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“Romeo e Giulietta” in scena al Teatro Ambra di Albenga

03/04/17

EVENTO A PAGAMENTO
: Teatro Ambra Via Archivolto del Teatro, 8, Albenga, SV - Inizio ore 21:00

Attenzione l'evento è già trascorso

Dal 50esimo Festival di Borgio Verezzi, la Compagnia del Barone Rampante presenta “Romeo e Giulietta” di William Shakespeare.
Teatro Ambra di Albenga, lunedì 3 aprile alle ore 21 e martedì 4 aprile alle ore 9.30 per le scuole

Info e prenotazioni
328 7065631

Un affascinante e delicato Romeo e Giulietta
Nella magica cornice di piazzetta S. Agostino, di fronte ad un pubblico numeroso e attento, sono risuonate ‪la sera di venerdì 8 luglio ‬le parole fascinose e alate di Romeo e Giulietta di Shakespeare. La rappresentazione, che ha preceduto di una settimana l’apertura della cinquantaseiesima stagione del Festival Teatrale di Borgio Verezzi, ha visto la partecipazione calorosa di un grandissimo numero di spettatori attenti che hanno punteggiato lo spettacolo con frequenti applausi a scena aperta e lunghe ovazioni alla fine. In questo testo, che è contemporaneo alRiccardo II, il grande drammaturgo elisabettiano-giacobianomanifesta l’incontenibile gioia di vivere, l’ardito realismo di quella straordinaria stagione teatrale, l’edonismo rinascimentale dell’agognata civiltà italiana e l’esperienza sentimentale dei sonetti. Avvalendosi della bella traduzione di Fausto Paravidino e della felice regia, nonché dell’ abile adattamento di Eva Cambiale e Carlo Orlando, questi ultimi affiancati da un terzo interprete di professione, Manuel Zicarelli, e da un folto ed affiatato gruppo di ragazzi della Compagnia del Barone Rampante, una delle più interessanti realtà esistenti sul territorio ligure. I vari attori hanno dato vita alle affascinanti parole di Romeo e Giulietta di Shakespeare. A proposito dei giovanissimi attori, Alessandro Badano, Letizia Betti, Lucrezia Boda, Agata e Francesco Bosio, Paola Calcagno, Camilla Caramella, Francesca Ceravolo, Virginia Dalla Torre, Gaia De Giorgi, Elia Farinazzo, Iacopo Ferro, Anita Gallo, Guia e Tosca Perrone, Carlo Emilio Piccardo, Giulia e Ilaria Pozzi,Francesco Repetto, Veronica Ruffino, Sofia Salamone e Mattia Ugo Gambetta, convengo con quanto si legge nelle note di regia “i ragazzi sono ragazzi davvero, finalmente portati in scena con l’età anagrafica immaginata da Shakespeare, con la loro freschezza, la loro energia e spontaneità”. In questo spettacolo,emozionante e potente, agile e convincente, insieme ai tre attori più professionalmente robusti: la Cambiale, capace di rendere lacarnale amenità di una nutrice pittorescamente plebea, Orlando nella parte di un Frate Lorenzo umanamente schietto e Manuel Zicarelli nel ruolo del prepotente e brusco padre di Giulietta, una parte di assoluto rilevo viene giocata anche dalle funzionali scene di Gabriele Resmini e dai bei costumi di Anna Varaldo.
Il felice amalgama tra tutti gli interpreti costituisce il tratto caratterizzante di un allestimento che dà corpo alla passione e morte del giovanissimo Romeo Montecchi e dell’adolescente Giulietta Capuleti, ambientata sullo sfondo rissoso del Medioevo.Questa tragedia in versi e in prosa, scritta tra il 1595-96 e rappresentata per la prima volta a Londra nella primavera 1596, è l’archetipo tragico dell’amore innocente e impossibile destinato ad essere sconfitto nella battaglia contro codici, regole, simboli e nomi che sottraggono ogni possibile spazio, ad esclusione di quello della morte, all’autenticità del suo essere. Il testo conferma l’inesauribile ricchezza della parola shakespeariana in grado di regalare ogni volta all’uditorio ogni suggestive prospettive e nuove attualizzazioni. Nel suo ibrido stilistico il registro comico e lirico si alterna di continuo con quello tragico. L’opera, oltre ad essere storia di faide, duelli e violenza fisica e verbale, della durata di cinque giornate: da una ‪domenica mattina‬ di luglio alla notte di giovedì., è tragedia/commedia di equivoci e atti mancati. Come è noto, questa pièce è dopo Amleto il testo shakespeariano che vanta il maggior numero di rappresentazioni. Etichettata a lungo come la tragedia dell’amore contrastato, il lavoro evidenzia la complessità e l’attualità nascoste dietro un’apparente storia d’amore finita tragicamente. Giulietta, oltre a ribellarsi alle regole dell’amor cortese, mette in dubbio la supremazia del logos, la corrispondenza fra l’ordine del reale e l’ordine traditore dei simboli. Va ricordato che il giovane Shakespeare buttava giù i suoi argomenti, ricavandone di peso il materiale dalla novella o dalla storia, rimanipolate ogni volta con assoluta sapienza e originalità. I due protagonisti, figli di due famiglie rivali veronesi, si innamorano a prima vista l’uno dell’altro. Troveranno però una serie di ostacoli e impedimenti che ne impediranno una soluzione fortunata. Nel corso del componimento, che è tra l’altro caratterizzato dalla più bella scena notturna d’amore del teatro, Giulietta matura, diventando una donna energica, intraprendente e sicura. Analoga cosa avviene per Romeo che da giovane appassionato e timido diventa vigoroso e ardito. La morte di Mercuzio è il punto centrale che divide il dramma in due parti. Qui finisce la commedia e inizia la parte tragica (il comico è quasi del tutto assente). Gli elementi essenziali della trama sono ispirati ad una Novella di Bandello (1562), a sua volta tratta dalla nona novella del secondo libro di novelle di Luigi da Porto (1524, .intitolata Istoria novellamente ritrovata di due Nobili Amanti.
Per la potenza e lo spessore rilevante dell’allestimento si auspica che venga replicato non solo davanti ad una platea di giovani, ma anche di adulti.

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