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"La cantatrice calva"

“La cantatrice calva” di Eugène Ionesco al Teatro Sacco

10/11/18

EVENTO A PAGAMENTO
: Antico Teatro Sacco Teatro Sacco, Via Quarda Superiore, Savona, SV, Italia - Inizio ore 21:00

Una tranquilla serata a casa dagli Smith. I loro discorsi, simili nella forma a quelli di tante altre coppie, distruggeranno la logica comune. E trovare un senso diventerà ancora più difficile con l’arrivo dei signori Martin. Non vi preoccupate, ci penserà la cameriera a chiarire le cose (?!). E se la discussione si infiammerà, potrebbe esserci bisogno dei pompieri. Non cercate di capire per forza: lasciatevi divertire dall’assurdità di quanto ascolterete. Siete così convinti che quanto diciamo ogni giorno abbia più senso di quanto viene dette ne “La cantatrice calva”?.

“La cantatrice calva” (“La cantatrice chauve”) è la prima opera teatrale di Eugène Ionesco. L’autore rumeno, francese di adozione, decise di imparare l’inglese comprandosi un manuale di conversazione. Per esercitarsi, ricopiava le frasi del manuale e, facendo ciò, si accorse della banalità delle frasi stesse in esso contenute: “il soffitto è in alto, il pavimento in basso”, “i giorni della settimana sono sette”, ecc… Da qui egli trasse ispirazione per la commedia, datata 1950.

La pièce – definita dall’autore anticommedia – è il primo esempio di un genere teatrale allora ai suoi albori: il teatro dell’assurdo, in cui la vicenda subisce uno straniamento tramite l’utilizzo esasperato di frasi fatte, dialoghi contrastanti, luoghi comuni.

La prima messinscena di Parigi del 1950 fu tutt’altro che un successo; il genere, del tutto particolare ed innovativo, lasciò infatti perplessi gli spettatori. Nuovamente inscenata nel 1955, la pièce riscosse un enorme successo, tant’è che La cantatrice calva è rappresentata ininterrottamente dal 1957 al teatro de la Huchette a Parigi.

Eugène Ionesco
Commediografo francese (Slatina, Romania, 1909 – Parigi 1994). Esponente del teatro dell’assurdo, ha usato la comicità paradossale e il nonsense per mettere in scena l’angoscia e l’irrazionalità della condizione umana. Dopo il clamoroso esordio con La cantatrice calva (1950), cui hanno fatto immediatamente seguito La lezione (1951) e Le sedie (1952), ha articolato le situazioni più assurde accentuando il risvolto metafisico del suo teatro. Un’esasperata esplorazione del linguaggio caratterizza Il rinoceronte (1959) che, insieme a Il re muore (1962), costituisce la commedia che meglio lo rappresenta.

“La cantatrice calva”
di Eugène Ionesco
Una produzione Uno Sguardo dal Palcoscenico
Compagnia Stabile del Teatro “Osvaldo Chebello” – Cairo Montenotte
Regia: Aldo Meineri
Scene: Silvio Eiraldi
con Luca D’Angelo, Gaia De Marzo, Giovanni Bortolotti, Valentina Ferraro, Monica Russo, Marco Bazzano
Realizzazione scenica: Gino Botto, Tullio Danesin, Gino De Marco, Adino Demontis, Ciro Paglionico
Coordinatrice: Luisa Bobbio
Datore luci / Fonico: Victor Siri
Registrazione fonica: Marco Bazzano

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