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La Scuola Edile in piena attività nel recupero del territorio

Abbiamo avuto occasione di incontrare il Direttore della Scuola Edile Antonio Miglio e di parlare con lui sul recupero del territorio, un tema sempre più al centro dell’attenzione e sia per la crescente attenzione verso l’ambiente sia per quanto riguarda le professionalità, nuove o tradizionali, ad esso.

Per entrare nel vivo di questa intervista abbiamo chiesto al direttore Miglio cosa si intende per recupero del territorio.

“Da un punto di vista edile per recupero del territorio intendiamo in generale tutte le attività legate al miglioramento dell’esistente. Questo comprende sia le nuove tecnologie, sia l’utilizzo di nuovi prodotti con maggiore efficienza e basso inquinamento, ma soprattutto la ristrutturazione dell’esistente, il mantenimento dell’esistente o la sua rimessa a nuovo. Recuperare il territorio in questo senso può voler dire dare nuova vita ad uno stabile abbandonato, manutenere zone prima lasciate a sé stesse e farlo, come detto, con tecnologie e materiali sia nuovi che antichi, ma di elevata efficienza ed efficacia e quanto mai eco compatibili. Come Scuola Edile crediamo che il recupero del territorio in cui viviamo non sia solo un dovere per le imprese e i cittadini, ma anche uno dei migliori canali per uscire dalla crisi che da tempo limita notevolmente imprese e lavoratori.”

Abbiamo chiesto poi al direttore di parlarci più specificamente di alcune attività che l’ESE ha portato avanti su questo tema ricevendo questa risposta: “Da diversi anni siamo attivi sul recupero dell’esistente e proprio lo scorso anno è stato attivato un corso facente parte del progetto regionale “Antichi mestieri” che era finalizzato ad insegnare a 12 giovani disoccupati le tecniche di costruzione e manutenzione dei muretti a secco, un’arte ormai quasi scomparsa e di cui si sente necessità a livello professionale essendo il nostro territorio ampiamente ricoperto da terrazzamenti e contenimenti eseguiti con questa tecnica. Il corso, come buona parte della nostra attività è stato cofinanziato dal Fondo Sociale Europeo e da Regione Liguria ed ha dato buoni risultati. Per no fare un dettaglio di tutto quanto fatto vi dirò solo che questo filone di formazione si è esteso sia all’insegnamento di mestieri scomparsi come per il caso indicato, sia a temi quali l’efficientamento energetico attraverso la specializzazione di elettricisti ed idraulici con competenze su domotica ed energie rinnovabili, sia a temi più strettamente edili con corsi sempre rivolti all’efficientamento energetico, ma per posatori, tecnici e progettisti edili. Tutti questi corsi di qualifica – che hanno persino previsto un master di oltre mille ore per laureati tuttora in corso – sono stati rivolti a disoccupati e cofinanziati dal Fondo Sociale Europeo, vera grande risorsa per la formazione tecnica avanzata.”
Dopo questa panoramica su quanto fatto abbiamo chiesto al Direttore quali sarebbero state le attività future della scuola

“Partirà a breve un corso gratuito di qualifica di 600 ore per “Operatore Forestale svolto in collaborazione con ELFO e rivolto a 12 disoccupati, oltre a diverse attività formative e di studio realizzate all’interno del Polo MIC (Meccanica, Impiantistica, Costruzioni) di cui la Scuola Edile è responsabile territoriale per la nostra provincia. Di queste attività non posso dare ancora il dettaglio, ma riguarderanno l’assetto idrogeologico e le criticità sismiche oltre che la salvaguardia del territorio in senso lato. All’interno di questo grande progetto verranno definite le priorità per il nostro territorio dalle quali deriveranno le nuove attività formative che saranno appunto tarate sulle reali necessità della nostra zona, come facciamo per ogni attività formativa al fine di assicurare la massima occupabilità possibile ai nostri allievi una volta terminati i corsi. Questa è la ragione per cui al momento non sono ancora in grado di dire quali saranno nello specifico i corsi derivanti dalle linee guida. “

Per concludere abbiamo chiesto ancora al direttore Miglio un po’ di dati sull’attività della Scuola per renderci conto di quanto viene fatto, dato che spesso l’attività formativa non riesce ad avere la visibilità che merita.

“Ogni anno formiamo oltre 2000 allievi di cui circa 500 sono donne attraverso circa 120 corsi l’anno tra attività finanziate rivolte a disoccupati e attività commerciali di aggiornamento per professionisti e aziende. In totale nell’ultimo anno abbiamo svolto più di 8000 ore di formazione consentendo circa 130 disoccupati, per esempio, di ottenere una qualifica professionale e presentarsi sul mercato con una maggiore facilità di essere assunti, facilità sempre relativa data l’imperante crisi. La nostra soddisfazione è che il tasso di occupabilità, ovvero il tempo entro cui i nostri allievi trovano lavoro una volta finito il corso è del 60% circa entro i primi sei mesi dalla fine del corso, mentre dopo 12 mesi dalla qualifica più dell’80% ha trovato un lavoro. Queste per noi sono soddisfazioni e il segnale che stiamo lavorando bene e nella giusta direzione. Certo vorremmo fare di più e per questo affiniamo costantemente il nostro metodo formativo e manteniamo stetti e positivi rapporti con le aziende e i sindacati di categoria. Essere a contatto con il mondo del lavoro ci permette di cogliere e a volte di anticipare le tendenze. “

Abbiamo quindi salutato il direttore chiedendogli un consiglio per un giovane disoccupato che voglia avvicinarsi al mondo dell’edilizia.

“Quello che posso consigliare prima di tutto è di non mollare e non rassegnarsi: il mercato è in difficoltà, ma le persone di buona volontà e che hanno scelto un percorso formativo adeguato trovano ancora diverse occasioni di impiego. Ai più giovani dico di restare concentrati sul loro compito: studiare è il loro lavoro e noi curiamo il passaggio dallo studio (teorico e pratico) all’inserimento nelle aziende con lunghi periodi di stage. I migliori non sono solo quelli più bravi tecnicamente, ma quelli che hanno capito che la prima cosa nel mondo del lavoro è la serietà e il rispetto. A tutti noi cerchiamo di dare una possibilità di inserimento attraverso una qualifica o specializzazione, ma poi sono loro a giocarsi le loro carte con i datori di lavoro ai quali è importante far capire che stanno provando la persona giusta, sia come competenze che come serietà.”

Con questo consiglio abbiamo chiuso la nostra intervista con il direttore della Scuola edile di Savona Antonio Miglio che, salutandoci, ci ha ricordato che tutte le attività formative di prossima attivazione appariranno sul sito www.esesv.it nella home page. Una visita settimanale al sito consentirà di restare aggiornati sui corsi che partiranno a breve.

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