. Siamo pronti a discutere delle nostre proposte con chiunque abbia dubbi e voglia conoscere a fondo i contenuti presenti nella mozione, senza comunque perdere di vista le difficoltà di coloro che all’interno di aree a rischio devono svolgere la propria attività. Continueremo con la nostra iniziativa sperando che durante il percorso si arricchisca di un vero e pragmatico confronto. Ci rendiamo conto di aver toccato un punto dolente e spinoso da affrontare ma anche questo è il ruolo di un’associazione di categoria”.</p>
<p>La Cia chiede di passare da un semplice sistema venatorio ad un sistema di controllo con l&#8217;identificazione di aree “non vocate ai cinghiali”, ovvero zone specifiche in cui gli ungulati possano vivere ma dalle quali non possano sconfinare (come si cerca di attuare in altre regioni italiane come nell&#8217;appennino tosco-emiliano e in alcune zone del cuneese); l’approvazione di uno specifico piano di controllo provinciale che contempli zone a densità zero, il livello di densità in altre zone, l’autodifesa con l’attuazione di tutti i metodi necessari al contenimento, consentendo anche il meccanismo d’invito a singoli cacciatori sul fondo da chi non possiede il porto d’armi; consentire metodi di abbattimento come il tiro di appostamento anche notturno, gabbie e recinti di cattura; l’attivazione di un osservatorio permanente che verifichi con cadenze regolari le situazioni e le aree di crisi e meccanismi di responsabilizzazione dei cacciatori nella caccia ordinaria al cinghiale con verifiche dei risultati, prevedendo la rotazione delle zone di caccia, che non possono essere intese come patrimoni inamovibili, perché l’attività economica agricola non può essere messa sullo stesso piano di una attività del tempo libero.</p>
<p>&#8220;I cittadini che vogliono aderire alla sottoscrizione possono recarsi negli uffici della Confederazione Italiana Agricoltori delle sedi di Cairo Montenotte, Finale Ligure, Savona ed Albenga, dal lunedì al venerdì, dalle 8 alle 13&#8243;, ricorda la Cia.</p>
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		<title>“Cinghiali, la pazienza è finita”, petizione della Cia: “Nuovo sistema di controllo”</title>
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		<pubDate>Fri, 06 May 2011 08:40:08 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Savona.</strong> &#8220;Cinghiali, la pazienza è finita&#8221;. È questo il titolo della petizione lanciata dalla Confederazione Italiana Agricoltori di Savona, per allontanare la presenza dei cinghiali dai centri abitati, dire la parola fine ai danni causati dagli ungulati e salvaguardare l&#8217;incolumità degli automobilisti che sempre più spesso vivono incontri ravvicinati con questi animali.</p>
<p>“Negli ultimi 20 anni questa specie, oltre ad aver vissuto una forte ploriferazione, si è perfettamente adattata alle condizioni di vita dell&#8217;uomo tanto da spingersi fino ai centri abitati, non solo nei paesi dell&#8217;entroterra ma anche nelle cittadine della costa – dichiara il presidente Aldo Alberto – In questi anni, il sistema degli ambiti territoriali di caccia non è riuscito a limitare i selvatici sul territorio ma soprattutto a spingerli nei boschi per evitare che potessero nuovamente scendere a valle.  Il numero dei cacciatori è in costante calo e nonostante le aziende agricole si siano trasformate in veri e propri fortini con recinti e sbarramenti che necessitano di costose e continue manutenzioni, gli agricoltori che abbandonano le tradizionali coltivazioni ortive di interi versanti sono in costante aumento”. </p>
<p>“Su queste problematiche la Provincia si è impegnata e battuta, ma cercare di limitare e contenere il problema non ha dato i frutti sperati, e quando il fenomeno si ripropone porta con sé conseguenze sempre peggiori. Per trovare una soluzione rapida e definitiva bisogna ricominciare da zero, con l&#8217;attuazione di un nuovo sistema di controllo. Per questo motivo  siamo strettamente convinti che anche questa volta il nostro grido d&#8217;allarme sarà ascoltato.<br />
Il paesaggio rurale in cui viviamo non è quello di una semplice fantasia, ma un bene reale da tutelare, difeso costantemente dai coltivatori che non possono certo accettare che animali semiselvatici, incontrollati e reintrodotti mettano a repentaglio produzioni e redditi aziendali”, dichiara il vicepresidente Valtero Sparso.</p>
<p>Per risolvere definitivamente il problema, la Cia chiede di passare da un semplice sistema venatorio ad un sistema di controllo con l&#8217;identificazione di aree “non vocate ai cinghiali”, ovvero zone specifiche in cui gli ungulati possano vivere ma dalle quali non possano sconfinare (come si cerca di attuare in altre regioni italiane come nell&#8217;appennino tosco-emiliano e in alcune zone del cuneese); l’approvazione di uno specifico piano di controllo provinciale che contempli zone a densità zero, il livello di densità in altre zone, l’autodifesa con l’attuazione di tutti i metodi necessari al contenimento, consentendo anche il meccanismo d’invito a singoli cacciatori sul fondo da chi non possiede il porto d’armi; consentire metodi di abbattimento come il tiro di appostamento anche notturno, gabbie e recinti di cattura; l’attivazione di un osservatorio permanente che verifichi con cadenze regolari le situazioni e le aree di crisi e meccanismi di responsabilizzazione dei cacciatori nella caccia ordinaria al cinghiale con verifiche dei risultati, prevedendo la rotazione delle zone di caccia, che non possono essere intese come patrimoni inamovibili, perché l’attività economica agricola non può essere messa sullo stesso piano di una attività del tempo libero.</p>
<p>La petizione della Confederazione Italiana Agricoltori, per chiedere alla Provincia di Savona un nuovo sistema di controllo sui cinghiali che vada al di là dei tradizionali metodi venatori, ad oggi insufficienti per risolvere definitivamente il problema, partirà, domani, sabato 7 maggio da piazza Sisto IV a Savona, dove, dalle 9 alle 12.30, una delegazione di agricoltori sensibilizzerà la cittadinanza sui danneggiamenti causati dagli ungulati. La raccolta firme proseguirà il giorno successivo in piazza di Spagna a Finale Ligure, dalle 9.30 alle 20 e mercoledì 11 maggio, dalle 10 alle 12, nell&#8217;area del mercato di piazza Roma a Sassello, per proseguire nella stessa serata dalle 21 alle 23 nella sala consigliare di Celle Ligure.  Nelle giornate di giovedì 19 e 26 maggio, dalle 9 alle 12, gli agricoltori scenderanno nuovamente in piazza, rispettivamente nell&#8217;aree del mercato di Finale Ligure e Cairo Montenotte.  Inoltre, per l&#8217;intero mese di maggio i cittadini che vorranno aderire alla sottoscrizione potranno recarsi negli uffici della Confederazione Italiana Agricoltori delle sedi di Cairo Montenotte, Finale Ligure, Savona ed Albenga, dal lunedì al venerdì, dalle 8 alle 13.</p>
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		<title>Finale, depositate più di 8.400 firme per chiedere un nuovo canile: “E’ tempo di risposte”</title>
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		<pubDate>Fri, 06 May 2011 07:28:46 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Federica Pelosi</dc:creator>
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			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Finale L.</strong> Un plico di 8.439 firme piombato sulla scrivania del sindaco di Finale Ligure, Flaminio Richeri, e che ora sarà difficile ignorare. Sono quelle raccolte con la petizione indetta contro la chiusura del canile della cittadina rivierasca e per chiedere con forza l’avvio dei lavori per  la realizzazione della nuova struttura promessa da 7 anni, ma finita nelle sabbie mobili della burocrazia. &#8220;Un&#8217;opera della quale ancora una volta non si sa più niente e sulla quale è calato un imbarazzante silenzio&#8221;, incalzano i volontari del canile.</p>
<p>L’associazione “Elsa nata libera”, che da 20 anni gestisce la struttura per randagi, ha lanciato mesi fa il proprio “j’accuse” contro l’amministrazine Richeri colpevole, a detta dei volontari, dei ritardi accumulati per la costruzione del nuovo canile, peraltro in parte già progettato e finanziato. Da parte sua, il Comune ha fatto presente di aver ricevuto l’alt della Sovrintendenza che avrebbe chiesto alcune modifiche al progetto per autorizzare la costruzione del nuovo rifugio per i 4 zampe. Il risultato è che, dopo anni e anni, ancora oggi l’associazione si trova a dover operare in una struttura fatiscente e inadeguata alle esigenze dei suoi ospiti, senza peraltro avere ben chiari quali siano i motivi che bloccano di fatto il loro lavoro. </p>
<p>&#8220;In poco più di due mesi abbiamo raccolto 8.439 firme che testimoniamo quanto i Finalesi e gli abitanti dei comuni limitrofi ritengono estremamente importate il nostro lavoro che è naturalmente connesso alla costruzione di un nuovo canile &#8211; fanno sapere i volontari &#8211; Durante la consegna delle firme abbiamo voluto ricordare al Sindaco Flaminio Richeri con una nota l’importanza di questo atto, soprattutto per chi ha il compito di amministrare al meglio la sua città secondo il volere dei suoi concittadini: &#8216;Consegniamo a Lei signor Sindaco le preziose 8.439 firme da noi raccolte a testimonianza di quanto importante ed attesa sia la realizzazione del nuovo canile per tutta la comunità Finalese e non solo. Certi che saprà farne un buon uso la ringraziamo&#8217;&#8221;.</p>
<p>&#8220;Attendiamo ora una risposta concreta e possibilmente definitiva sui tempi per la realizzazione del nuovo canile che, ricordiamo è stato più volte promesso e non ha nessun tipo di impedimento né economico né burocratico; infatti l’amministrazione Richeri ha più volte dichiarato di avere a disposizione 300mila euro totali, sufficienti alla nuova costruzione e che tutti gli enti interessati hanno dato il loro benestare&#8221;, conclude l&#8217;associazione.</p>
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		<title>Pedofilia, nuova “stoccata” di Zanardi a Lupi: pronta la petizione per chiedere le sue dimissioni</title>
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		<pubDate>Tue, 25 Jan 2011 10:52:55 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Olivia Stevanin</dc:creator>
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			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Savona</strong>. &#8220;Pare proprio che l’Onnipotente sia indisposto nei confronti del vescovo Lupi, le sue dichiarazioni oramai durano poche settimane prima di essere smentite&#8221;. Inizia così l&#8217;ennesimo attacco frontale di Francesco Zanardi alla Diocesi di Savona. Il &#8220;grande accusatore&#8221; della curia di Savona spiega: &#8220;E&#8217; di oggi la notizia che la Procura della Repubblica sta chiudendo le indagini, e anche se la chiesa savonese, per molti reati si salverà grazie alla prescrizione, pare molto lontana la Sobrietà con la quale affrontava il Natale Lupi, e un tantino traballanti le sue ultime dichiarazioni fatte durante il te deum. Sembrerebbero diventare poco attendibili anche le varie dichiarazioni pubbliche dei vari sacerdoti e degli educatori, che fino a ieri usavano la frase ultimamente molto in voga tra il clero &#8216;non ho mai avuto sentore&#8217;&#8221;.</p>
<p>Insieme a Zanardi, in questa battaglia, ci sono anche Alessandro Pennestri e Roberto Nicolick. I tre raccontano: &#8220;Il mese di febbraio sarà comunque caldo per il vescovo Lupi, al massimo mercoledì prossimo consegneremo la petizione di firme nella quale chiediamo le dimissioni di Lupi, cominciata da qualche mese e arrivata oggi a raccoglierne qualche migliaio. Nel cofanetto, oltre alle firme, forniremo gli audio che il vescovo non ha mai voluto sentire, le lettere di varie vittime e un video messaggio che stiamo realizzando e che renderemo successivamente pubblico. Una sorta di curriculum del vescovo Lupi al quale attribuiamo la codardia di non essere voluto intervenire&#8221;.</p>
<p>&#8220;Un rimprovero costruttivo va anche ai sacerdoti di questa diocesi con l’invito a rivedere il proprio ruolo, anche di educatori che negli ultimi decenni pare essere venuto meno dando esempio di omertà, che ha colpito l’intera comunità. Ci auguriamo che il vescovo comprenda che la diocesi di Savona, in questo momento ha bisogno di persone responsabili, che affrontino con umiltà ed umanità quello che probabilmente hanno nascosto troppo a lungo, quello che ben quattro vescovi savonesi non sono stati capaci di risolvere, facendo pagare le conseguenze a dei bambini innocenti&#8221; concludono Zanardi, Pennestri e Nicolick .</p>
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		<title>Finale: petizione di 50 cittadini contro lo spostamento del Cupa</title>
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		<pubDate>Wed, 22 Dec 2010 14:07:10 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Finale.</strong> Sono circa una cinquantina i finalesi che hanno firmato la petizione indirizzata al sindaco di Finale Ligure Flaminio Richeri e al direttore generale dell&#8217;Asl2 di Savona Flavio Neirotti.</p>
<p>Il motivo riguarda il possibile spostamento del centro prelievi per analisi dall&#8217;attuale sede di Via Ruffini verso un&#8217;altra sede molto decentrata in Via della Pineta.</p>
<p>I firmatari della petizione chiedono che “vengano attuati tutti i provvedimenti necessari affinché lo spostamento non avvenga in quanto il provvedimento causerebbe gravi disagi specialmente per gli anziani”.</p>
<p>“La sede che è stata restaurata e attrezzata con notevoli spese soltanto nel 2006. Se sono necessari alcuni lavori di miglioria, perché questi non vengono eseguiti in modo da mantenere il centro Prelievi nel contesto urbano? Perché creare un allarme  nella popolazione? Salire agli ambulatori di Via della Pineta, in collina e lontano dal centro urbano, sarebbe un grosso disagio specialmente per la popolazione anziana in genere sprovvista di auto e che, tra l’altro, necessita purtroppo con frequenza maggiore di analisi cliniche. Il disagio poi si moltiplica per il necessario utilizzo di mezzi di trasporto pubblici, con costi aggiuntivi e un maggiore dispendio di tempo, tenuto conto che ogni analisi richiede ben tre viaggi: uno per la prenotazione, uno per il prelievo del sangue e il terzo per il ritiro del referto” scrive il portavoce dei verdi finalesi Gabriello Castellazzi.</p>
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		<title>Urla, schiamazzi e atti di vandalismo a Finale: &#8220;sos&#8221; dei cittadini</title>
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		<pubDate>Thu, 29 Jul 2010 08:44:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Finale Ligure</strong>. Urla, schiamazzi, atti osceni in luogo pubblico, atti di vandalismo: alcuni cittadini finalesi non ne possono più, e hanno così scritto al sindaco per sottoporgli la situazione in cui si trova il centro storico di Finalmarina.</p>
<p>&#8220;Non vorremmo che il centro storico fosse considerato terra di nessuno &#8211; scrive una trentina di firmatari della lettera recapitata alle autorità competenti -. Nonostante le nostre continue segnalazioni continuano, da parte di gruppi di giovani, schiamazzi, molestie, danneggiamenti a beni pubblici e atti osceni in luogo pubblico, sia di notte che di giorno, tra vico Bardineto e le aree realizzate sull&#8217;ex cinema Vittoria. Non ne possiamo più, anche perchè di fronte alle nostre richieste di una maggiore tranquillità si viene insultati con ogni volgarità. Un paese civile non può tollerare simili comportamenti. Confidiamo in un sollecito intervento&#8221;.</p>
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		<title>&#8220;Celle è Tua&#8221;: raccolta firme per prolungamento dell&#8217;orario dell&#8217;ufficio postale</title>
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		<pubDate>Thu, 20 May 2010 10:57:24 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[A Celle Ligure è nato il movimento civico &#8220;Celle è Tua&#8221; il cui scopo è quello di promuovere la partecipazione...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>A <strong>Celle Ligure</strong> è nato il movimento civico &#8220;Celle è Tua&#8221; il cui scopo è quello di promuovere la partecipazione di tutti i cellesi alla vita politica, sociale, amministrativa e culturale della città, prescindendo da qualsiasi approccio ideologico.</p>
<p>La prima iniziativa del movimento è una raccolta firme aperta a tutti i cittadini per presentare una petizione all&#8217;ufficio Postale Centrale volta a garantire un prolungamento dell&#8217;orario di apertura nei mesi estivi. Sarà possibile sottoscrivere la petizione presso il banchetto che sarà presente in via Boagno vicino all&#8217;ingresso del Comune venerdì 21 maggio dalle ore 9.30 alle 12.00, sabato 22 maggio dalle ore 9.30 alle 12.00 e dalle 15.00 alle 18.00 e domenica 23 maggio dalle ore 9.30 alle 12.00 e dalle 15.00 alle 18.00.</p>
<p>Inoltre, è possibile sottoscrivere la petizione in ogni momento presso i seguenti esercizi commerciali: M&#8217;ama Cafè, Solo Pizza ai Piani, Hotel Adriana, Edicola via Colla, Celle Servizi.</p>
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		<title>Da Noli a Finalborgo: frane, e &#8220;grane&#8221;, che mettono alla prova i cittadini</title>
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		<pubDate>Tue, 18 May 2010 08:46:56 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Federica Pelosi</dc:creator>
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			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Finale Ligure.</strong> L&#8217;eco della notizia sulla vicenda di via Belvedere a Noli, che vede sul banco degli imputati tecnici e amministratori politici accusati di non aver saputo impedire che si verificasse la frana che, nel dicembre 2009, ha portato allo sgombero di 26 alloggi, è arrivata anche in via Becchignolo, a Finalborgo. Qui, lo scorso 4 maggio, uno smottamento di parte della collina ha portato all&#8217;evacuazione di 4 famiglie (una sola di queste residente fissa) che, pur essendo potute ritornare a casa proprio in queste ore, continuano però a lamentare problemi.</p>
<p>Via Becchignolo è interessata da due anni dai lavori in corso nell’ex conceria di Finalborgo che verrà completamente demolita e trasformata in abitazioni e attività commerciali. Lavori che, con tutta probabilità, hanno causato la frana dei primi di maggio. Non esistono qui documenti che dimostrino la pericolosità di quelle attività nell&#8217;area, però vi sono numerose segnalazioni e lamentele, scritte nere su bianco dai cittadini che, per due anni, hanno subito disagi a causa del &#8220;cantiere-lumaca&#8221;. Uno degli abitanti della zona ci fa vedere la petizione che una trentina di persone ha inviato all&#8217;amministrazione comunale nel tentativo di far sentire la propria voce. E&#8217; datata 17 novembre 2008 e con essa si chiedeva la riapertura di via Becchignolo e via delle Fabbriche chiuse da tempo nonostante i lavori nel cantiere fossero fermi e nonostante ciò creasse forti problemi ai cittadini. &#8220;Sa qual è stato l&#8217;unico risultato della petizione? &#8211; ci racconta un residente -. Che la strada è stata riaperta il sabato e la domenica tenedoci prigionieri per il resto della settimana. E guardi alla fine quali sono i risultati: una frana e nuovi disagi&#8221;.</p>
<p>Ora i lavori di messa in sicurezza vanno avanti ma i residenti hanno paura. &#8220;Sì &#8211; conferma il nostro interlocutore -. Anche perchè  sulla strada, dove erano state chiuse delle crepe con il cemento nel tentativo di verificare ulteriori movimenti del terreno, si sono riformati altri &#8216;strappi&#8217;: segno, questo, che il movimento c&#8217;è stato eccome. Non ci sentiamo così sicuri insomma. Ora vogliamo accedere agli atti, vedere come è stato concepito il progetto, se ci sono le autorizzazioni del caso. Siamo davvero stanchi. Abbiamo subito per anni un cantiere che lavorava a singhiozzo negli orari più assurdi, abbiamo sopportato provvedimenti come la chiusura delle strade che portano alle nostre abitazioni, costringendoci a fare il giro del mondo per arrivare a casa. Adesso vogliamo capire di chi sia la colpa. Quello che è accaduto a Noli è grave, ma anche qui la situazione, seppur in parte diversa, genera a noi residenti grossi grattacapo&#8221;.</p>
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		<title>Finalpia, una petizione per salvare l&#8217;antico uliveto terrazzato</title>
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		<pubDate>Fri, 05 Feb 2010 15:13:24 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Una petizione, firmata da cittadini, residenti e non, costituitisi in un comitato spontaneo, per salvare l&#8217;antico uliveto terrazzato di Val...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Una petizione, firmata da cittadini, residenti e non, costituitisi in un comitato spontaneo, per salvare l&#8217;antico uliveto terrazzato di Val Pia è stata presentata al Consiglio Comunale di Finale. L&#8217;uliveto rischia infatti di essere cancellato per fare spazio a garage e parcheggi.</p>
<p>Secondo i firmatari della petizione questo sarebbe un grosso errore per questo chiedono al Comune di impegnarsi, se necessario, ad apportare una modifica al PUC e a stipulare una convenzione con la proprietà per destinare il sito alla formazione di un parco ambientale senza mutarne la tradizionale destinazione d&#8217;uso.</p>
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		<title>Carbuta, petizione per ripristinare il suono delle campane</title>
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		<pubDate>Thu, 28 Jan 2010 16:35:12 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Felix Lammardo</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Calice Ligure. In questi giorni è stata inviata al vescovo della diocesi di Savona &#8211; Noli, Vittorio Lupi, al sindaco...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Calice Ligure</strong>. In questi giorni è stata inviata al vescovo della diocesi di Savona &#8211; Noli, Vittorio Lupi, al sindaco di Calice Ligure e al parroco di Carbuta, la raccolta di firme effettuata dai parrocchiani per ripristinare il suono delle campane e i rintocchi delle ore per tutte le 24 ore della giornata. Le campane erano state zittite nelle ore notturne più di due anni fa, in circostanze anomale senza raccolta di firme né lamentele scritte.</p>
<p>&#8220;Noi parrocchiani di Carbuta &#8211; spiega uno dei promotori della petizione &#8211; speriamo che il nostro sindaco di Calice Ligure, seguendo quanto a fatto il sindaco di Sassello, dia nuovamente i rintocchi alle nostre campane&#8221;.</p>
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