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Premio “Pietrese dell’Anno” 2015 a Enrico Dagnino

20/12/15

EVENTO GRATUITO
: Cinema Teatro Comunale “Guido Moretti” Piazza Castello, Pietra Ligure, SV, Italia

Attenzione l'evento è già trascorso

Domenica 20 dicembre al Cinema Teatro Moretti di Pietra Ligure, in una giornata che inizierà alle 14:45 con le poesie e i canti natalizi dei bambini delle scuole elementari e del coro delle voci bianche della Filarmonica Moretti e terminerà con il tradizionale Confuoco, verrà conferito il tradizionale premio “Pietrese dell’anno 2015” al fotografo di guerra e fotoreporter Enrico Dagnino.

Queste le motivazioni della scelta di Dagnino: “Per la sua straordinaria carriera internazionale di fotografo di guerra e fotogiornalista, testimone di oltre 25 anni degli eventi della Storia.
Collaboratore delle più grandi testate giornalistiche, non ha mai smesso di narrare con i suoi scatti le miserie, le violenze e le speranze dei popoli oppressi.
Un lavoro a servizio del mondo dell’informazione e della conoscenza, in cui mettere in gioco la propria vita per un incontro, per uno scatto, per un servizio.”

Enrico Dagnino discende da una storica famiglia pietrese. Nato nel 1960 è residente a Parigi e attualmente collaboratore di ParisMatch. Con Pietra Ligure mantiene uno stretto legame grazie anche all’attività della figlia che gestisce il residence di famiglia.
Autore di esposizioni monografiche internazionali, in oltre 40 mila scatti ha documentato gli sconvolgimenti, le guerre e le atrocità dell’ultimo quarto di secolo, unendo le esigenze di lavoro ad una ricerca intrisa di passione e dubbio della propria storia e condizione di uomo.

Enrico Dagnino inizia la carriera seguendo la caduta del Muro di Berlino e i successivi eventi politici in Cecoslovacchia e Romania. Presente allo scoppio dei conflitti in Kosovo e nella ex-Jugoslavia, soprattutto in Bosnia, ha poi coperto la guerra civile in Cecenia e nello Yemen, in parallelo con il conflitto israelo-palestiniano fino alla prima Intifada.
Tornato a Genova per il G8 del 2001, ha rappresentato la guerra civile in Somalia, nel Naborno-Karabakh, in Congo e la crisi dei rifugiati in Rwanda. Inviato al seguito dell’invasione americana in Afghanistan e in Iraq, torna in Congo per le prime elezioni democratiche e collabora con associazioni umanitarie per i ragazzi di strada di Kinshasa.
Segue quindi la guerra civile in Kenia scatenatasi successivamente alle elezioni del 2007, e nel 2009 è l’unico giornalista a testimoniare i respingimenti a terra e in mare dei migranti che dalla Libia attraversano il canale di Sicilia. Il suo lavoro a bordo delle motovedette della Guardia di Finanza viene trasmesso da Rai3 e diventa oggetto di interrogazioni parlamentari.
Fra i pochi giornalisti a poter incontrare e fotografare Gheddafi, solo nell’ultimo anno ha coperto i tragici eventi di Parigi di gennaio e novembre, in Tunisia, in Egitto, in Africa per seguire il dramma di ebola, e nei Balcani per seguire i cammini di migranti e profughi.

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