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Privacy nella Rete: un’utopia digitale – Facebook

Dopo Cambridge Analytica, ecco come Facebook raccoglie i nostri dati e come tu puoi prenderne atto

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È da poco scoppiato il caso Cambridge Analytica, che ha coinvolto i vertici di Facebook, il social network numero uno al mondo. L’accusa è quella di violazione della privacy, ma questo è solo uno dei tanti modi in cui ciò che dovrebbe rimanere privato, può venire reso pubblico. In questo articolo analizzeremo diversi modi in cui Facebook, o terzi, possono raccogliere dati e ti forniremo di strumenti per appurare che tutto quello che diciamo è reale, e non campato in aria.

Il primo problema sta nella fruibilità del social network. Infatti, se Facebook è completamente gratuito, come fa il suo fondatore a guadagnare tanto da essere uno degli uomini più ricchi al mondo? Una sorta di guadagno ci dev’essere, e quel guadagno proviene dalla compravendita dei nostri dati.

Il noto sito, infatti, raccoglie informazioni sui suoi utenti, sui loro interessi e sui “Mi Piace”. Tutto ciò perché chiunque voglia creare una pubblicità sul famoso social, dev’essere in grado di indirizzare l’inserzione ad un determinato pubblico, individuato da posizione geografica, interessi, fascia d’età, sesso, orientamento politico e molto altro. In questo modo la pubblicità verrà mostrata solo a chi rispetta quei criteri.

Potrebbe non sembrare una grave violazione, ma il fatto che Facebook sia in grado di imporre così tanti filtri sull’utenza implica che abbia a disposizione un’ampissima gamma di informazioni sugli utenti.

I dati che l’azienda di Zuckerberg mette a disposizione degli inserzionisti sono verificabili sia dal punto di vista dell’utente al quale vengono propinate le pubblicità, sia da quello di chi gli annunci li vuole far circolare sulla piattaforma. Se vuoi vedere in base a cosa il social network si basa per la comparsa di pubblicità specifiche, devi cliccare su questo link. Se invece vuoi vedere i diversi possibili “filtri” che si possono applicare ad una campagna pubblicitaria, tutto ciò che devi fare è visitare questa pagina.

Privacy nella Rete: un\'utopia digitale - Facebook

Inoltre, al fine di indurci ad accettare nuove amicizie virtuali che ci portino ad una maggiore interazione e che quindi permettano alla grande effe di stilare un profilo più coerente dell’utilizzatore, la società di Zuckerberg ha messo in atto una raccolta di informazioni del mondo offline. Ciò significa che i dati che Facebook rileva non dipendono in alcun modo dall’attività compiuta col proprio profilo online.

Grazie a questo tipo di raccolta dati, il social network preleva l’intera rubrica, l’elenco delle chiamate effettuate, ricevute e perse, gli SMS e le conversazioni avvenute su Messenger, insieme a molti altri dati. Tutto ciò perché se un utente è presente nel proprio elenco dei contatti è plausibile che lo si conosca e che si sia più propensi a chiedere l’amicizia allo stesso.

Facebook però mette a disposizione un tool per scaricare tutti i dati “offline” che possiede su di voi. Per avviare la procedura bisogna visitare questo link da PC e iniziare la procedura cliccando su “Avvia il mio archivio”. Entro poco tempo, vi arriverà per mail un file .zip che racchiude all’interno una serie di altri file sui quali sono trascritti tutti i vostri dati.

Privacy nella Rete: un\'utopia digitale - Facebook

Purtroppo, non è tutto. Tutto ciò di cui vi abbiamo parlato sinora si tratta di una raccolta messa in atto dall’azienda stessa. E se invece fossero altri a prendere le informazioni?

Con un simpatico tool online, si può vedere in maniera piuttosto “catastrofica” come una persona qualsiasi possa stilare un tuo profilo di te, semplicemente analizzando il tuo account Facebook. Ovviamente tutto ciò è portato all’estremizzazione, ma è comunque un esempio di cosa si possa ricavare dal profilo di un utente qualsiasi.

Questo era solo uno dei modi in cui la nostra privacy nel mondo online viene infranta. Nei prossimi articoli di questa rubrica, analizzeremo come il nostro privato venga reso pubblico seguendo altri metodi.

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