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La nuova esperienza nel beach soccer per Samuele Sassari, in serie A con il Bragno foto

Intervista al giovane calciatore che quest’estate si presterà al beach soccer per partecipare con il Bragno al campionato di serie A sulle spiagge di tutta Italia

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Il Bragno beach soccer parteciperà al prossimo campionato nazionale di serie A di beach soccer. Potrà sembrare strano ma è proprio così. La squadra savonese affronterà le avversarie di tutta Italia nelle diverse tappe in cui si suddivide il torneo.

Si inizia questo week end a Sambenedetto, per poi passare a fine Giugno a Lignano Sabbiadoro e a Luglio a Viareggio, mentre l’ultima tappa si svolgerà a Bellaria Igea marina in provincia di Rimini. In caso di qualificazione le eventuali finali si giocheranno a Catania a metà agosto.

Abbiamo fatto qualche domanda a Samuele Sassari, componente della squadra del Bragno beach soccer. Il giocatore del Genova Calcio, con trascorsi nel Savona, nel Vado (in serie D), nel Finale e nell’Albisola, ci ha raccontato questa nuova esperienza che sta per affrontare.

Come è nata l’opportunità di entrare a far parte del team di beach soccer del Bragno?
L’opportunità è nata quasi casualmente l’estate scorsa grazie a Cristian Cattardico (giocatore del Bragno) e ad altri amici compagni di partite a spiaggia. Mi hanno chiesto di partecipare a un torneo a Chiavari: ho deciso di giocare per provare questo sport che non avevo mai praticato. È stata davvero una bella esperienza, mi sono divertito e siamo anche riusciti ad arrivare secondi. Lo scorso anno il Bragno ha poi partecipato e ha vinto il campionato di serie B di beach soccer, ma per mancanza di fondi e sponsor non si era riuscito a iscrivere alla serie A. Io purtroppo non avevo potuto partecipare al campionato cadetto perché avevo già cominciato la preparazione con il Genova Calcio in eccellenza.

Il Bragno giocherà nella serie A del campionato italiano di beach soccer, quindi affronterete i campioni di questo sport, tra cui anche molti componenti della nazionale italiana. Ti senti pronto per questa nuova esperienza?

Sicuramente sarà diverso rispetto al torneo di Chiavari in cui avevo giocato lo scorso anno, dove i giocatori erano dilettanti. In serie A ci sono veri e propri professionisti che vengono pagati per giocare a beach soccer. Sappiamo che squadre come Sambenedettese, Lazio, Pisa e Viareggio sono veramente forti ma noi del Bragno cercheremo di combattere e dare il meglio contro questi temibili avversari, per cercare di giocarcela con tutti. Sembra un sogno per una squadra come il Bragno giocare contro questi squadroni in serie A e spero che la gente di Savona possa seguirci e supportarci. Io sì mi sento pronto per questa nuova esperienza. Anche perché opportunità come questa probabilmente capitano una sola volta nella vita, per cui non vedo l’ora che sia domani per iniziare.

Cosa ti affascina di più di questo sport? E per uno come te abituato a un terreno diverso e al campo a 11, qual è la difficoltà maggiore di giocare sulla sabbia e praticare un tipo di gioco sicuramente differente?

La cosa che mi affascina di più di questo sport sono ovviamente i gesti tecnici e in particolare le rovesciate. Ma anche la suggestione delle location delle tappe fa la differenza: giocheremo in posti davvero stupendi. Per esempio questo week end il teatro della prima tappa sarà l’arena di Sambenedetto, uno stadio bellissimo dove recentemente si sono svolte la Supercoppa italiana ed europea.
Il beach soccer è completamente diverso dal calcio. Innanzitutto il terreno: la sabbia è pesantissima, quindi è molto faticoso giocarci. Completamente diverso dal calcio a 11 è il numero di giocatori in campo: nel beach soccer sono solo 5: noi giochiamo con due difensori, un centrocampista e un attaccante, oltre al portiere. Il mio ruolo è quello di centrocampista, cioè colui che va ad attaccare le seconde palle e a sfruttare le giocate dell’attaccante, solitamente colui che effettua le sponde e fa le rovesciate. Altro differenza è il tipo di gioco: qui si tende a giocare quasi esclusivamente palla alta. Su questo aspetto mi sono trovato abbastanza pronto perché a spiaggia gioco sempre a beach ball e a foot volley, per cui sono abituato a giocare tutto al volo. Altra diversità è il regolamento, specialmente per quanto concerne l’arbitraggio e i falli: regole nuove e diverse difficile da imparare. Un esempio è che se l’attaccante si alza la palla con il petto per rovesciare, il difensore commette fallo se impedisce all’avversario di effettuare la rovesciata.
La difficoltà maggiore, secondo me, è proprio la capacità fisica. La preparazione atletica di ogni singolo fa la differenza in questo sport perché la sabbia è davvero pesante: per cui sia a livello di gambe che di fiato è importantissimo essere preparati bene.

Secondo te, questo sport, particolarmente divertente e spettacolare, meriterebbe uno spazio e una considerazione maggiore nel nostro litorale?

Si a mio avviso meriterebbe uno spazio maggiore perché in Liguria gli spazi per giocare sono davvero pochi. Strutture adibite per il beach soccer sono: il PalaBeach di Spotorno, che però non è mai completamente riservato al beach soccer, l’arena di Busalla (un discreto campo realizzato quest’anno dalla Genova Calcio), quella di Chiavari e il campo di Bragno che è quasi pronto. Solamente quattro campi in tutta la regione. Per questo motivo in Liguria non ci sono società di questo sport. Il movimento sportivo del beach soccer secondo me può crescere molto in regione: se ci è riuscita una piccola realtà come quella del Bragno, non vedo perché anche le principali città liguri non possano formare una squadra di beach soccer. Nella nostra regione ci sono le spiagge e comunque un’arena non richiede uno spazio eccessivamente grande. Si deve partire dalla creazione di questi luoghi adibiti all’attività per far sviluppare questo sport. Le strutture possono essere utilizzate sia da chi vuole imparare e allenarsi costantemente, sia da chi vuole giocare per divertirsi, come i bambini. Quindi sono investimenti che richiedono sì una spesa iniziale, ma che nel giro di pochi anni può essere riassorbita e anzi portare notevoli guadagni, come ci hanno raccontato gli avversari del Viareggio, incontrati in un torneo amichevole la settimana scorsa. Il solito problema principale è la questione economica. Lo stesso vale per la partecipazione al campionato di serie A: l’esperienza di questa avventura mi ha fatto comprendere che ci vogliono davvero tanti soldi e tanti sponsor per potervi partecipare.

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