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Villa Faraggiana: un timido fascino fotogallery

Il percorso alla scoperta delle bellezze del nostro territorio ha fatto tappa alla Villa Museo Faraggiana, di Albissola Marina. Ecco informazioni e considerazioni riguardo una residenza estiva che risulta essere un po' troppo timida

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Dopo la graditissima visita alla Casa Museo Villa Jorn di Albissola Marina, proseguo il mio percorso alla scoperta delle bellezze del nostro territorio con un’altra pietra preziosa della nota cittadina marittima. Mi riferisco alla Villa Faraggiana, la residenza estiva appartenuta alla famiglia Durazzo prima, Faraggiana poi, fino ad essere stata ceduta al Comune di Novara nel 1961, per volere dell’ultimo proprietario.

La visita è stata programmata a fine marzo, in occasione della riapertura della villa museo, dopo il periodo di riposo invernale, e sono stata seguita da una guida turistica. Il tutto è stato molto affascinante, dal principio, con la camminata lungo il viale di benvenuto, una lingua di strada tra i due giardini molto romantici, fino alla visita vera e propria all’interno dei salotti, delle camere, dei vari spazi che compongono la nobile villa.

villa faraggiana

Se dovessi descrivere la mia personale esperienza, direi che sono rimasta molto sorpresa, meravigliata dal luogo, non tanto per la ricchezza, la bellezza in sé – caratteristiche scontate direi – ma per il continuo stupore che ho provato di fronte alla bizzarria, all’ingegno della villa, che hanno tenuto viva e accesa la mia attenzione.

Un po’ di storia…

Prima di presentare la villa, è bene specificare che la residenza è stata costruita nella prima metà del Settecento, nonostante vi siano dettagli di arredamento (statue, lampadari, baldacchini…) di origini seicentesche, portati in un secondo momento all’interno della villa.

La residenza è stata realizzata su commissione di Gerolamo Durazzo, nobile della nota famiglia genovese, che ha fatto costruire diversi palazzi di villeggiatura tra Santa Margherita Ligure, Novara e appunto Albissola Marina.

Addentrandosi…

Proprio per la sua particolare funzione di casa-vacanza, la Villa Faraggiana è caratterizzata da ariosi e luminosi salotti in cui sorseggiare una tazza di tè in compagnia, giocare a biribisso – un particolare gioco d’azzardo famoso all’epoca – suonare il pianoforte, l’arpicordo e danzare.

Per soddisfare il lato più culturale e religioso delle famiglie poi, sono stati adibiti spazi per la preghiera e lo studio. Accanto al giardino è possibile entrare in una cappelletta capace di farsi notare, grazie alla scelta di dipingere le sue pareti con una tonalità di blu quasi elettrico – forse simbolo di ricchezza, considerato che tale colore, tradizionalmente, veniva realizzato con una pietra rara e costosissima quale è il lapislazzulo. Una particolarità della stessa è inoltre, la somiglianza evidente con i teatri dell’epoca a struttura circolare, con gallerie.

villa faraggiana

Per lo studio, ancora, è stata realizzata, nel cuore della villa, una piccola biblioteca contenente ancora tutti i volumi di quegli anni, tra enciclopedie complete e classici latini.

Non possono mancare le preziose camere da letto della nobiltà, con ampi letti a baldacchino di seta, intessuti a mano – dal valore di 500 mila euro – sorretti da piedistalli d’oro a zampe di leone; e i pregadio, piccole nicchie dove pregare la sera.

villa faraggiana

I luoghi più frequentati

L’ambiente sicuramente più significativo è il grande Salone delle Feste, più di 130 mq di pavimento con piastrelle di maiolica, dipinti rosati, statue di legno rivestite in oro, e il superbo specchio ispirato al mondo classico dei miti.

Altra zona della casa, sicuramente molto utilizzata dagli antichi proprietari in estate è la terrazza a balaustra, da cui si può ammirare un paesaggio unico, nonostante, nel corso del tempo, la bellezza del luogo sia stato usurpato dagli appartamenti costruiti tra gli anni ’50 e ’60. Peccato solo che tale area non sia stata raggiungibile.

villa faraggiana

Alla stregua della terrazza è da considerare il giardino antistante la villa, un maestoso spazio verde all’italiana dove è possibile ammirare un equilibrio estetico tra elementi naturalistici, sculture e fontane. La bellezza del giardino, non a caso, rappresenta la location perfetta, oggigiorno, per sposi, mostre e riunioni importanti.

Alcune considerazioni…

Dando uno sguardo generale alla mia visita alla Villa Faraggiana, posso dire che sono rimasta molto soddisfatta, sia dell’ambiente unico e affascinante, sia per la guida turistica, la quale è riuscita a coinvolgermi a tal punto da non far distogliere nemmeno un istante l’attenzione dal sito storico.

Ciò che, però, mi preme dire è che ci sono stati alcuni elementi che non ho potuto osservare e godere pienamente.

L’impossibilità di poter immergermi direttamente all’interno del giardino, nella zona in cui le siepi e gli arbusti propongono il loro gioco più spettacolare, devo dire, mi ha lasciata con l’amaro in bocca, come se non avessi potuto assaporare completamente l’atmosfera, la sensazione che ha vissuto la nobiltà tanti anni or sono, durante le passeggiate all’aria aperta, quando l’estate espone il suo calore più puro.

Piuttosto inaspettato è stato anche il divieto di scattare alcune fotografie – senza flash addirittura – all’interno della villa: scelta non proprio condivisa da me e dai turisti che avremmo voluto portarci a casa uno scatto di questa bellissima villa e magari anche pubblicizzarla al meglio.

Sempre a proposito della sfera turistica, è da considerare l’ingresso al viale che conduce alla villa, il quale è apparso serrato da un grosso cancello privo di insegne o indicazioni internazionali che informino della presenza e invitino a visitare la villa.

Ciò che non ho fatto a meno di notare, a livello tecnico, sono state alcune carenze per quanto riguarda l’organizzazione. Certamente, una gestione meno familiare e più formale permetterebbe molte più visite e occasioni per far conoscere a turisti e savonesi una villa che non deve apparire così timida.

Il mio invito, perciò, è quello di rendere la Villa Faraggiana dichiaratamente accessibile, aprendo i cancelli, le finestre, il giardino; rendere più trasparente la residenza, fare in modo che non rimanga più relegata in un angolino, nascosta, ma esibita, come vuole la sua vera natura.

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