IVG.it -  Notizie in tempo reale, news a Savona, IVG: cronaca, politica, economia, sport, cultura, spettacolo, eventi ...

Caro papà… foto

Il 19 marzo è la festa dedicata a tutti i papà: ecco una lettera solo per voi

Più informazioni su

Caro papà,
sono cresciuta dondolando su un’altalena che oscillava fra un tuo sorriso rassicurante e una tua preoccupazione. Quando ero un essere minuscolo, che poteva stare comodamente in un tuo abbraccio, riconoscevo il tuo odore; quando le mie braccia e le mie gambe si sono allungate ho iniziato a riconoscere il tuo viso e ora che sono un po’ più grande posso dire di riuscire a riconoscerti nel nocciolo da cui è partito tutto l’amore.

I miei occhi hanno cambiato il tuo aspetto con il passare del tempo: da un super eroe che riusciva a prendermi il gioco sullo scaffale più alto, ad essere semplicemente il mio caro e dolce papà che in un modo e nell’altro mi sopporta e soprattutto mi supporta. Vedo che mi guardi con occhi incantati e spaventati pensando a che cosa sei riuscito a creare, sperando che in qualche modo il tempo si fermi. Il tuo cuore vuole che io arrivi sulla luna ma allo stesso tempo, quasi egoisticamente, vorresti che io decidessi di restare vicino a te, solo per un po’.

Caro papà...

Quando si è piccoli tutto sembra un’unica e sola meraviglia: io guardavo il mondo seduta sulle tue spalle, al sicuro, sapendo che non mi avresti fatta cadere. Le passeggiate erano delle avventure nella giungla e i musei erano le case dei giganti. Ogni costruzione lego era un progetto di alta ingegneria e ogni occasione era buona per mangiare caramelle di nascosto dalla mamma.

Caro papà...

Ora, che sono cresciuta, riconosco quelle che sono le tue espressioni, percepisco se c’è qualcosa che non va dalla voce e mi stupisco sempre di come tenti di nascondere le tue più grandi preoccupazioni. Magari mi arrabbio, a volte non ti parlo, numerose volte ti parlo anche troppo, ma nulla è mai riuscito a nascondere il tuo sorriso che, voglio che tu sappia, mi ha rincuorato in ogni occasione.

Mi hai preso le mani e accovacciato mi sostenevi, ora mi stai appoggiando una mano sulla spalla e con una leggera spintarella mi stai mandando nel mondo sapendo che in qualche modo sarò in grado di sostenermi da sola e che per qualsiasi cosa potrò tornare indietro e chiedere il tuo aiuto.

Caro papà...

Nuove partite a Monopoly in famiglia, nuove discussioni su quale sia il miglior gelato, nuove battaglie all’ultimo sangue a Just Dance e nuovi ed emozionanti ricordi ci attendono. Ma per tutto quello che abbiamo passato e vissuto fino adesso, volevo dirti: ti voglio bene, papà.

Commenti

L'email è richiesta ma non verrà mostrata ai visitatori. Il contenuto di questo commento esprime il pensiero dell'autore e non rappresenta la linea editoriale di IVG.it, che rimane autonoma e indipendente. I messaggi inclusi nei commenti non sono testi giornalistici, ma post inviati dai singoli lettori che possono essere automaticamente pubblicati senza filtro preventivo. I commenti che includano uno o più link a siti esterni verranno rimossi in automatico dal sistema.