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Matteo Mantero

Matteo Mantero presenta il romanzo di fantascienza “Falene”

10/11/18

EVENTO GRATUITO
: Libreria Ubik Libreria Ubik, Corso Italia, Savona, SV, Italia - Inizio ore 18:00
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Quando la narrativa fantastica è più reale della realtà: Matteo Mantero presenta a Savona il romanzo di fantascienza distopica dal titolo “Falene”. Interverranno Milena De Benedetti e Anna Turino.

Ignorato dai più il sole si alzò nel cielo scaldando via la notte, schiarì le strade, colorò la terra e i muri grigi dei palazzi… L’astro arrivò al suo apice, quindi iniziò a scendere, cauto, fino a scomparire dietro l’orizzonte dei palazzi, per l’ultima volta.

Inizia così, con un fulminante incipit, Falene, l’opera prima di Matteo Mantero, savonese, classe 1974. Ovviamente, non è solo l’inizio a rendere quest’opera una delle più interessanti nel panorama della narrativa di genere italiana. Lo è la sua struttura narrativa, il suo incedere lento e inesorabile, il suo precipitare da romanzo ‘kafkiano’ a romanzo ‘kinghiano’, la sua scansione quasi cinematografica, i suoi personaggi sfaccettati ed imprevedibili, i suoi ambienti marcescenti e maleodoranti.

Scrivo da quando sono ragazzino principalmente racconti e sceneggiature. ‘Falene’ è il mio primo romanzo e vi assicuro che vederlo realizzato cartaceo con copertina, quarta e tutto il resto mi fa un certo effetto.

Cos’hanno in comune una giovane zingara, un metronotte con dipendenza da psicofarmaci e un impiegato di banca costretto ad una vita insignificante? Sono gli unici a vedere l’eclissi che improvvisamente oscura il sole gettando la città in una notte oscura e senza fine. E mentre il Presidente della Nazione descrive entusiasta la ripresa economica e le persone continuano meccanicamente la loro vita senza mai alzare gli occhi al cielo, attirati dalle sfavillanti luci dei negozi e del centro commerciale, pervasi da un’irrefrenabile smania di acquisti, intorno a loro tutto muore e appassisce e il freddo diventa insopportabile per la mancanza di luce, ma né le televisioni né giornali ne danno notizia.

Mantero si aggira con disinvoltura per le strade battute da Richard Matheson (“L’ultimo uomo sulla terra”), per le arterie cimiteriali che rimandano a “L’ombra dello scorpione”, passando per le macabre contrade dell’ultimo Ammaniti (Anna). Ma è evidente anche la passione di questo autore per il cinema politico degli anni Settanta – Ottanta che, forse non ci sarebbe bisogno di ricordarlo, colpiva l’establishment e l’aria (mefitica) dei tempi con il grimaldello dell’irreale e i pugni allo stomaco dell’horror estremo (da “Zombi” di George A. Romero al “Videodrome” di David Cronenberg per approdare all’”Essi vivono” di John Carpenter).

Ho impiegato quasi quattro anni a finirlo dedicandoci tutti i ritagli del mio tempo. Per fortuna Trenitalia mi ha dato una mano: 12 ore di viaggio ogni settimana per andare e tornare dalla Liguria, con il cellulare che non prende e Internet assente, sono la condizione ideale per scrivere. Per me è stato un gran bel viaggio scriverlo, in tutti i sensi, spero che lo sarà anche per chi vorrà leggerlo.

"Falene" romanzo fantascienza Matteo Mantero

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