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Di Voci e d’Accordo: Concerto del duo Riverberi

12/08/15

: Oratorio di Santa Maria Maddalena Oratorio di Santa Maria Maddalena, Via Maglione V., Laigueglia, SV, Italia - Inizio ore 21:15

Attenzione l'evento è già trascorso

Prosegue anche in agosto a Laigueglia la rassegna di eventi culturali “Di voci e d’accordo – musica e cultura all’ombra dei campanili” organizzata e promossa dalla parrocchia di san Matteo. Mercoledì 12 agosto alle ore 21.15 l’oratorio di Santa Maria Maddalena ospiterà “Quando a cantar con organi si stea”, all’organo si esibirà il Maestro Stefano Pellini, al sax soprano, il Maestro Pietro Tagliaferri, con musiche di Corelli, Vivaldi, Zipoli.

Il progetto “Riverberi” nasce dall’idea di accostare all’organo il suono del sax soprano con un consapevole progetto musicale, creando un repertorio unico e affascinante. L’attività artistica del Duo si rinnova nel 2009 con l’organista Stefano Pellini e l’apporto della sua esperienza e cultura, e si distingue da subito con decine di concerti nelle più prestigiose rassegne in Europa e America ed in quattro pubblicazioni discografiche. L’idea di accostare sax e organo è singolare: i due strumenti non compaiono quasi mai in questa formazione, e sono contraddistinti da una distanza “culturale”, in parte generata da un immaginario collettivo che li vede muoversi in ambiti stereotipati e rigidamente separati. Se il sax richiama fortemente il jazz, la musica leggera e d¹intrattenimento, l’organo è prevalentemente associato alla chiesa, alla musica antica e al rigore espressivo. Quale dunque il percorso da seguire nel proporre un tale accostamento? E quali le motivazioni del progetto? Un primo interesse è musicologico-linguistico: i codici espressivi contemporanei miscelati alla musica dei secoli passati generano una oggetto artistico nuovo, completo e autonomo. Il secondo aspetto è sonoro: accostare elementi così lontani permette di trasfigurare voci e strumenti, ne modifica la percezione, soprattutto a livello di immaginazione. Non è semplice contaminazione, ma una ragionata mescolanza di mondi sonori e linguistici che punta a un risultato espressivo coerente, spiazzante e provocatorio.
Il nome del progetto – Riverberi – non è allora casuale: sono i richiami, gli echi e i rimandi di suoni che arrivano modificati rispetto all’origine. Il sax si inserisce nel repertorio antico assumendo una veste inedita, mimetizzandosi quasi tra le canne dell’organo per diventarne un nuovo registro; l’organo lo segue in territori nuovi, offrendo di sé un’immagine accattivante, dove ritmo e armonie jazz si presentano efficacemente con quelle stesse sonorità con le quali si è abituati a gustare i contrappunti più rigorosi. Riverberi tra passato e presente, dunque, riverberi di suoni che si rincorrono tra le arcate della chiesa, riverberi di timbri che richiamano ad altri strumenti o che di organo e sax suggeriscono immagini nuove, riverberi di linguaggi che si mescolano, talora si scontrano, ma che infine si riconoscono, si ricompongono, lasciando echi di espressioni nuove, sintetizzate in un affascinante, ricco e multiforme presente musicale.

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