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	<title>IVG.it &#187; frode</title>
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	<description>Le notizie dalla provincia di Savona</description>
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		<title>Contachilometri truccati: dopo i “furbetti” di Andora, nel mirino un autosalone ingauno</title>
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		<pubDate>Thu, 13 Oct 2011 07:46:33 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Albenga. Nella serata di ieri il programma televisivo &#8220;Le Iene&#8221; ha mandato in onda un servizio molto movimentato legato alla...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Albenga.</strong> Nella serata di ieri il programma televisivo &#8220;Le Iene&#8221; ha mandato in onda un servizio molto movimentato legato alla indagini in corso dei carabinieri di Andora sul mondo degli autosaloni, meccanici ed elettrauto compiacenti che riducono i chilometri delle auto in vendita alterandone i contachilometri.</p>
<p>E proprio ieri mattina i militari dell&#8217;Arma hanno scoperto un’autofficina di Albenga che “sconta” i chilometri e, dopo aver fatto una perquisizione, hanno sequestrato tutta l’attrezzatura necessaria per manomettere i contachilometri delle auto usate: apparecchi per la riprogrammazione dei quadri di bordo digitali, hard disk, computer, software per riprogrammazione quadri di bordo digitali, contachilometri digitali, documentazione ed istruzioni relative alla riprogrammazione dei quadri di bordo Il proprietario dell’officina albenganese è stato così denunciato per concorso nel reato di frode nell’esercizio del commercio. </p>
<p>Stessa sorte era toccata giorni fa ad altri tre &#8220;furbetti degli autosaloni&#8221; (due titolari e un meccanico), questa volta della zona di Andora, che sottraevano dai 30 ai 190 mila chilometri al conteggio effettivo della strada percorsa dalle vetture in vendita. Otto le auto trattate, mentre sono in corso accertamenti su un&#8217;altra quarantina.</p>
<p>Tra i casi più eclatanti c&#8217;era quello di un Mercedes CLK Coupè 200 Kompressor, immatricolato nell’anno 2002 il cui chilometraggio all’atto del controllo dei carabinieri era pari a 92.020 km mentre la documentazione attestava che quello effettivamente raggiunto era pari a 140.000 km, per un totale di 48.000 chilometri in meno. L’altro mezzo “taroccato” era un Mercedes Clk Coupè, immatricolata nell’anno 2003, il cui chilometraggio rilevato dal mezzo in esposizione era pari a 129.202 km, mentre la documentazione attestava che quello effettivamente raggiunto era pari a 200.000 chilometri circa. Quindi la macchina è stata “chilometrata” di circa 70.000 chilometri. </p>
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		<title>Autosaloni che truccavano il chilometraggio delle macchine in vendita: tre denunce</title>
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		<pubDate>Sat, 08 Oct 2011 08:55:41 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Alassio/Andora.</strong> Contachilometri manomessi per rendere le auto più appetibili per i potenziali acquirenti. I carabinieri di Alassio e Andora hanno smascherato così i &#8220;furbetti degli autosaloni&#8221; che sottraevano dai 30 ai 190 mila chilometri al conteggio effettivo della strada percorsa dalle vetture in vendita. Le denunce riguardano due titolari di autosaloni della Riviera e un meccanico per il reato di frode in commercio e arrivano alla conclusione di un&#8217;indagine partita a luglio.</p>
<p>Le auto che venivano “trattate” da un meccanico compiacente erano tutte di grossa cilindrata, con pochi anni di &#8220;vita&#8221; e, di conseguenza, dal costo molto elevato. La scrupolosa attività d’indagine posta in essere dai carabinieri è consistita in due fasi distinte. In una prima fase i militari dell&#8217;Arma si sono recati all’autosalone e hanno annotato i dati riportati dal contachilometri delle autovetture in esposizione. Nella seconda fase, hanno invece sentito tutti i precedenti proprietari ai quali hanno chiesto il totale dei chilometri percorsi all’atto della vendita del mezzo, il tutto corroborato da documentazione riguardante i tagliandi effettuati prima della vendita. Il risultato finale è stato che alcune autovetture riportavano, all’atto del controllo, circa 50.000 km in meno rispetto a quelli effettivamente percorsi.</p>
<p>C&#8217;è ad esempio il caso di un Mercedes CLK Coupè 200 Kompressor, immatricolato nell’anno 2002 il cui chilometraggio all’atto del controllo dei carabinieri era pari a 92.020 km mentre la documentazione attestava che quello effettivamente raggiunto era pari a 140.000 km, per un totale di 48.000 chilometri in meno. L’altro mezzo &#8220;taroccato&#8221; era un Mercedes Clk Coupè, immatricolata nell’anno 2003, il cui chilometraggio rilevato dal mezzo in esposizione era pari a 129.202 km, mentre la documentazione attestava che quello effettivamente raggiunto era pari a 200.000 chilometri circa. Quindi la macchina è stata “chilometrata” di circa 70.000 chilometri.</p>
<p>Allo stato attuale i carabinieri hanno individuato 8 auto “trattate” le quali hanno subito una variazione illecita che varia da 30.000 a quasi 200.000 chilometri e nei giorni scorsi, a seguito di perquisizione, sono state sequestrate quattro autovetture ancora in esposizione negli autosaloni.</p>
<p>Sono in corso ulteriori accertamenti su una quarantina circa di altri veicoli, anche commerciali, precedentemente venduti, nonché su altri esposti in vendita presso gli autosaloni.</p>
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		<title>Maxi evasione con fatture fittizie, titolare di autosalone genovese a giudizio</title>
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		<pubDate>Fri, 06 May 2011 14:48:18 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Olivia Stevanin</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Savona. In tre anni, dal 2004 al 2005, avrebbe emesso fatture fittizie per importi superiori ai due milioni di euro...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Savona</strong>. In tre anni, dal 2004 al 2005, avrebbe emesso fatture fittizie per importi superiori ai due milioni di euro al fine di detrarre indebitamente l&#8217;iva per un totale di circa mezzo milione di euro. Per questa ragione il titolare di un autosalone di Arenzano, Mario N, di 52 anni, è finito a giudizio con l&#8217;accusa di dichiarazione fraudolenta mediante uso di fatture o altri documenti per operazioni inesistenti.</p>
<p>Il procedimento è di competenza del Tribunale di Savona visto che le dichirazioni dei redditi &#8220;incriminate&#8221; sono state presentate a Savona. Questa mattina sono stati ascoltati i primi testimoni e il processo è stato poi rinviato al prossimo 14 ottobre.</p>
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		<title>Frode per l’appalto ascensori al Santa Corona: martedì sentenza per i nove imputati</title>
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		<pubDate>Thu, 07 Apr 2011 16:21:49 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Federico De Rossi</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Pietra Ligure. Arriverà martedì prossimo la sentenza nel processo che vede nove persone accusate di turbata libertà degli incanti, falsità...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Pietra Ligure.</strong> Arriverà martedì prossimo la sentenza nel processo che vede nove persone accusate di turbata libertà degli incanti, falsità ideologica e truffa, tutti in concorso e a vario titolo, per l&#8217;appalto triennale relativo alla gestione e manutenzione degli ascensori dell&#8217;ospedale Santa Corona di Pietra Ligure, avvenuto nel 2007.</p>
<p>P.C., D.G., P.L., G.B., F.F., D.L., A.R., A.L., G.D., queste le inziali degli imputati con incarichi dirigenziali nelle aziende facenti capo al gruppo alla Sieleva Spa.</p>
<p>Nel mirino dell&#8217;accusa l&#8217;assenza di situazioni di controllo tra il gruppo di imprese partecipanti al bando di gara controllate in realtà da un medesimo gruppo imprenditoriale specializzato nella produzione e manutenzione di ascensori e montacarichi. Le imprese avevano presentato importi simili con un ribasso percentuale sull&#8217;elenco prezzi tra il 23% ed il 23,8%, in modo tale da orientare la scelta ed escludere di fatto sei delle società che avevano presentato offerte con ribassi molto più contenuti, così la Sieleva Spa si era aggiudicata in maniera fraudolenta il bando di gara per un valore di oltre 450 mila euro.<br />
La sorta di &#8220;cartello interno&#8221; sull&#8217;offerta vede come parti lese lo stesso ospedale Santa Corona e altre dieci aziende che avevano preso parte al bando. Da una di loro era partita la denuncia che aveva fatto scattare le indagini della Guardia di Finanza e la relativa inchiesta sulla frode in pubbliche forniture per gli ascensori del Santa Corona.</p>
<p>Questa mattina presso il Tribunale di Savona si è svolto l&#8217;udienza preliminare davanti al gup Donatella Aschero. Per l&#8217;accusa il pm della Procura Danilo Ceccarelli che ha chiesto una condanna per tutti gli imputati, mentre dai legali difensori dei nove imputati è arrivata la richiesta di assoluzione per i loro assistiti.</p>
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		<title>Truffe ai danni dell’Unione Europea: in manette anche un savonese</title>
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		<pubDate>Fri, 03 Dec 2010 11:20:55 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Anche un operatore agrituristico savonese è finito nel mirino dei Nuclei Antifrodi dei Carabinieri nel corso di un’operazione straordinaria di...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Anche un operatore agrituristico savonese è finito nel mirino dei Nuclei Antifrodi dei Carabinieri nel corso di un’operazione straordinaria di controllo del settore agroalimentare sviluppata dai Nuclei di Parma, Roma e Salerno nell’imminente periodo delle festività. L’attività di verifica ha riguardato, tra le altre cose, l’azione di contrasto alle frodi e alle truffe in danno dell’Unione Europea, con la denuncia di 56 soggetti economici e l’accertamento di oltre 650.000 euro di contributi comunitari illegalmente percepiti negli aiuti alle produzioni agricole.  Il savonese è stato così deferito in stato di libertà  per aver  usufruito di aiuti comunitari non osservando  gli adempimenti della normativa di settore. </p>
<p>I Nuclei Antifrodi Carabinieri hanno proceduto a segnalare 22 soggetti economici alla Corte dei Conti per il recupero del danno erariale e agli organismi pagatori per la sospensione dei contributi. I controlli proseguiranno nel periodo delle festività soprattutto per tutelare i consumatori dalle frodi nella commercializzazione dei prodotti alimentari irregolari (tipo lio trattato alla clorofilla,  falso olio extra vergine di oliva servito nei ristoranti, formaggi falsamente indicati come DOP, alimenti in cattive condizioni e scaduti di validità, tutti oggetto di un imponente sequestro per oltre 44.000 kg). Ogni situazione illecita potrà essere segnalata dal cittadino al numero verde 800 020 320 del Comando Carabinieri Politiche Agricole e Alimentari.</p>
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		<title>Alassio, l&#8217;Ufficio edilizia privata del Comune scopre frode di impresa edile cuneese</title>
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		<pubDate>Sat, 14 Aug 2010 10:01:58 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Alassio</strong>. L&#8217;attività irregolare di un&#8217;impresa edile con sede nel cuneese è stata scoperta grazie ad una serie di controlli incrociati con la cassa edile di Cuneo e l&#8217;Ufficio edilizia privata del Comune di Alassio. La ditta lavorava in alcuni cantieri edili cittadini e produceva al Comune il Documento Unico di Regolarità Contributiva dell&#8217;impresa falso.</p>
<p>Immediata è scattata la denuncia alla Procura della Repubblica di Cuneo, competente per territorio, e la segnalazione al Comando Carabinieri dell&#8217;ispettorato del lavoro di Savona. Sempre i tecnici dell&#8217;Ufficio edilizia privata del Comune di Alassio hanno effettuato diversi controlli svolti con la collaborazione del personale della Polizia Municipale nel maxi cantiere di località Due Vie, sulla collina di Alassio, e nel cantiere aperto per l&#8217;intervento per la copertura di un immobile di via Don Minzoni.</p>
<p>In collaborazione con l&#8217;ARPAL sono poi stati effettuati una serie di accertamenti sul materiale di scavo del cantiere edile in via Mameli e nei giorni scorsi di quello di via Pera, dove sono in corso scavi per la realizzazione di box. In questo caso sarebbero emersi problemi per quanto riguarda il corretto iter autorizzativo per lo smaltimento delle rocce e terre da scavo, tassativamente regolamentato dal codice ambientale.</p>
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		<title>Alassio, &#8220;Operazione Poseidon&#8221;: denunciati ristoratori di Ceriale e Loano</title>
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		<pubDate>Sat, 20 Mar 2010 08:44:06 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Alassio. Pesce surgelato spacciato per pesce fresco e prodotti ittici di scarsa qualità, come ad esempio lo squalo merigio, venduti...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Alassio.</strong> Pesce surgelato spacciato per pesce fresco e prodotti ittici di scarsa qualità, come ad esempio lo squalo merigio, venduti come specie ittiche di maggior pregio.</p>
<p>Sono solo alcuni risultati dell&#8217;operazione denominata “Poseidon”, di vigilanza e controllo della pesca marittima lungo l’intera filiera ittica, a cui ha partecipato il personale delle Capitanerie di Porto di Genova, La Spezia, Savona, Imperia, San Remo, Alassio, Santa Margherita Ligure e degli Uffici Marittimi minori . Sono stati svolti 34 controlli in mare, con l’ausilio di motovedette, nei confronti di pescatori sia professionali sia sportivi, e 276 controlli a terra con l’intervento di appositi nuclei ispettivi.</p>
<p>Nel solo circondario di Alassio sono stati effettuati 17 controlli tra ristoranti, alberghi e punti vendita, a seguito dei quali i militari della Guardia Costiera di Alassio coordinati dal Capitano Luca Sammuri hanno denunciato due ristoratori operanti nei comuni di Ceriale e Loano per frode nell’esercizio del commercio (art. 515 Codice Penale) per i motivi sopra esposti. Tuttavia già da tempo i militari di Alassio hanno intensificato i controlli, sia in mare che lungo la filiera commerciale, al fine di reprimere qualunque comportamento illecito a danno dei consumatori o degli stessi operatori del settore, come dimostrano la recente denuncia a carico di un ristoratore operante nel Comune di Andora (sanzionato per frode nell’esercizio del commercio) e il verbale amministrativo di € 1166 elevato nei confronti di un altro ristoratore di Borghetto S.S.</p>
<p>&#8220;Nel corso dell’operazione complessa fortunatamente non sono emersi casi di particolare rilevanza o peculiarità &#8211; precisa il capitano Luca Sammuri, Comandante dell’Ufficio Circondariale Marittimo di Alassio &#8211; ma è intenzione di questo Comando, alla luce delle ultime truffe alimentari scoperte, intensificare la già proficua attività di vigilanza al fine di tutelare sempre più il consumatore finale. Tuttavia si è riscontrato un sensibile calo degli illeciti in materia di etichettatura e tracciabilità dei prodotti, risultato del proficuo lavoro condotto dal personale del Circomare che ha fatto innalzare l’allerta e l’attenzione degli operatori del settore per queste tematiche&#8221;.</p>
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		<title>Savona, frode verso la pubblica amministrazione: assolto</title>
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		<pubDate>Sat, 12 Dec 2009 06:50:43 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Savona. Un ingegnere genovese, Paolo Noce, di 47 anni, è stato assolto ieri in tribunale dall&#8217;accusa di frode verso la...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Savona</strong>. Un ingegnere genovese, Paolo Noce, di 47 anni, è stato assolto ieri in tribunale dall&#8217;accusa di frode verso la pubblica amministrazione perché &#8220;il fatto non sussiste&#8221;. L&#8217;uomo era stato accusato di aver utilizzato, nel marzo 2003, per il ripascimento di un pennello sulla spiaggia dei Piani di Celle, massi naturali non compatibili.</p>
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		<title>Albenga, frode in commercio: denunciato ristoratore</title>
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		<pubDate>Tue, 03 Nov 2009 08:02:08 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Felix Lammardo</dc:creator>
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			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Albenga</strong>. Durante un normale controllo di routine gli uomini della capitaneria di porto di Alassio si sono avveduti di due irregolarità in un ristorante di Albenga. Nel menu non era indicato l&#8217;utilizzo di pesce surgelato e parte di quello trovato non aveva la documentazione prevista dalla legge. Sarebbe stato infatto acquistato da pescatori dilettanti, al di fuori dei canali legali.</p>
<p>Il titolare è stato immediatamente denunciato per frode in commercio. Per il protagonista della vicenda, in quanto incensurato, si apre la possibilità di una sospensione del provvedimento.</p>
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		<title>Web, falsi preventivi per truffare albergatori</title>
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		<pubDate>Fri, 23 Oct 2009 08:57:13 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Finale L</strong>. Sembra una normale richiesta di preventivo di spesa ma, in realtà, è l&#8217;ingeniosa copertura di una truffa. A segnalarla è un albergatore di Finale che, pochi giorni fa, ha ricevuto quella che sembrava una normalissima mail di richiesta informazioni: &#8220;Salve, la presente per richiedere un preventivo, l&#8217;offerta comprende pernottamento e prima colazione. In allegato si troverà il format usato dalla scrivente azienda riservato alla prenotazione Hotel&#8221;. Una mail di ordinaria amministrazione per una struttura ricettiva se non fosse per la richiesta del fantomatico cliente di rimandare il preventivo via fax. Proprio in questo meccanismo scatta la truffa perché il numero a cui spedire la documentazione inizia per 178.</p>
<p>Centosettantotto, ovvero la tipologia di numeri che costano parecchi cent al minuto (sul web si parla di circa 27 centesimi per arrivare ad un massimo di 60). Considerando poi che il format allegato alla mail del richiedente è lungo nove pagine è facile capire che, con molti modelli di fax, si impiegano parecchi minuti a spedirlo e, magari, la linea cade costringendo l&#8217;albergatore a fare più di un tentativo. Ventisette centesimi al minuto potrebbero sembrare pochi ma, moltiplicati per centinaia di strutture alberghiere che non si accorgono di essere stati raggirati e inviano il fax, diventano una bella somma.</p>
<p>In rete, fortunatamente, la truffa è già stata smascherata e, digitando nei motori di ricerca il nome di questo fantomatico &#8220;Mario Cucunato&#8221; dell&#8217;azienda &#8220;Scaglione Group&#8221;, escono numerosi avvertimenti del carattere fraudolento di tale richiesta di preventivo spese. I nomi e i recapiti forniti nella mail risultano tutti inesistenti e addirittura il CAP indicato non corrisponde a quello dove dovrebbe aver sede la ditta. Forse con un pochino di attenzione si riesce ad intuire che ci si trova davanti ad una truffa ma, certamente, inviando questa email a migliaia di hotel, agriturismi e agenzie di viaggio in molti sono stati raggirati.</p>
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		<title>Savona, prelievi fraudolenti in uffici postali: arrestati ad Imperia</title>
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		<pubDate>Fri, 09 Oct 2009 12:26:15 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Liguria.Si estendono anche agli uffici postali delle province di Savona, Genova e Sondrio i prelievi fraudolenti, per diverse migliaia di...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Liguria</strong>.Si estendono anche agli uffici postali delle province di Savona, Genova e Sondrio i prelievi fraudolenti, per diverse migliaia di euro, messi a segno dai due giovani romeni, Marian Enache, 27 anni e Virginia Lupu, di 22, arrestati nei giorni scorsi dalla Polizia Postale di Imperia, con le accuse di truffa in concorso e detenzione di documenti falsi. L&#8217;indagine ha permesso di smascherare una singolare truffa, consistente nella falsa vendita online di automobili, a prezzi assai vantaggiosi, per la cui conclusione dell&#8217;affare si chiedeva di effettuare un vaglia veloce di alcune migliaia di euro, intestato allo stesso acquirenti o a un personaggio a lui vicino, per verificare le sue disponibilita&#8217; economiche.</p>
<p>A quel punto i malviventi chiedevano gli estremi del vaglia, tra cui la parola chiave e si recavano alle Poste, in teoria, soltanto per verificare la disponibilità; in realtà prelevando i soldi, sparendo nel nulla. A margine della stessa inchiesta è stato denunciato anche un altro romeno: C.B., di 20 anni. Oggi, intanto, il gip del tribunale di Sanremo ha convalidato il loro arresto in carcere.</p>
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		<title>GdF scopre frode ai danni di Ue, Stato e Regione: bloccati i beni dei denunciati</title>
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		<pubDate>Thu, 08 Oct 2009 10:42:45 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Savona. Dopo complesse ed articolate indagini, i militari del nucleo di polizia tributaria della guardia di finanza di Savona, hanno...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Savona</strong>. Dopo complesse ed articolate indagini, i militari del nucleo di polizia tributaria della guardia di finanza di Savona, hanno scoperto una frode per il conseguimento di erogazioni pubbliche, ai danni della Comunità Europea, dello Stato e della Regione Liguria. Le indagini, coordinate dalla dottoressa Chiara Paolucci, il Sostituto Procuratore della Repubblica presso il Tribunale di Savona, hanno permesso di portare alla luce un ingegnoso meccanismo truffaldino che ha consentito agli indagati di conseguire indebiti finanziamenti per oltre un milione e 500 mila euro ai danni dell&#8217;AGEA (Agenzia per le erogazioni in agricoltura) destinati alla realizzazione ed al ripristino di opere rurali in alcuni comuni dell&#8217;entroterra savonese, che tuttavia non sono mai state realizzate o realizzate solo in parte.</p>
<p>Nella rete degli investigatori sono finiti, oltre ai tre beneficiari delle sovvenzioni, anche altre undici persone che, a vario titolo, avrebbero agevolato la commissione del reato attraverso l&#8217;emissione di fatture false, inducendo così in errore gli enti pubblici erogatori. Condividendo le conclusioni formulate dal pm il gip del Tribunale di Savona, la dottoressa Barbara Romano, ha inoltre disposto il sequestro preventivo dei beni nella disponibilità degli indagati. I beni sequestrati, che ammontano complessivamente ad oltre 600 mila euro tra disponibilità finanziarie, fabbricati e terreni, sono stati posti a garanzia dei crediti vantati dallo Stato in caso di mancata restituzione delle somme di denaro indebitamente percepite.</p>
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		<title>Albenga, prodotti ittici: blitz di Capitaneria e Asl</title>
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		<pubDate>Wed, 25 Mar 2009 13:26:01 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Federico De Rossi</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Albenga. Blitz della guardia costiera di Alassio in alcuni ristoranti dell&#8217;albenganese, in una operazione congiunta di controllo sui prodotti ittici...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Albenga.</strong> Blitz della guardia costiera di Alassio in alcuni ristoranti dell&#8217;albenganese, in una operazione congiunta di controllo sui prodotti ittici svolta con il personale della Asl 2.</p>
<p>Il bilancio ha visto la denuncia di un ristoratore per frode in commercio in quanto all&#8217;interno dell&#8217;esercizio è stato scoperto un prodotto surgelato venduto come fresco; e una sanzione amministrativa di 1160 euro è scattata, invece, per il titolare di un ristorante cinese che non si era adeguato alla normativa in materia di tracciabilità degli alimenti.</p>
<p>&#8220;Non è la prima volta che vengono svolte questo tipo di operazioni congiunte con l&#8217;Autorità Sanitaria locale&#8221; precisa il Tenente di Vascello (CP) Luca Sammuri, Comandante dell&#8217;Ufficio Circondariale Marittimo di Alassio &#8220;ma è intenzione di questo Comando, alla luce delle ultime truffe alimentari scoperte, rafforzare la già profiqua attività di collaborazione con l&#8217;ASL al fine di tutelare sempre più il consumatore finale&#8221;.</p>
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		<title>Revisioni truccate scoperte dalla guardia di finanza</title>
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		<pubDate>Wed, 14 Jan 2009 13:20:39 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Finale Ligure. Gli uomini delle fiamme gialle finalesi hanno scoperto una serie di frodi legate alle attività di revisione dei...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Finale Ligure.</strong> Gli uomini delle fiamme gialle finalesi hanno scoperto una serie di frodi legate alle attività di revisione dei veicoli. Le indagini, che hanno preso il via in seguito ad una serie di accertamenti fiscali, hanno visto la collaborazione degli uffici periferici del ministero dei Trasporti.</p>
<p>Secondo quanto reso noto, otto centri autorizzati alla revisione dei veicoli, tutti operanti nella provincia di Genova, a fronte di un pagamento di 300 euro, anziché i 50 normalmente previsti, rilasciavano attestazioni di avvenuto collaudo per automezzi che, in taluni casi, sarebbero stati completamente impossibilitati a circolare per malfunzionamenti ad impianti essenziali.</p>
<p>I finanzieri, venuti a conoscenza della situazione, hanno dato il via ad una serie di accertamenti, scoprendo un copioso ed inconsueto ricorso ad officine ubicate fuori provincia (si parla di oltre 2000 verifiche meccaniche svolte su auto, moto e camper attuate tra il 2007 ed il 2008).</p>
<p>I militari hanno individuato fin dalle prime indagini centinaia di situazioni di sospetta irregolarità, poi singolarmente approfondite mediante l&#8217;esame delle specifiche schede di lavorazione rinvenute in seguito a perquisizioni effettuate presso le officine. Sono stati inoltre gli stessi proprietari dei mezzi, ascoltati dagli inquirenti, a confermare la sostanziale fittizietà delle revisioni. La guardia di finanza, in alcuni casi, ha addirittura rilevato moduli di richiesta sottoscritti da persone già decedute, presumibilmente apposte dagli stessi gestori dei centri per velocizzare le operazioni.</p>
<p>Al momento sono stati scoperti oltre un centinaio di veicoli illecitamente collaudati, appartenenti a persone residenti nel savonese. L&#8217;inchiesta, che ha interessato le Procure di Savona e Genova, vede al momento coinvolte 96 persone tra collaudatori e proprietari dei mezzi, tutti indagati per falso in atto pubblico. Inoltre le fiamme gialle hanno provveduto a rinviare alla revisione 35 veicoli, mentre negli altri casi i proprietari hanno deciso di demolire il mezzo.</p>
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