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Compagnia Teatrale San Paolo “Quello bonanima”

La Compagnia Teatrale San Paolo torna in scena con “Quello bonanima”

03/07/16

EVENTO GRATUITO
: Parrocchia SS. Trinità in Chiavella Via Chiavella, 1, Savona, SV, Italia - Inizio ore 21:00

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Savona. In occasione del 50mo anniversario della morte di Gilberto Govi la Compagnia Teatrale San Paolo torna in scena con “Quello bonanima”, commedia brillante in tre atti di Ugo Palmerini per la regia di Simone e Salvatore D’Angelo. Gli spettacoli ad ingresso libero si terranno entrambi alle ore 21 nel quartiere dell’Oltreletimbro: il debutto venerdì 24 giugno presso l’Oratorio Teatro della Parrocchia San Paolo in via Giuseppe Giusti 2, la replica domenica 3 luglio presso il Salone Teatro della Parrocchia Santissima Trinità in via Chiavella 1.

Un testo fiorentino tradotto in dialetto genovese da Gilberto Govi, che lo portò in scena ripetutamente e nella ripresa televisiva della Rai del 30 dicembre 1958. Scritto nel 1931, è una delle rare pièce del repertorio goviano in cui compaiono anche espressioni non genovesi. Fu salvato dalla distruzione da un collezionista e appassionato di teatro in maniera rocambolesca negli anni ‘70 insieme ad altre cinque versioni televisive di altrettante commedie goviane.

La “bonanima” è Giulio, genero di Faustin Caviglia (Salvatore D’Angelo) e avvocato morto suicida lasciando all’insaputa degli eredi solo debiti. La vicenda si svolge nella casa della famiglia Caviglia, nel paese dove si trova il cimitero che ospita la tomba di Giulio, la memoria del quale è continuamente lodata e venerata anche attraverso i ritratti appesi alle pareti. L’amico Bacciccin Baffico (Andrea Camoirano), sua moglie Zaira (Cristina Scaramuzza) e le donne di casa, eccetto la figlia del fattore Santinna (la giovanissima Giulia Binoshaj, al suo primo ruolo in una prosa) gli hanno persino eretto un busto tombale. Faustin potrebbe vivere la sua felice esistenza di pensionato se soltanto la moglie Albina (Gilda Cocchi), la figlia Lea (l’esordiente Daniela Ghione) e la serva Filomena (Giovanna Mantellassi) non lo angustiassero continuamente con il ricordo di “quello bonanima”. Nemmeno l’ora di pranzo si rispetta più se in quel giorno bisogna celebrare la Messa in onore dell’estinto.

A svelare la verità sulla “bonanima” è il giovane Carlino Corradi (Domenico Màfera), nipote di Faustin, che non ha mai provato grande simpatia per l’avvocato. Infatti Carlino, che arriva dalla Costa Azzurra, dove ha conquistato una buona notorietà come pittore, è pieno di programmi mondani in cui vorrebbe coinvolgere lo zio ma che sono tutti destinati a fallire per i divieti delle donne. Dopo varie peripezie e con l’inconsapevole ma risolutivo aiuto del cavalier Leonida Roncagliolo (Vito D’Ambrosio) si scopre che in realtà tanto bonanima il defunto non era e Faustin si prende così la sua rivincita.

Farà da “retro” a questa divertente trama il cast tecnico all’opera dietro le quinte: Tabita Narpelli al trucco, Filippo Toscano e Antonio Toscano alle scenografie e l’assistente di scena Gabriella Pisu.

«L’anno scorso abbiamo già avuto a che fare con un testo del teatro goviano, “I manezzi” di Bacigalupo, ma nonostante ciò “Quello bonanima” rappresenta una novità persino per noi – afferma Simone D’Angelo – Faccio già fin d’ora i complimenti agli attori per il loro notevole impegno e la loro interpretazione, che sarà comunque ottima, specialmente a Daniela Ghione, al suo esordio su un palcoscenico, e a Giulia Binoshaj, che avrà il non facile compito di aprire di fatto non solo la commedia in sé ma addirittura la prima teatrale».

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