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"Iron Sky" mostra Alessandro Carnevale

“Iron Sky” – Mostra di Alessandro Carnevale

12/05 » 10/06/18

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Sabato 12 maggio alle ore 18:30 si inaugura la mostra “Iron Sky” di Alessandro Carnevale, una personale creata dall’artista per aprire un nuovo ciclo artistico alla ricerca della perfezione, di una tecnica diversa in cui la sperimentazione si è “fusa” con le emozioni: rabbia, tristezza, frustrazione, fallimento, gioia.

Il risultato ottenuto sulle nuove opere è quello che aveva sempre pensato. Il ferro è diventato leggerissimo nei suoi colori, lieve come un cielo, impalpabile come nuvole sfuggenti. L’opera che ha “cambiato” dà il titolo alla mostra ed è il quadro che più di tutti racconta il suo percorso odierno di artista.

La mostra è visitabile tutti i giorni tranne il lunedì mattina in orario 11 – 12:30 e 15:30 – 19:30.

Volevo più d’ogni altra cosa raccontare quanto possa essere leggero il ferro. Arrivare al punto di aver voglia di allungare la mano e “fermarla” quella lastra di metallo. Quasi volesse prendere il volo come un palloncino gonfiato ad elio. Ritornare infine a vedere con gli occhi di un bambino. Ritrovare quelle emozioni, la salvezza di un ragazzo cresciuto accanto alle fabbriche, in quella valle costellata da milioni di tonnellate di ferro, acciaio e cemento. Rivivere quella fantasia che trasforma il metallo in una pelle sensibile, in una tela in divenire, su cui le ruggini tingono forme ora astratte ora perfette sculture. Come un bambino, appunto, che dà forma alle nuvole. Prima di essere artista, o forse, soltanto un chimico, prima di saper orientare acidi e basi su quello stesso materiale e tingerlo in un tornasole di ossidi e calamina. Prima di capire la composizione del benzalconio cloruro, del triolo, dell’acido muriatico. Prima della tecnica, prima della ragione. Rivivere l’emozione di guardare quel ferro, scuro, che piano si tinge di rosso e ocra, dopo settimane di pioggia e neve. Senza sapere perché, in fondo. Pensando che magari invecchia, ecco, soltanto invecchia.
E chi se ne importa dell’eco romantica di Turner e Blake, della malinconia di Sironi, del non finito di Vespignani: io in quella ruggine ci vedevo delle nuvole. E il ferro diventava leggerissimo. Volevo dirlo, raccontare quegli mondi, gli infiniti cieli che si rincorrono in una lastra ch’era grigia e sorda come l’acciaio più scuro. Rivivere quell’emozione. Ingenua e semplice, forse, ma pura.

"Iron Sky" mostra Alessandro Carnevale

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