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Miriam Mesturino

“La bisbetica domata” in prima nazionale al Teatro Chebello

15/11/17

EVENTO A PAGAMENTO
: Teatro Osvaldo Chebello Piazza della Vittoria, Via Roma, Cairo Montenotte, SV, Italia - Inizio ore 21:00

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Sarà la Compagnia Torino Spettacoli ad inaugurare la stagione teatrale del Teatro Comunale “Osvaldo Chebello” di Cairo Montenotte, organizzata dalla Compagnia Stabile Uno Sguardo dal Palcoscenico, con la prima nazionale de “La bisbetica domata” di William Shakespeare nella rielaborazione di Enrico Fasella e Gian Mesturino.

Già lo scorso anno toccò alla stessa compagnia aprire la stagione con un’altra prima nazionale, “Un curioso accidente” di Carlo Goldoni. Come allora i protagonisti saranno due grandi attori impegnati da anni nelle compagnia torinese: Miriam Mesturino e Luciano Caratto, affiancati da Elia Tedesco, Enrico Fasella e alcuni giovani della scuola di recitazione diretta da Gian Mesturino. La regia è di Enrico Fasella.

Per Miriam Mesturino si tratta di un ritorno dopo pochi mesi dalla collaborazione con Uno Sguardo dal Palcoscenico con cui ha partecipato alla messinscena di “Inferno” di Dante Alighieri, presentato con grande successo alle Grotte di Borgio Verezzi nell’agosto scorso. L’attrice inoltre era già stata diretta da Silvio Eiraldi nel fortunato “Toc Toc” di Laurent Baffie, in calendario nella stagione cairese dello scorso anno.

Dopo la direzione di “Romeo e Giulietta” e “Sogno di una notte di mezza estate” Fasella si cimenta con “The Taming of the Shrew”, meglio conosciuta come “La bisbetica domata”, della produzione cosiddetta “sperimentale” di Shakespeare. La data di composizione è incerta, tuttavia la critica più recente la colloca prima della chiusura dei teatri di Londra a causa della peste e del conseguente scioglimento della compagnia degli attori del conte di Pembroke.

La struttura della commedia è basata sul tipico gioco del “teatro nel teatro”, a guidare in modo parallelo i destini degli attori e dei personaggi della commedia. È interessante e ha buona dose di ironia il parallelismo tra la “necessità” di sottomissione della donna proclamata dalla “ex bisbetica”, a descrivere la mentalità della società in cui Shakespeare la compose, e il fatto che al comando di Inghilterra e Irlanda in quegli stessi anni vi fosse una donna, la regina Elisabetta I, la quale aveva fatto dell’opposizione intelligente ai dettami della società maschilista la propria bandiera. Mentre Caterina riconosce alla fine del dramma, almeno formalmente, la necessità di sottomettersi Elisabetta scelse di non farlo mai ed è questa una delle caratteristiche che si ricordano di più di lei.

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