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100 giorni alla maturità: tra ansie e ricordi

Oggi, 12 marzo, inizia il conto alla rovescia: tutti pronti a festeggiare?

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Arrivare in quinta superiore non è esattamente come fare una passeggiata sulla spiaggia abbracciati dal sole e spensierati come quando si andava all’asilo. L’esperienza che si vive è più simile a un bombardamento mischiato ad uno tsunami che già negli anni precedenti si quietava durante le vacanze estive e che riprendeva regolarmente a settembre.

100 giorni alla maturità: tra ansie e ricordi

In questo momento c’è chi sta affogando tra il “non ci riesco” (pregando di uscire con un 60) e il “se non prendo 9 mi rovino la media”. In pratica, tutti stanno cercando di superare al meglio gli ultimi ostacoli per arrivare al traguardo tanto atteso da 5 anni, e la festa “dei 100” permette di apprezzare al meglio gli ultimi giorni da liceali (si spera).

100 giorni alla maturità: tra ansie e ricordi

Questa occasione viene festeggiata in vari modi: tra chi va in discoteca a ballare, chi vuole passare una pazza serata con gli amici più intimi (guardando “Immaturi” sul divano) e chi fa tutti i riti scaramantici possibili. Il più celebre è “il rito dell’onda”: bisogna scrivere il numero della votazione che si spera di prendere alla maturità sulla sabbia e vedere se l’onda lo cancella. Nel caso in cui il numero non venisse cancellato, la leggenda narra che si prenderanno 10 punti in meno all’esame.

100 giorni alla maturità: tra ansie e ricordi

Sembra quasi impossibile immaginare la vita senza andare a scuola, anche se si pensa che, senza, l’esistenza ne gioverebbe. Nel realizzare tutto quello che si è vissuto, tutto quello che si è imparato, sia dentro che fuori dalla scuola, e le persone che si sono incontrate, sale già un po’ la nostalgia.

100 giorni alla maturità: tra ansie e ricordi

Ma ovviamente, non si ci può soffermare su queste emozioni profonde perché finché si è studenti ci sarà sempre e comunque l’amica per eccellenza, quella che nessuno vuole, ma che comunque qualcuno invita alla festa: l’ansia. Questa piaga lacera il petto facendo pensare, non solo all’esame, ma anche a quello che si deve fare dopo.

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