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La Compagnia teatrale “Sogn’attori” del Liceo Colombo in scena con “I Persiani”

08/07/15

EVENTO GRATUITO
: Piazza Sant’Agostino Piazza Sant'Agostino, Borgio Verezzi, SV, Italia - Inizio ore 21:00

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Anche quest’anno la Compagnia teatrale “Sogn’attori” del Liceo Colombo preparata dal regista e attore Enrico Campanati e dalla prof.ssa Patrizia Serra, ha partecipato assieme ad altre 13 scuole liguri a Borgio Verezzi alla rassegna “Ragazzi sul palco 2015” organizzata dalla Compagnia del Barone Rampante,con lo spettacolo “I Persiani” lo scorso 18 maggio. Da quest’anno la Rassegna prevedeva una premiazione e il Liceo si è aggiudicato il primo premio e la possibilità di proporre l’allestimento anche in P.zza S.Agostino a Borgio Verezzi il prossimo 8 luglio, alle ore 21, nell’ambito del noto Festival Teatrale.

Ecco il giudizio tecnico della Giuria presieduta dal prof. Trovato dell’Università di Genova, sul lavoro degli studenti:

Allestimento dello spettacolo I PERSIANI di Eschilo nella traduzione del grecista IERANO’ e seguendo alcune linee della regia di Tonino Conte che lo ha proposto tra l’1 e il 14 giugno 1998 nei capannoni dell’ex nucleare della Fiumara. Per la compattezza lo spettacolo, che si avvale della regia di Enrico Campanati, pare a giudizio della Giuria tecnica proponibile per l’allestimento in Piazzetta S. Agostino a Borgio Verezzi non solo per ilcoraggio con cui rinunzia ad alcuni personaggi, ma anche per aver risolto in maniera felice l’integrazione tra i soldati persiani laceri e feriti e le loro mogli e compagne che li attendono ansiose a casa. In particolare il coro femminile, a cui è affidato il compito di commentare la vicenda, restituisce in alcuni momenti una profonda emozione in virtù dell’abile coagulazione della tensione drammatica dell’opera proposta. Questa tragedia rappresentata nel 472 a. C., a soli otto anni dalla disfatta della seconda spedizione persiana contro la Grecia, è resa in maniera sobria . Interessante è poi l’utilizzo accorto del linguaggio drammaturgico. Va pure evidenziata la cura della resa scenica complessiva grazie all’eccellente intesa tra ventotto attori della compagine, nonché l’appropriata scelta dei tempi della recitazione. Ne risulta uno spettacolo corale di profonda intensità, capace di rendere bene il dramma eschileo che può essere considerato una sorta di psicodramma in cui viene raccontata la sfortunata spedizione di Serse contro la Grecia, osservata e rivissuta in maniera incisiva nei suoi effetti, in casa del nemico, a Susa e per di più vista dalla parte degli sconfitti. Lo spettacolo, difesa vibrante della libertà dell’uomo, è una riflessione sui vinti e insieme un ammonimento ai vincitori. Apprezzabile è in particolare l’interpretazione del coro femminile.

I pochi elementi utilizzati ( foulards, bastoni e bende, sono il risultato di un’eccellente e consapevole regia che sa creare affascinanti suggestioni.

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