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Loano, i corsi su metacognizione e apprendimento positivo si aprono ai genitori foto

Doppio appuntamento all'istituto Falcone, il 6 e il 27 marzo: corsi a cura della dottoressa Paola Ricca, iscrizioni entro il 23 febbraio

Un’opportunità per tutti i genitori di ragazzi tra gli 8 e i 16 anni che desiderano aiutare i propri figlio a migliorare il modo di imparare. Si tratta di due workshop, in programma all’Istituto G. Falcone di Loano il 6 e il 27 marzo, incentrati su metacognizione ed apprendimento positivo.

Gli incontri, in origine rivolti agli insegnanti, sono stati aperti anche alle famiglie degli studenti dopo un articolo pubblicato proprio da IVG.it la scorsa settimana: diversi lettori si sono rivolti alla dottoressa Paola Ricca, formatrice AIF, coach e ideatrice del Metodo FreeNauta, per chiedere di partecipare. La responsabile del corso ha quindi deciso di modificare le modalità formative per favorire un più ampio accesso.

paola ricca freenauta

Due, come detto, gli incontri. Il primo, il 6 marzo dalle 14.15 alle 17.15, sarà incentrato su “Metacognizione, Memoria e Attenzione”: durante le tre ore di lezione verranno illustrati strumenti pratici per i docenti che vogliono sperimentare nuove modalità didattiche come il “peer tutoring” e il “modeling”. Sulla base dell’esperienza acquisita da Paola Ricca come tutor DSA, verranno condivisi anche dei suggerimenti vincenti per la didattica inclusiva, che spazieranno dalle mappe mentali ai video e ai fumetti.

L’incontro del 27 marzo, sempre dalle 14.15 alle 17.15, si intitolerà invece “Metacognizione, Motivazione e Emozioni”: all’interno è prevista una sessione speciale dedicata al benessere psico-cognitivo del docente. “Verranno proposti degli esercizi per sviluppare la ‘mindfulness’ dei partecipanti, ossia la presenza attiva e consapevole nel qui-e-ora – spiega Paola Ricca – e delle tecniche energetiche, quali la Provocative Energy Tecnique, che migliorano la motivazione personale e permettono di superare le emozioni limitanti”.

paola ricca freenauta

Gli incontri, a numero chiuso, saranno indipendenti tra loro: sarà dunque possibile partecipare indifferentemente ad uno solo o ad entrambi. L’iscrizione va fatta entro e non oltre il 23 febbraio: la quota per ogni partecipante è fissata a 30 euro per un singolo corso o a 50 euro per entrambi. Il programma dettagliato del corso è scaricabile iscrivendosi qui.

Sarà invece posticipato a maggio il corso di specializzazione “Felice…Mente a Scuola”, riservato a insegnanti e professionisti dell’apprendimento quali pedagogisti, logopedisti, tutor e insegnanti privati. Accreditato dal MIUR, permetterà di conseguire il titolo di Applicatore del Metodo FreeNauta.

Nella stessa pagina a cui è possibile consultare il programma dei corsi è stato richiesto alla dottoressa Paola Ricca un approfondimento sul tema dell’autostima e della matematica, che pubblichiamo qui di seguito.

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“5 strategie per superare le difficoltà in matematica e rafforzare l’ autostima”.  

A cura di Paola Ricca, specialista in metacognizione.

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STRATEGIA #1 Autostima e matematica: matrimonio possibile

Una delle definizioni di autostima che preferisco è di N. Branden: “l’autostima è il sistema immunitario della nostra personalità”. Mi piace perché ci fa notare che le persone che possiedono una buona autostima riescono a superare le difficoltà grandi e piccole della vita. Questo avviene perché le affrontano con la sicurezza di possedere le risorse per risolverli.

Ecco perché acquisire autostima negli anni della scuola rappresenta un fondamento importante per garantire ai ragazzi un futuro di successi.

E non è tutto. Negli anni della scuola, autostima e matematica sono legate profondamente.

Se hai avuto qualche difficoltà con la matematica quando andavi a scuola, probabilmente ricorderai ancora oggi, da adulto, quelle ore passate a chiederti se l’insegnante si fosse improvvisamente messo a parlare un’altra lingua, o se stesse esponendo idee provenienti da un’altra galassia. Chiaramente sentirsi così disconnessi dall’insegnante, per varie ore alla settimana, non è motivante, e provoca ansia e stress.

La buona notizia c’è. Il potere che ha la matematica nel dare ai ragazzi la consapevolezza del loro potenziale, è da anni confermato della ricerca psico-pedagogica (vd. Lucangeli). Posso confermare questa tesi, come tutor e mediatrice nell’apprendimento, con tantissimi casi di ragazzi che ho visto rifiorire, non appena hanno trovato la loro strada per orientarsi in matematica.

I risultati in matematica, che per lui possono essere una eclatante novità, gli permettono di sentirsi all’altezza, lo convincono di avere ciò che serve per riuscire.

Spesso basta aiutare un ragazzo a sbloccarsi nella soluzione di alcuni problemi, rafforzare il ragionamento ed eliminare lo studio a pappagallo, per cambiare velocemente i risultati anche in altre discipline.

Dunque per lavorare sull’autostima dei ragazzi, una scorciatoia è aiutarli a superare le difficoltà di apprendimento in matematica. Da qui il ruolo fondamentali dei docenti e la proposta di corsi di specializzazione proprio dedicati a questo argomento.

Di certo anche coltivare una passione e partecipare a sport di squadra è utile: si rafforzano l’autostima e la capacità di socializzare. E tali risultati saranno ancora maggiori, se combinati con una ritrovata sicurezza in classe.

STRATEGIA # 2 Imparo la matematica se ne capisco l’utilità: partire dagli interessi del ragazzo.

Molto spesso ai ragazzi la matematica sembra una montagna di regole lontane e astratte, e non si accorgono che essa fornisce strumenti utili per diventare più bravi in ciò che gli interessa.

Nel Metodo FreeNauta si propone la matematica ogni giorno in un modo nuovo, a seconda degli interessi del ragazzo o dei gruppi. Abbiamo casi di ragazzi che hanno superato le loro difficoltà usando i fumetti per capire i teoremi, la musica per ricordare delle formule, passi di danza per memorizzare un procedimento algebrico: non ci sono limiti alla creatività.

Facciamo alcuni esempi pronti da sperimentare.

Se, per esempio, tuo figlio o un tuo alunno sono scout, le percentuali sono uno strumento utile per organizzare le tappe di un’escursione e i rifornimenti. Se invece ama cucinare, le frazioni diventano protagoniste nelle ricette. Se è un fan di giochi e computer, il procedimento di un problema di geometria potrà essere paragonato ai diversi livelli di un videogioco.

Infine, le operazioni con i numeri relativi diventano più comprensibili, e anche più utili, se si paragonano i numeri negativi ai debiti, e quelli positivi come crediti. Riceverai altri esempi iscrivendoti al link seguente.

STRATEGIA # 3 Meglio poco e bene. Parola d’ordine attenzione attiva.

Supponiamo che siano stati assegnati come compito cinque esercizi simili.

La tendenza di molti ragazzi, di solito è svolgerli uno dopo l’altro “a nastro”, il più rapidamente possibile, usando le formule senza averle capite del tutto, saltando dei passaggi nella speranza di finire prima, accumulando errori di distrazione, e così via.

Conviene invece rallentare. Concentrarsi su un solo esercizio per volta, puntando alla massima qualità possibile per ciascun ragazzo in quel momento. E usando alcuni trucchi segreti per rimuovere gli errori più frequenti.

Se ad esempio si sta svolgendo un’equazione, il primo passaggio sarà di controllare accuratamente il testo appena ricopiato sul quaderno, per evitare errori di copiatura. Quante verifiche finiscono male per queste sviste, che sono davvero facili da evitare.

Un ulteriore segreto per arrivare alla sufficienza in poco tempo, è allenarsi a cercare gli eventuali errori alla fine di ogni passaggio, invece di aspettare di arrivare alla fine dell’esercizio e di controllare il risultato proposto dal libro. Anche perché nelle verifiche il risultato non è disponibile, e meno che mai negli esami.

Per trovare più errori, basta suggerire ai ragazzi di controllare il proprio compito come se fosse stato svolto da un amico che si desidera aiutare.

Per chi ama i computer ed frequenta il biennio delle superiori, finalmente sono disponibili software per verificare la correttezza dei procedimenti. Alcuni strumenti permettono di capire subito cosa si sbaglia, forniscono suggerimenti e aiutano il ragazzo a trovare una sua soluzione.

Un’ ultima idea per completare il quadro: mettere un punteggio o una posta in gioco per ogni esercizio svolto a regola d’arte.

STRATEGIA # 4 Ciò che sembra nuovo può spaventare

Talvolta i ragazzi si spaventano e si ritraggono quando vedono un esercizio formulato in maniera inconsueta.

Nel mio lavoro osservo proprio un cambio nel respiro (vanno in apnea) e nell’espressione del volto. L’ansia sale, e diventa più difficile ricordare le nozioni apprese e svolgere ragionamenti efficaci.

Per evitare questo stato d’animo, è utile, alla fine di ogni esercizio, abituare i ragazzi a ricapitolare i passaggi svolti. In più, prima di svolgere l’esercizio successivo, gli si chiederà di pensare se si ricordano di avere già svolto esercizi simili.

Un sacco di difficoltà in geometria si superano proprio con questa semplice tattica. Perché in questo modo i ragazzi si rendono conto che il problema è alla loro portata. È davvero una bella sensazione osservarli sorridere e inoltrarsi fiduciosi nel procedimento, una volta che comprendono di esserci già stati.

STRATEGIA # 5 Insegniamo meglio ciò che abbiamo più bisogno di imparare

Uno degli aspetti che rende l’apprendimento della matematica molto faticoso è il fatto che le nozioni vengono  trasferite, per anni e anni, attraverso un canale di comunicazione monodirezionale: dall’insegnante (e talvolta dal genitore) al ragazzo. Mai il viceversa.

Immagina come sarebbe divertente, anche per te, ascoltare per anni il tuo capo dare istruzioni, senza avere mai niente da aggiungere o da apportare alla discussione.

Per limitare il fenomeno dell’imbuto che straborda, è utile mettere i ragazzi in condizione di spiegare, magari a un fratello minore, a un compagno di classe o agli stessi genitori, gli argomenti appresi.

Chi ascolta dovrà mostrare un reale interesse. A questo scopo l’ideale è coinvolgere tutti gli adulti che, in famiglia, hanno avuto in passato un cattivo rapporto con la matematica.

In classe si possono implementare il PeerTutoring e il Modeling, di cui si parlerà nel corso.

Queste cinque strategie sono tratte dal Gioco Metacognitivo SuperMe di FreeNauta. Per informazioni sul Metodo FreeNauta visita il sito http://www.freenautabar.it/. Per ricevere i programmi dei corsi vai a questo link.

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