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Mostra d’arte contemporanea “8 celle per 8 Artisti”

04/07 » 19/07/15

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Con il Patrocinio della Città di Savona e del Comune di Albissola Marina, il Centro Artistico e Culturale Bludiprussia di Albissola Marina e la Galleria Scoglio di Quarto di Milano presentano la mostra d’arte contemporanea: 8 CELLE PER 8 ARTISTI ovvero “Le Celle – La luce” da sabato 4 a domenica 19 luglio, presso la Fortezza del Priamàr di Savona nelle cellette del Palazzo della Sibilla. Ingresso Libero.
Testo in catalogo di Cristina Rossi.
Inaugurazione: sabato 4 luglio alle ore 18.00.

Personali di:
Giulia Alberti,Rosanna Forino, Tiziana Grassi, Maria Melloni, Giorgio Occoffer, Silvia Pisani, Luiso Sturla, Giorgio Zuter.

PERFORMANCE: di Gianni Bacino: “Paesaggi della mente in scatola” ore: 21.30 con installazione dal titolo: “Movimenti”

Per informazioni:
Bludiprussia (Paola Grappiolo) 338 3172458 www.bludiprussiarte.it
Scoglio di Quarto (Gabriella Brembati) 348 5630381

Priamàr, le celle della fortezza aprono all’arte contemporanea.
Da lontano si percepisce la grande sagoma della fortezza Priamar, luogo carico di senso e di storia; avvicinandosi, l’edificio raggiunge la sua massima potenza espressiva. Ma è in un settore interno, al riparo della sensazione che un simile baluardo suscita, che si scopre la galleria delle celle, stazioni di un percorso che obbligano lo spettatore a una meravigliata sosta. Le celle, che nell’Ottocento furono un carcere (qui fu detenuto Giuseppe Mazzini nel 1830), sono oggi stanze dell’arte contemporanea. Luogo di ispirazione per gli otto artisti che “abitano” ciascuno una cella. Le loro opere, calate nel silenzio quasi mistico e nella luce naturale di questi spazi, divengono esse stesse fonte di luce cerulea e di energia che va oltre lo spazio stesso per congiungersi alla materia chiara e impalpabile della linea di orizzonte tra cielo e mare.
Tra l’azzurro e il verde delle grandi sculture di Giulia Alberti, che presentano i semi nella terra, si crea una tensione, un vuoto e un pieno, una polarizzazione di energia secondo un moto ascensionale che segue il ritmo del respiro, lo stesso che fluisce tra Terra e Cielo. Le forme dei semi allungati uniscono infatti il cosmo alla Terra in un‘unica dimensione e appartenenza.
In Rosanna Forino le forme geometriche sono accordi armonici secondo un’idea di astrazione che è sintesi di un percorso artistico e culturale: Forino ha accolto la lezione cromatica di Cassinari e la levità di Chagall e Kandinskij.
Tiziana Grassi espone grandi tele di pittura pura: “infiniti mondi”, titolo di questi lavori, allude alle profondità di una ricerca artistica che coniuga la sua autentica appartenenza alla tradizione pittorica al sentimento di un moto continuo che genera, attraverso il gesto lento e consapevole, forme primigene, strati sovrapposti di emozioni che evocano il moto e il mistero della natura.
Nei “Manifesti” di Maria Melloni le linee di fuga create dal disegno/ponteggio interrogano lo sguardo sulle architetture “ingabbiate” nella loro relazione con lo spazio circostante; i monumenti appaiono così in una nuova prospettiva dove la loro necessità, la loro storia, la loro stessa identità viene ridefinita attraverso un lavoro concettuale che crea un momento di grande intensità visiva.
Nelle carte di Giorgio Occoffer qualità, colore e gesto coesistono in una visione stratificata, a partire da una immagine fotografica cui l’artista sovrappone ora un segno grafico, ora una pittura luminosa, in una forte sintonia di elementi sovrapposti che caricano l’immagine di forza ed energia.
Nel lavoro di Silvia Pisani l’energia del cosmo genera una sorta di moto rotatorio secondo un ritmo che la natura sola può ordinare nel caos. Da un magma luminoso si sprigiona una “radianza” che fa emergere dall’oscurità gli elementi primordiali acqua, terra, aria, fuoco…
In un viaggio immaginoso attraverso i colori del mediterraneo,
Luiso Sturla privilegia nella sua pittura un’astrazione lirica che prende luce in principio dal paesaggio della sua terra ligure; la ”pelle viva” della pittura, come egli stesso ha definito la materia del suo lavoro, si è progressivamente imbevuta anche della lezione di Turner e di Monet, fino a raggiungere, conclusa l’esperienza dell’informale, quasi un’essenza dell’astrazione stessa
In un viaggio immaginoso attraverso i colori del mediterraneo, Giorgio Zuter porta la sua ricerca a esiti di colore/luce protagonista assoluto della scena ed è il rapporto tra i colori stessi, meticolosamente messo a punto, a creare l’equilibrio e il legame tra le campiture del quadro.

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