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"Elegie Dipinte" mostra Nakis Panayotidis

“Elegie Dipinte” – Mostra di Nakis Panayotidis

29/06 » 16/09/18

EVENTO GRATUITO
: Palazzo Tagliaferro Palazzo Tagliaferro, Largo Milano, Marina di Andora, SV, Italia - Inizio ore 19:00 - Fine ore 23:00
  • info@palazzotagliaferro.it
  • Tel. http://www.palazzotagliaferro.it

Il Contemporary Culture Center di Palazzo Tagliaferro presenta la mostra di Nakis Panayotidis “Elegie Dipinte”, a cura di Viana Conti e Christine Enrile, con il patrocinio del Consolato Generale di Svizzera a Milano e dell’Istituto Svizzero e il sostegno di Pro Helvetia, fondazione svizzera per la cultura.

Inaugurazione venerdì 29 giugno 2018 dalle ore 20:30 con il saluto del sindaco Mauro Demichelis e dell’assessora alla Cultura Maria Teresa Nasi e l’introduzione alla mostra delle curatrici. A seguire rinfresco.

Il Contemporary Culture Center apre la stagione espositiva estiva con la mostra personale in prima internazionale, site specific, del grande artista ateniese, residente a Berna, Nakis Panayotidis. Il lirico titolo, ideato dall’artista, suona evocativo della grecità e latinità del verso poetico in dialogo con l’arte della pittura. Secondo un noto aforisma la pittura, infatti, è poesia silente mentre la poesia è pittura eloquente.

L’evento espositivo è particolarmente significativo perché segna un punto di svolta di un artista formatosi nella mitica Torino degli anni Settanta, nel clima dell’ormai storica Arte Povera celantiana, cresciuto in ambito internazionale, con una sua cifra estetico minimalconcettuale, in cui il rapporto tra l’immagine fotografica in bianco e nero, l’intervento pittorico e la luce al neon interagiscono emotivamente e percettivamente.

Nakis Panayotidis dà forma visibile ora ad un ricordo d’infanzia, ora all’impatto emotivo di fronte alla figura di un Maestro. Le sue opere muovono da un atelier del Nord elvetico, da cui virtualmente, nelle quotidiane ore di lavoro dell’artista, partono navi per l’oceano aperto, si alzano i venti, si scatenano le tempeste, gli fanno visita, come nella “Passeggiata” di Robert Walser, i più amati fantasmi della storia dell’arte, per approdare sulle rive della contrada marinara di Andora.

Tutto questo è presente in mostra: la sedia gialla (“La luce è stanca”) è Van Gogh, la camicia bianca che si dibatte è Bacon (“Fuggendo dalle tenebre”), la scala (“Anabasis”) è l’uscita dalla realtà, il letto ricoperto da un lenzuolo ricamato, su cui è stato sparso del riso (“Costretto a ricordare”) è Silvana Mangano, mondina suicida in “Riso amaro”, nel contesto del lavoro clandestino del Dopoguerra, le due presenze fantasmatiche ripiegate sulle sedie (“Simposio nascosto”) sono memoria di una Grecia dei Colonnelli, pronta a sospettare di un libro spalancato sulla luce della conoscenza.

Sorprendente è il fatto che l’acme poetico dell’opera scaturisca dalla tensione che si crea tra l’utilizzo di materiali poveri, come il cartone da imballaggio, il nastro adesivo da carrozziere e l’alta temperatura poetica della composizione pittorica o dell’installazione multimediale.

Lo scenario della mostra è in questo contesto altamente emozionale e intriso di un pathos profondo che sfiora le corde dell’immaginario collettivo, molto presente anche nel messaggio sociale dell’opera dell’artista. Affiorano davanti alle opere di Nakis Panayotidis memorie di un vissuto esistenziale, relazionale, culturale, estetico, che gli hanno valso premi, presenza in collezioni istituzionali, riconoscimenti espositivi internazionali, nel 2017 del Kunstmuseum di Berna, del MACRO di Roma, della Hess Collection Museum, di Napa, California.

"Elegie Dipinte" mostra Nakis Panayotidis

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